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Come riconoscere i segnali della colonna, quali abitudini possono aiutare a proteggerla e cosa può fare l’ozonoterapia.
L’ernia del disco non arriva necessariamente dopo aver sollevato un peso. E il mal di schiena non significa necessariamente avere un’ernia. In Clinica O3 spesso ci viene chiesto qual è la causa della degenerazione del disco e la risposta non è mai univoca, perché ha a che fare con una delle strutture più importanti e delicate del corpo umano: la colonna vertebrale.
La salute della colonna vertebrale infatti dipende da fattori molto diversi. I tre principali, però, sono:
- età avanzata
- scarsa attività fisica
- peso corporeo
Si annoverano anche i seguenti fattori:
- caratteristiche individuali
- predisposizione genetica
- fumo
- tipo di attività lavorativa
Sono tutti fattori che possono contribuire nel tempo alla degenerazione del disco e aumentare la probabilità che si verifichi un’ernia.
Conoscere i fattori di rischio e riconoscere i sintomi è quindi importante, così come imparare a prendersi cura della schiena attraverso uno stile di vita attivo e alcune semplici attenzioni quotidiane.
Che cos’è un’ernia del disco?
Tra una vertebra e l’altra della colonna vertebrale si trovano i dischi intervertebrali, strutture elastiche che contribuiscono ad ammortizzare i carichi e gli impatti prodotti dai movimenti.
Ogni disco è formato da una parte interna più morbida, il nucleo polposo, circondata da un anello fibroso più resistente. Quando quest’ultimo si indebolisce o si rompe, parte del materiale interno può fuoriuscire: si parla di ernia del disco.
L’ernia è più frequente nella regione lombare, ma può interessare anche il tratto cervicale e, più raramente, quello dorsale.
Il punto importante è che la presenza di un’ernia non coincide necessariamente con la presenza di dolore. Alcune persone possono avere un’ernia senza avvertire alcun disturbo. I sintomi compaiono soprattutto quando il materiale discale irrita o comprime una radice nervosa.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2023, che ha analizzato 111 studi, descrive la degenerazione e l’erniazione dei dischi come fenomeni multifattoriali. Tra i fattori considerati ci sono caratteristiche individuali, predisposizione familiare, condizioni di salute, fattori legati allo stile di vita e caratteristiche dell’attività lavorativa.
I principali fattori di rischio dell’ernia del disco
Età e degenerazione del disco
Con il passare degli anni i dischi intervertebrali tendono a perdere parte della loro elasticità e della loro capacità di trattenere acqua. Questo processo può renderli più vulnerabili.
L’età, tuttavia, non è una spiegazione sufficiente: la degenerazione discale dipende dall’interazione di numerosi fattori, compresi quelli genetici e ambientali.
Sedentarietà e poca attività fisica
Una vita molto sedentaria può favorire una condizione di scarsa efficienza muscolare e ridurre il supporto che la muscolatura offre alla colonna. L’attività fisica regolare, adattata alle proprie condizioni, contribuisce invece a mantenere una buona funzione muscolare e può aiutare a ridurre alcuni fattori di rischio.
Sovrappeso e obesità
Un peso corporeo elevato può aumentare il carico meccanico sulla colonna vertebrale, in particolare sul tratto lombare.
Il peso non va però considerato come una colpa né come una spiegazione unica del problema: è uno dei numerosi fattori che possono contribuire alla salute della colonna vertebrale e alla degenerazione discale
Predisposizione genetica
La genetica conta più di quanto si pensasse in passato. Alcune persone presentano una maggiore predisposizione alla degenerazione dei dischi e all’ernia discale. La familiarità, quindi, può contribuire al rischio insieme agli altri fattori individuali.
Questo aiuta anche a spiegare perché persone con stili di vita apparentemente simili possano avere storie completamente diverse con la propria schiena.
Il fumo fa male anche ai dischi intervertebrali
La nicotina può interferire con la vascolarizzazione e con i processi nutritivi e metabolici del disco, contribuendo alla sua degenerazione. Per questo smettere di fumare rappresenta un intervento utile non soltanto per la salute cardiovascolare e respiratoria, ma anche per quella della colonna vertebrale.
Lavori fisicamente impegnativi
Sollevare, spingere, tirare, piegare e ruotare ripetutamente la schiena può aumentare lo stress meccanico sulla colonna.
Il rischio può essere maggiore quando questi movimenti vengono ripetuti frequentemente, con carichi elevati o per periodi prolungati. Anche la guida per molte ore può rappresentare un fattore da considerare, perché alla posizione seduta si aggiungono le vibrazioni trasmesse dal veicolo.
Questo non significa che chi svolge un lavoro fisico sia destinato ad avere un’ernia. Significa piuttosto che la gestione dei carichi, la tecnica di sollevamento, le pause e la preparazione muscolare possono diventare importanti alleati della colonna.
Quando è importante rivolgersi al medico?
Il dolore radicolare, un dolore alla schiena che si irradia verso un braccio o una gamba, soprattutto se associato a formicolio, perdita di sensibilità o debolezza, merita una valutazione medica.
È invece necessario rivolgersi rapidamente a un servizio di emergenza quando compaiono sintomi neurologici importanti, come una progressiva perdita di forza, difficoltà significative a camminare, perdita del controllo della vescica o dell’intestino oppure perdita di sensibilità nella zona perineale e interna delle cosce, la cosiddetta anestesia “a sella”. Questi sintomi possono indicare una compressione significativa delle strutture nervose e richiedono una valutazione urgente.
Quando il dolore continua, la domanda cambia: come intervenire?
Quando l’ernia del disco provoca dolore persistente, la scelta del trattamento dipende dalla sede e dalle caratteristiche dell’ernia, dai sintomi, dall’eventuale coinvolgimento delle radici nervose e dalla risposta alle terapie già effettuate.
L’ozonoterapia RX guidata può essere somministrata attraverso tecniche infiltrative mirate, con l’obiettivo di intervenire nella zona interessata dal processo patologico e contribuire alla riduzione del dolore.