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ernia del disco

L’ernia del disco è una delle malattie più diffuse al mondo, colpisce prevalentemente giovani e adulti, creando enormi costi sociosanitari in tutti i paesi del mondo. E gli sportivi non ne sono esclusi.
È una malattia molto dolorosa ed invalidante che tende a cronicizzarsi piuttosto che evolvere verso la guarigione. Il termine ernia al disco indica la fuoriuscita del nucleo polposo, la parte centrale del disco intervertebrale, causata dalla rottura delle fibre dell’anello fibroso che circondano la periferia del disco.

In relazione quindi alla gravità della lesione discale si parla di:

  • Bulging: lieve deformazione del disco, senza rotture.
  • Protrusione discale: quando il rigonfiamento è provocato solamente dalla deformazione dello strato più esterno del disco, lo strato fibroso
  • Ernia discale: quando il nucleo polposo, di consistenza gelatinosa, fuoriesce dalla sede naturale

     

I termini vengono fra loro spesso confusi o usati, anche nelle refertazioni radiologiche, in modo improprio.

 

Protrusione discale ed evoluzione
della malattia in ernia del disco

La deformazione della periferia, denominata protrusione discale, può rappresentare un momento iniziale della malattia/degenerazione del disco. Questa condizione può evolvere in ernia discale o invece rimanere stabile nel tempo e progredire negli anni in una naturale disidratazione interna del nucleo gelatinoso.

Nessuno può prevederne l’evoluzione, si deve però raccogliere il segnale d’allarme rappresentato dal dolore.
Se non si modificano certe abitudini di vita che comportano un sovraccarico dei dischi è molto facile che la protrusione discale diventi un’ ernia discale cioè che il disco si rompa per far fuoriuscire il materiale gelatinoso interno.

Le ernie più frequenti sono quelle lombari, seguite da quelle cervicali e da quelle dorsali. Le lacerazioni del disco determinano il rilascio di mediatori chimici dell’infiammazione che possono causare un dolore severo anche in assenza di una compressione diretta delle radici nervosa.

Il processo infiammatorio coinvolge le radici nervose dei nervi nel punto in cui questi fuoriescono dalla colonna vertebrale. Il nervo è infiammato alla sua origine ma il dolore si può sentire in ogni punto in cui il nervo arriva.
L’infiammazione è la causa del dolore da ernia discale.
Certo, un nervo può essere sia infiammato che compresso e in questo caso il dolore è ancora più intenso.

Sintomi dell’ernia del disco

I pazienti possono lamentare un dolore di diversa intensità, formicolio o una sensazione di bruciore.  La sensibilità tattile o dolorifica può essere ridotta o assente e alcune volte può presentarsi un deficit di forza. La sede dei sintomi è legata alla sede del disco malato.

Ernia discale lombare

La sintomatologia dell’ernia del disco lombare (che è la più frequente) inizia in genere con il cosiddetto “colpo della strega”. I sintomi si manifestano alla schiena in sede lombare, ai glutei, alle cosce, possono irradiarsi al piede sino alle dita.

  • Il nervo sciatico è il nervo più colpito con dolore alla gamba, posteriore, fino alla caviglia o alle dita del piede.
  • Più raramente il nervo femorale con dolore alla coscia, anteriore, esteso fino al ginocchio.

Ernia discale cervicale

I sintomi possono colpire la nuca, il collo, la scapola, la spalla, il braccio e la mano.

Fattori di rischio dell’ernia del disco

La maggior parte delle ernie del disco si verifica tra i trenta e i quarant’anni, cioè quando il nucleo polposo è ancora molto ricco di acqua ed è sottoposto ad elevate pressioni. Con l’età il nucleo polposo tende ad “asciugarsi” e quindi il rischio di ernia si riduce. Dopo i 50 o 60 anni, l’artrosi della colonna vertebrale e la stenosi spinale sono le cause più frequenti di mal di schiena o dolore alle gambe.

Sono considerati fattori di rischio:

  • le occupazioni sedentarie e l’inattività fisica,
  • il sovrappeso,
  • la guida di veicoli a motore prolungata e costante,
  • l’alta statura,
  • le vibrazioni,
  • i lavori a elevato impegno fisico soprattutto se comportano abitualmente il sollevamento manuale di carichi e
  • le gravidanze.

Curare l’ernia con l’ozonoterapia

L’ozonoterapia si è dimostrata la cura più valida di questa patologia, in quanto alla potente azione anti-infiammatoria e antidolorifica associa l’effetto disidratante sull’ernia discale con conseguente riduzione della compressione sul nervo.

L’azione antinfiammatoria è dovuta al fatto che l’ossigeno-ozono, favorisce l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione, come l’istamina, la serotonina, le prostaglandine. L’azione disidratante si ottiene grazie all’altissimo potere ossidante dell’ozono

Le tecniche utilizzate per il trattamento dell’ernia discale sono tre:

La più efficace e rapida per il trattamento dell’ernia discale è la tecnica intraforaminale mirata perché con quattro infiltrazioni eseguite con estrema precisione grazie alla guida radiologica si ottiene la risoluzione dei sintomi nell’ 85-90% dei casi, rimanendo all’esterno del disco.



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La protrusione discale, una delle cause più diffuse di mal di schiena, si cura con l’ozonoterapia intraforaminale in pochi giorni. È un problema spesso invalidante, che incide moltissimo sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Tra le vertebre della colonna sono posizionati dei dischi che svolgono la funzione di ammortizzatori. Con l’avanzare dell’età i dischi vanno incontro ad un processo di progressiva disidratazione: per questo motivo si riduce la nostra statura in età avanzata. I dischi sono composti da un robusto strato esterno di cartilagine che circonda una parte centrale costituita da un materiale spugnoso molto ricco di acqua: il nucleo polposo.



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L’ozonoterapia ha dimostrato di essere la prima scelta tra le terapie conservative dell’ernia del disco perché ha risultati eccellenti e nessun effetto collaterale. 

Il mal di schiena uno dei più comuni e importanti problemi di salute pubblica, sociale ed economica che colpiscono la popolazione umana in tutto il mondo.  In una percentuale di casi compresa tra il 2 e il 43% sono associati sintomi sciatici che, il 90% delle volte, sono generati dall’ernia del disco.

La causa del dolore radicolare nella regione lombare è multifattoriale ma è probabilmente dovuto a fattori meccanici e / o infiammatori. L’ernia del disco provoca una compressione diretta della radice del nervo o del ganglio della radice dorsale e una compressione indiretta sui vasi perineurali

Una volta che il disco è danneggiato sia l’articolazione interapofisaria che il tessuto epidurale che circonda la radice del nervo e la stessa radice nervosa si infiammano con la produzione di una cascata di mediatori infiammatori, che attivano tutte le terminazioni nervose, sensibilizzano i nocicettori e rendono il nervo estremamente sensibile alla pressione, generando dolore anche per una leggera manipolazione o pressione. Per questo motivo, la componente infiammatoria del dolore radicolare consente a una protrusione o ad un’ernia discale, cioè a qualunque deformazione del disco, di generare dolore anche senza che una compressione diretta della radice.

Il primo approccio terapeutico all’ernia del disco lombare deve essere conservativo, con terapia farmacologica, fisica e cognitivo-comportamentale. In caso di fallimento e prima di ricorrere al trattamento chirurgico dovrebbero essere considerate molte tecniche interventistiche non chirurgiche.

L’ozonoterapia è la prima scelta tra le tecniche interventistiche perché è caratterizzata da eccellenti successi terapeutici e scarsi o nulli effetti collaterali per la cura dell’ernia discale.

Ozonoterapia ed ernia discale: come agiste

L’ozono è un gas fortemente ossidante con proprietà antisettiche, immunomodulanti, analgesiche e antinfiammatorie. La miscela di ossigeno-ozono gassosa è comunemente usata nella pratica clinica, principalmente in Europa e in Asia, nel trattamento del dolore nocicettivo-neuropatico, nei processi infiammatori e degenerativi del sistema muscolo-scheletrico e specialmente nel disco degenerativo ernia della malattia e del disco. L’ozono viene somministrato sotto forma di miscele di ossigeno-ozono a concentrazioni non tossiche comprese tra 1 µg e 40 µg di ozono per ml di ossigeno, utilizzando vari metodi percutanei. 

L’azione biologica dell’ozono medico non è completamente compresa, ma alcuni meccanismi d’azione sono stati proposti per spiegare la sua efficacia nel trattamento dell’ernia del disco:

  1. Riduzione dei componenti infiammatori . L’ozono interrompe il ciclo della cascata infiammatoria alterando la scomposizione dell’acido arachidonico in prostaglandine infiammatorie.
  2. Iperossigenazione dell’area di interesse . L’ernia del disco influisce sul flusso venoso e arterioso, causando stasi venosa e arteriosa, che portano all’ipossiemia dei tessuti; applicando ossigeno-ozono in prossimità dell’ernia, la concentrazione di ossigeno aumenta
  3. Diminuendo le dimensioni dell’ernia . L’ozono rompe le catene di glicosaminoglicani nel nucleo polposo e riduce la loro capacità di trattenere l’acqua, restringendo così il nucleo e successivamente riducendo la pressione intradiscale e peri-radicolare.
  4. Stimolazione del processo di riparazione . L’ozono promuove l’attività fibroblastica, inducendo la deposizione di collagene.

Ozonoterapia ed ernia discale: le indicazioni per la cura

Sebbene il trattamento con miscele di ossigeno-ozono abbia molti vantaggi, i criteri di selezione del paziente sono i punti chiave per un risultato clinico di successo.

La migliore indicazione clinica per l’ozonoterapia è il dolore radicolare piuttosto che lombalgia; il paziente deve riferire il dolore in un dermatoma cutaneo ben discriminato e costante con test di Lasegue positivo.

Se si suppone una sindrome delle faccette articolari interapofisarie è meglio eseguire un’infiltrazione delle faccette con steroidi e anestetico locale come test diagnostico prima del trattamento con ossigeno-ozono

La valutazione clinica deve trovare conferma nelle immagini radiologiche, la Risonanza Magnetica è l’esame di prima scelta. Le immagini devono dimostrare la presenza di ernie o protrusioni lombari congruente con i sintomi clinici; non dovrebbero essere presenti deformità strutturali significative della colonna vertebrale, grave osteoartrosi vertebrale, fratture o ernie calcificate. 

È importante riconoscere che le immagini radiologiche da sole non rappresentano un’indicazione sufficiente per il trattamento, tenendo conto che una deformazione del disco è presente nel 52% della popolazione e l’ernia del disco è presente in circa il 20-28% dei soggetti asintomatici.

Controindicazioni assolute

  • un deficit motorio neurologico severo
  • sindrome della cauda equina
  • lesioni ossee sospette infettive/infiammatorie o neoplastiche devono essere escluse. In questi casi l’ozono è completamente inefficace.

Controindicazioni relative

  • disturbo emorragico
  • gravidanza
  • deficit di G6PD
  • ipertiroidismo
  • anemia grave
  • miastenia grave
  • recente infarto del miocardio
  • patologie psichiatriche

Ozonoterapia ed ernia discale: i risultati ottenibili

Risoluzione dei sintomi

Quando vi sia corretta indicazione clinica e adeguata documentazione radiologica che confermi la diagnosi l’infiltrazione intradiscale di ossigeno-ozono presenta risultati quasi chirurgici senza effetti collaterali maggiori o minori:

  • un tasso di successo del 90% al follow-up a breve termine (sei mesi) 
  • un tasso di successo del 75–82% al follow-up a lungo termine- su (12 mesi)
  • un tasso di successo del 73% al follow up a 10 anni

Riduzione di volume dell’ernia

A sei mesi di follow-up MR, circa il 75-96% dei pazienti ha avuto una significativa riduzione del volume di ernia, con la riduzione più elevata osservata in dischi più grandi.

Conclusioni

La terapia con ossigeno-ozono è un approccio sicuro ed economico per i pazienti con sciatica da ernia discale o protrusione, avendo dimostrato buoni risultati a breve e lungo termine, tempi di recupero significativamente più brevi rispetto ai trattamenti alternativi, e riduzione della necessità di chirurgia. Inoltre, si deve considerare che i pazienti senza una buona risposta alla terapia con ossigeno-ozono possono ancora sottoporsi a discectomia chirurgica.



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L’ozonoterapia intradiscale è un trattamento efficace per la risoluzione del dolore causato da una deformazione del disco intervertebrale e dalla compressione della radice nervosa dovuta a protrusione o ernia del disco.

La combinazione terapeutica più utilizzata è l’iniezione intradiscale di una miscela di ossigeno-ozono (chemonucleolisi), seguita dall’iniezione periradicolare di cortisone e anestetico locale per migliorare l’effetto antinfiammatorio e analgesico. Il trattamento ha lo scopo di togliere il dolore e viene somministrato a pazienti senza deficit motorio, mentre i pazienti con paralisi acuta causata dalla compressione della radice nervosa devono essere sottoposti a chirurgia entro 24-48 ore dall’insorgenza del deficit neurologico.

Questo articolo riporta l’efficacia dell’ozonoterapia intradiscale associata a iniezione foraminale antinfiammatoria in 13 pazienti con lombalgia e cruralgia, lombalgia e sciatica e deficit motorio parziale subacuto causato dalla compressione della radice nervosa che non rispondeva al trattamento medico.

I risultati ottenuti sono promettenti: il 100% dei pazienti ha avuto una risoluzione della debolezza motoria, mentre l’84,6% ha avuto un completo sollievo dal dolore. I nostri risultati dimostrano che l’ozonoterapia può essere considerata un’opzione di trattamento valida per questa categoria di pazienti.



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La regressione spontanea dell’ernia del disco secondaria alla disidratazione è un argomento molto dibattuto in medicina. Alcuni medici si chiedono se la rimozione chirurgica del nucleo polposo estruso sia davvero necessaria quando la scomparsa spontanea di un ernia del disco lombare è un fenomeno ben noto. Sfortunatamente, senza regressione spontanea, il dolore cronico porta a una disabilità progressiva per la quale la chirurgia sembra essere l’unica soluzione. 

Negli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato l’utilità dell’ossigeno-ozono terapia nel trattamento dell’ernia del disco, con conseguente riduzione del disco. 

Questo studio retrospettivo valuta gli esiti di una serie di pazienti con una storia di ernia dei dischi di dimensioni neuroradiologicamente invariate da oltre due anni, trattati con ozonoterapia nei nostri centri negli ultimi 15 anni. 

Abbiamo trattato 96 pazienti, 84 (87. 5%) presentavano lombalgia associata a sciatica cronica. Nessuna terapia farmacologica aveva prodotto benefici significativi. Un certo numero di specialisti era stato consultato nei due o più anni precedenti con il risultato di diverse scansioni neuroradiologiche prima della decisione di intraprendere l’ossigeno-ozono terapia intraforaminale mirata con guida radiologica. 

Il nostro studio documenta come la terapia con ozono per i dischi erniati ed “invariati nel tempo” ha risolto il problema, con una riduzione significativa delle dimensioni della deformazione del disco (ernia o protrusione spinale) espulso nel canale spinale.




L’azione antinfiammatoria dell’ozonoterapia è tanto più efficace quanto più venga somministrato in prossimità delle strutture anatomiche sofferenti. L’ecografia viene pertanto utilizzata con successo nel trattamento dell’artrosi dell’anca, nella patologia tendinea della spalla, nelle tendiniti o tendinosi, nel trattamento dell’epicondilite, dell’epitrocleite,

Non ha invece indicazione nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale, la presenza di strutture ossee non permette infatti al fascio di ultrasuoni di poter restituire un’immagine utilizzabile per migliorare la precisione della somministrazione. Per questo motivo le tecniche radiologiche (TC o amplificatore di brillanza) sono le uniche tecniche validate per guidare l’ago nel suo percorso di avvicinamento al disco ed alla radice nervosa infiammata. La letteratura scientifica conferma perfettamente tutto questo, non c’è molto da aggiungere. Negli ultimi trent’anni non è stato pubblicato alcun articolo che abbia dimostrato l’efficacia della tecnica ecografica nelle somministrazioni intraforaminali. E’ invece presumibile che l’ecografia possa essere utilizzata per identificare lo spazio intervertebrale da trattare. E’ però necessario il supporto di un’adeguata sperimentazione scientifica, tutt’ora non diponibile, con adeguati controlli radiologici di confronto.

Esiste invece la possibilità, realizzata dal dott. Zambello per la prima volta presso la Clinica Borghi di Brebbia, di utilizzare due tecniche incrociate, ecografia e Risonanza Magnetica, per giungere in contatto con il forame di coniugazione: l’obiettivo dell’ozono. La tecnica è molto interessante ed efficace ma, a causa dell’elevata complessità e degli elevati costi del metodo, non ha ancora dimostrato di essere competitiva con le usuali tecniche ampliscopiche o TC.




 

 

Una revisione sistematica e meta-analisi dell’ozonoterapia per lombalgia o lombosciatalgia secondaria ad ernia discale ha indicato un livello di evidenza è II-3 per l’ozonoterapia intradiscale e II-1 per l’ozonoterapia intraforaminale per alleviare il dolore a lungo termine.

Le prove disponibili hanno prodotto un livello di raccomandazione 1C (raccomandazione forte con bassa qualità delle evidenze) per l’ozonoterapia intradiscale e 1B (raccomandazione forte con buona qualità delle evidenze) per l’ozono intraforaminale. L’evidenza è stata derivata da studi di controllo randomizzati nell’ambito di questa meta-analisi e studi osservazionali.

Le iniezioni possono essere ripetute se necessario e complicazioni o effetti collaterali sono rari. Pertanto, questo metodo può essere considerato un’opzione da trattare lombalgia legata all’ernia del disco lombare che ha non ha risposto al trattamento conservativo, rappresentando un’alternativa alla chirurgia.




Da un punto di vista clinico la sintomatologia è abitualmente differente. L’ernia discale determina più frequentemente un’irradiazione periferica dei sintomi, la sciatica ne è il classico esempio. La protrusione discale si associa invece a sintomi più localizzati, classicamente la lombalgia o la cervicalgia.

L’ozonoterapia può essere utilizzata in entrambe le patologie. La tecnica intraforaminale rappresenta la più semplice delle diverse opzioni, con esiti positivi anche nel 90% dei pazienti, se adeguatamente selezionati. In casi non responsivi si può decidere per la tecnica intradiscale, specie in presenza di protrusioni con frequenti recidive dolorose.




Il trattamento con ozono delle patologie della colonna vertebrale prevede tre trattamenti. la tecnica paravertebrale, la tecnica intraforaminale e la tecnica intradiscale. Il trattamento paravertebrale rappresenta il trattamento più semplice, la risposta raggiunge il 70% dei pazienti trattati. Le ragioni del fallimento terapeutico, è la tecnica con minore risposta all’interno delle tre, sono da ricercarsi nella scarsa precisione del posizionamento dell’ago e nella grande distanza tra la miscela di ossigeno-ozono e la radice infiammata. E’ una tecnica che progressivamente è stata soppiantata dalle metodiche guidata. La precisione rappresenta il fulcro dell’ozonoterapia. Maggiore precisione significa sicurezza ed esito positivo in una percentuale di casi che può arrivare al 90%. Gli apparenti maggiori costi sono in realtà esattamente eguali. Mentre la somministrazione paravertebrale richiede almeno 10-12 trattamenti, la tecnica intraforaminale ne prevede solo 4, con il pregio di un ulteriore beneficio sul disagio nel trasporto di pazienti spesso molto sofferenti.




Minuziosa anamnesi, accurato esame obiettivo, valutazione movimento colonna sono basilari per un corretto inquadramento del “mal di schiena”.
Una volta accertata la causa del “mal di schiena” con appropriati esami clinici e neuroradiologici vanno fornite al paziente precise indicazioni terapeutiche: approccio conservativo (polifarmacologico e fisiatrico), se scarso beneficio alla terapia medica e fisiatrica o reazioni avverse, utile informare il paziente su altre terapie (Ozonoterapia, nucleoplastica percutanea lombare in coablazione, infiltrazione steroidea interfaccettaria, denervazione percutanea faccette articolari lombari in radiofrequenza pulsata, terapia antalgica con epidurale, chirurgia) prospettando al paziente quale tipo di trattamento è più indicato, in base alla sintomatologia clinica ed all’esame strumentale (TC o RM), con quali vantaggi e rischi; quindi in base alla valutazione medico curante o specialista viene informato il paziente su le varie opzioni terapeutiche.

L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it



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