Le protrusioni discali sono una problematica estremamente comune che interessa i dischi intervertebrali, principalmente a livello della zona lombare.
I dischi intervertebrali, che fungono da ammortizzatori tra le vertebre e consentono il movimento della colonna vertebrale, sono composti da una parte centrale ricca di acqua, il nucleo polposo, circondata da una parte esterna più rigida e resistente, l’anulus fibroso.
Una protrusione discale si verifica quando un disco intervertebrale si deforma e si rigonfia, soprattutto nella parte posteriore dove si trovano il midollo spinale e i nervi della colonna vertebrale.
Alla risonanza magnetica è visibile un rigonfiamento diffuso che sporge nel canale spinale (che contiene e protegge il midollo spinale) invadendone lo spazio.
Si tratta di una condizione diversa dall’ernia del disco, che invece è localizzata, focale e si verifica quando la rottura delle fibre dell’anulus determina la fuoriuscita del nucleo polposo.
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Imaging e sintomatologia dolorosa
Le protrusioni discali sono estremamente comuni, specialmente in pazienti di mezza età, anche asintomatici, ossia che non presentano mal di schiena.
Sebbene la protrusione discale possa restringere il canale spinale o i forami intervertebrali (dai quali fuoriescono le radici nervose che provengono dal midollo spinale), non sempre causa dolore. Un certo numero di persone con evidenza di protrusione discale alla risonanza magnetica, infatti, non prova dolore.
Per contro, in alcuni pazienti anche una piccola protrusione può determinare un dolore molto intenso con importanti ripercussioni sulla qualità di vita.

Illustrazione dei forami intervertebrali attraverso cui passano le radici nervose spinali
Dolore e integrità dell’anulus
Perché alcune persone vivono anni con protrusioni discali senza neppure esserne a conoscenza e altre, invece, sperimentano un dolore intenso che può essere limitante?
La presenza o meno di sintomatologia dolorosa dipende dall’integrità dell’anulus fibroso (la parte esterna del disco intervertebrale, che circonda il nucleo polposo) e dalla presenza di lesioni anulari.
Se l’anulus fibroso è integro (ossia non vi sono lacerazioni anulari) e riesce a contenere correttamente il nucleo polposo, è possibile che il paziente non avverta alcun dolore anche in presenza di una protrusione discale.
Per contro, una lacerazione anulare può determinare l’insorgenza di dolore cronico specialmente se tale lesione interessa la parte più esterna dell’anulus fibroso, l’area dove si trovano le fibre nervose responsabili della sensazione dolorosa.

Lesioni anulari e zone ad alta densità di segnale
In alcuni pazienti con dolore lombare cronico, alla risonanza magnetica è visibile una zona ad alta densità di segnale (High Intensity Zone o HIZ) nella zona periferica posteriore del disco intervertebrale.
Questa piccola area di segnale bianco brillante indica la presenza di tessuto di granulazione vascolarizzato, che significa che l’organismo sta tentando di riparare la lesione anulare.
Il tessuto di granulazione, tuttavia, è riccamente innervato e dunque la presenza di una zona ad alta intensità di segnale è spesso associata a una fonte di dolore.
Protrusioni discali e ozonoterapia RX guidata
Una strategia di trattamento efficace per ridurre infiammazione e dolore in caso di protrusioni discali è l’ozonoterapia RX guidata. Si tratta di una tecnica molto precisa che prevedere l’iniezione di una miscela di ossigeno e ozono, dalla spiccata azione antinfiammatoria.
Grazie all’ausilio di un amplificatore di brillanza, le infiltrazioni sono effettuate a pochi millimetri dalla protrusione discale, consentendo all’ozono di svolgere la sua azione proprio dove serve.
Se hai una protrusione discale e una sintomatologia dolorosa a livello della colonna vertebrale, prenota la prima visita presso Clinica O3. Valuteremo se l’ozonoterapia RX guidata è un trattamento adatto anche al tuo caso.