Quando l’ernia del disco dà sintomi, il dolore è spesso quello che porta il paziente dal medico. Ma non tutte le ernie fanno male. L’ernia del disco non provoca dolore soltanto perché comprime una radice nervosa. Il materiale discale può favorire il rilascio di mediatori pro-infiammatori, tra cui le citochine, richiamando una risposta del sistema immunitario che contribuisce all’infiammazione. L’infiammazione può contribuire a trasformare un problema anatomico in un dolore che s’irradia così lungo il nervo, il cosiddetto dolore radicolare, formicolio, intorpidimento o debolezza che dal collo o dalla schiena si irradiano verso un braccio o una gamba, come spiegato nell’articolo pubblicato il 4 settembre 2026 sul Corriere della Sera, in cui il Dr. Alessio Zambello ha spiegato molto bene questo fatto.

 

Il motivo non è soltanto meccanico

Quando una parte del materiale interno del disco fuoriesce attraverso l’anulus fibroso e raggiunge lo spazio vicino a una radice nervosa, può determinare una compressione, ma anche una risposta infiammatoria. È proprio l’infiammazione a rendere il nervo più sensibile e a contribuire alla comparsa del dolore.

Ecco perché la dimensione dell’ernia non racconta da sola quanto farà male. Un’ernia anche importante può essere asintomatica, mentre una protrusione più contenuta può associarsi a una sintomatologia molto intensa. La risonanza mostra una lesione anatomica, ma è l’integrazione tra immagini, sintomi ed esame clinico a permettere di comprenderne il significato.

 

Che cos’è un’ernia del disco

I dischi intervertebrali sono strutture elastiche che si trovano tra una vertebra e l’altra e contribuiscono ad ammortizzare i carichi e a consentire il movimento della colonna.

Ogni disco è formato da una parte interna più morbida, il nucleo polposo, circondata da un involucro più resistente, l’anulus fibroso. Quando quest’ultimo si danneggia, una parte del materiale interno può fuoriuscire e arrivare oltre i suoi normali confini anatomici: è quella che viene definita ernia del disco.

L’ernia può comparire in diversi tratti della colonna, anche se è particolarmente frequente a livello lombare. L’ernia del disco lombare può infatti coinvolgere le radici nervose dirette verso gli arti inferiori e provocare dolore alla schiena, al gluteo e alla gamba.

Ma c’è un elemento fondamentale: non tutte le ernie fanno male e non tutte le ernie devono essere trattate.

Molte persone convivono con un’ernia senza saperlo, perché non presentano alcun sintomo. E nella maggior parte dei casi la sintomatologia migliora nel tempo senza ricorrere alla chirurgia.

 

Dolore e infiammazione nell’ernia del disco

Pensare all’ernia come a un semplice problema di “qualcosa che schiaccia un nervo” è quindi riduttivo.

La componente infiammatoria può avere un ruolo importante nel dolore radicolare. La radice nervosa coinvolta può diventare più sensibile e dare origine a un dolore che non rimane necessariamente localizzato nella schiena, ma segue il percorso del nervo.

È il meccanismo che può contribuire, per esempio, alla sciatalgia associata a un’ernia del disco lombare: il dolore può interessare la regione lombare, il gluteo, la coscia, il polpaccio e arrivare fino al piede. Possono comparire anche formicolio, intorpidimento o debolezza.

Il dolore può inoltre aumentare con alcuni movimenti, con la tosse, gli starnuti o determinate posizioni, proprio perché cambiano le sollecitazioni sulla regione interessata.

Il dolore dell’ernia del disco può quindi avere caratteristiche diverse e irradiarsi lungo il percorso della radice nervosa coinvolta.

È sempre necessario  capire quale sia il meccanismo prevalente nel singolo paziente: dove si trova l’ernia, quale struttura coinvolge e quanto i reperti radiologici corrispondano alla sintomatologia.

 

Ozonoterapia per l’ernia del disco: quando può essere indicata

È all’interno di questa valutazione che, in pazienti selezionati, può essere presa in considerazione l’ossigeno-ozonoterapia.

L’obiettivo non è semplicemente “curare l’ernia”, ma intervenire sulla componente dolorosa e infiammatoria sulla quale la procedura può agire. Nel materiale della Clinica O3, il trattamento viene descritto proprio come un approccio rivolto alla componente infiammatoria associata a ernia e protrusione, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione della radice e favorire il recupero funzionale.

La procedura viene eseguita in regime ambulatoriale e, quando indicata, può essere effettuata con guida radiologica. Ed è qui che la precisione diventa parte integrante della procedura.

 

Ozonoterapia RX-guidata: perché la precisione è importante

La precisione della guida radiologica può aumentare il controllo della procedura, ma la scelta della tecnica dipende dalla diagnosi, dall’anatomia, dai sintomi e dall’indicazione clinica. Non tutte le ernie richiedono un’infiltrazione e non tutti i pazienti sono candidati all’ozonoterapia.

Prima della procedura è quindi fondamentale una valutazione specialistica che consideri distribuzione del dolore, forza, sensibilità, riflessi e documentazione radiologica. È lo stesso percorso descritto nel redazionale della Clinica O3, dove la procedura viene preceduta da una visita specialistica e dalla valutazione della documentazione diagnostica.

 

Ernia del disco: quando serve la chirurgia?

L’ozonoterapia non sostituisce automaticamente la chirurgia. La maggior parte delle persone con ernia del disco non necessita di un intervento chirurgico, ma esistono situazioni nelle quali la valutazione chirurgica diventa indispensabile.

Per questo ogni trattamento deve partire da una domanda molto semplice: qual è il caso clinico in questione e come ci si deve comportare a riguardo?

 

INDICE DEGLI ARGOMENTI:

La diagnosi della precisione

Un’ernia del disco non è soltanto un’immagine su una risonanza magnetica. È una condizione che può essere completamente asintomatica oppure diventare il punto di partenza di un dolore che segue il percorso di un nervo, limitando il movimento e la qualità della vita. Comprendere la differenza significa non fermarsi alla dimensione dell’ernia, ma valutare il rapporto tra anatomia, infiammazione, sintomi e funzione.

Quando un trattamento infiltrativo è indicato, anche la modalità con cui viene eseguito diventa importante. Perché quando il dolore ha un bersaglio preciso, anche la terapia deve sapere dove andare.

 

FONTI

Articolo sul Corriere della Sera Digital del 4 settembre

Ernia del disco e dolore, Mayo Clinic

https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/herniated-disk/symptoms-causes/syc-20354095

Ozonoterapia tecnica RX-guidata vs paravertebrale, perché l’RX-guidata è la tecnica migliore

https://www.emanuelesbacchi.it/ozonoterapia-mirata-protocollo-del-dr-sbacchi/