Curare la protrusione discale con l’ozonoterapia

martedì, maggio 26, 2020 @ 05:05
Author: admin

protrusione e ozonoterapia dottor zambello

La protrusione discale, una delle cause più diffuse di mal di schiena, si cura con l’ozonoterapia intraforaminale in pochi giorni. È un problema spesso invalidante, che incide moltissimo sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Tra le vertebre della colonna sono posizionati dei dischi che svolgono la funzione di ammortizzatori. Con l’avanzare dell’età i dischi vanno incontro ad un processo di progressiva disidratazione: per questo motivo si riduce la nostra statura in età avanzata. I dischi sono composti da un robusto strato esterno di cartilagine che circonda una parte centrale costituita da un materiale spugnoso molto ricco di acqua: il nucleo polposo.

Cause della protrusione discale

In età giovanile le protrusioni discali possono essere causate da sforzi eccessivi e da sport violenti oppure da movimenti sbagliati ripetuti ogni giorno come per esempio sollevare pesi senza piegare le gambe.

Con l’avanzare dell’età subentrano altri fattori, tra cui deformità artrosiche, riduzione dell’elasticità del disco intervertebrale, aumento del peso corporeo, posture sbagliate e sedentarietà.

La protrusione discale è un vero e proprio rigonfiamento che si verifica nella parte posteriore dove si trovano il midollo spinale e i nervi della colonna vertebrale.

Il rigonfiamento del disco produce una pressione sui nervi di Luscka che circondano il disco e questo causa il dolore.

La protrusione discale si verifica più frequentemente nella regione lombare e causa una sintomatologia improvvisa chiamata colpo della strega oppure lombalgia acuta.

Si parla invece di lombosciatalgia o di lombo cruralgia se il dolore provocato dall’ernia discale si irradia fino alla gamba o alla coscia.

Il dolore in sede lombare risponde molto spesso ad un principio di tutela del disco. Il cervello, grazie ai nervi di Luscka, registra una pericolosa e improvvisa dilatazione del disco, per tutelarlo fa contrarre i muscoli posti attorno alla colonna vertebrale. I muscoli contratti determinano il dolore a causa dello scarso apporto di ossigeno dovuto alla contrattura.

Si parla di protrusione discale quando il rigonfiamento è provocato solamente dalla deformazione dello strato più esterno del disco. Quando invece il nucleo polposo, la parte gelatinosa interna più morbida, fuoriesce dalla sede naturale centrale si parla di ernia del disco.

La deformazione della periferia, denominata protrusione discale, può rappresentare un momento iniziale della malattia o degenerazione del disco. Questa condizione può evolvere in ernia discale o rimanere stabile nel tempo e progredire negli anni in una naturale disidratazione interna del nucleo gelatinoso.

Nessuno può prevederne l’evoluzione ma è importante non sottovalutare l’allarme rappresentato dal dolore. Se non si modificano le abitudini di vita che comportano il sovraccarico dei dischi, la protrusione discale può evolvere in ernia discale.

Gli esami diagnostici più utilizzati per individuare la protrusione discale sono la Tac e la risonanza magnetica. Le conseguenze di una protrusione discale si curano con farmaci antidolorifici e miorilassanti abbinati alla fisioterapia e / o osteopatia.

Curare la protrusione discale con l’Ozonoterapia

L’ozonoterapia si è dimostrata un valido alleato nella cura delle protrusioni discali, in quanto ha una potente azione antiinfiammatoria e antidolorifica. L’azione antinfiammatoria è dovuta al fatto che l’ossigeno e l’ozono, favoriscono in modo completamente naturale l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione come l’istamina, la serotonina, le prostaglandine.

L’ozonoterapia è la cura delle protrusioni discali. Storicamente si utilizzavano le infiltrazioni paravertebrali di ozono, oggi l’ozonoterapia viene somministrata tramite infiltrazioni intraforaminali o infiltrazioni intradiscali, entrambe necessariamente eseguite sotto guida radiologica. Sono tecniche caratterizzate dall’estrema precisione di somministrazione, l’ozono viene posto in prossimità del disco o al suo interno. Per questo motivo sono sufficienti 1 o 2 somministrazioni per avere sollievo dal dolore, mentre con la tecnica paravertebrale era necessario eseguirne 10 o 12.

Normalmente un ciclo di ozonoterapia intraforaminale prevede da 1 a 4 infiltrazioni, eseguite ogni due o tre settimane.

La risposta terapeutica è eccellente, si riscontra una risoluzione del quadro clinico nell’80 – 90% dei casi. Il miglioramento richiede in genere dalle due alle tre settimane ovvero 1 o 2 somministrzioni.

Curare la protrusione discale con l’ozonoterapia non ha controindicazioni ad eccezione della gravidanza.

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L'ozonoterapia è la terapia dell'ernia discale dottor zambello


L’ozonoterapia ha dimostrato di essere la prima scelta tra le terapie conservative dell’ernia del disco perchè ha risultati eccellenti e nessun effetto collaterale.

Il mal di schiena uno dei più comuni e importanti problemi di salute publica, sociale ed economica che colpiscono la popolazione umana in tutto il mondo.  In una percentuale di casi compresa tra il 2 e il 43% sono associati sintomi sciatici che, il 90% delle volte, sono generati dall’ernia del disco.

La causa del dolore radicolare nella regione lombare è multifattoriale ma è probabilmente dovuto a fattori meccanici e / o infiammatori. L’ernia del disco provoca una compressione diretta della radice del nervo o del ganglio della radice dorsale e una compressione indiretta sui vasi perineurali

Una volta che il disco è danneggiato sia l’articolazione interapofisaria che il tessuto epidurale che circonda la radice del nervo e la stessa radice nervosa si infiammano con la produzione di una cascata di mediatori infiammatori, che attivano tutte le terminazioni nervose, sensibilizzano i nocicettori e rendono il nervo estremamente sensibile alla pressione, generando dolore anche per una leggera manipolazione o pressione. Per questo motivo, la componente infiammatoria del dolore radicolare consente a una protrusione o ad un’ernia discale, cioè a qualunque deformazione del disco, di generare dolore anche senza che una compressione diretta della radice.

Il primo approccio terapeutico all’ernia del disco lombare deve essere conservativo, con terapia farmacologica, fisica e cognitivo-comportamentale. In caso di fallimento e prima di ricorrere al trattamento chirurgico dovrebbero essere considerate molte tecniche interventistiche non chirurgiche.

L’ozonoterapia è la prima scelta tra le tecniche interventistiche perchè è caratterizzata da eccellenti successi terapeutici e scarsi o nulli effetti collaterali.  

Meccanismo d’azione

L’ozono è un gas fortemente ossidante con proprietà antisettiche, immunomodulanti, analgesiche e antinfiammatorie. La miscela di ossigeno-ozono gassosa è comunemente usata nella pratica clinica, principalmente in Europa e in Asia, nel trattamento del dolore nocicettivo-neuropatico, nei processi infiammatori e degenerativi del sistema muscolo-scheletrico e specialmente nel disco degenerativo ernia della malattia e del disco. L’ozono viene somministrato sotto forma di miscele di ossigeno-ozono a concentrazioni non tossiche comprese tra 1 µg e 40 µg di ozono per ml di ossigeno, utilizzando vari metodi percutanei. 

L’azione biologica dell’ozono medico non è completamente compresa, ma alcuni meccanismi d’azione sono stati proposti per spiegare la sua efficacia nel trattamento dell’ernia del disco:

  1. Riduzione dei componenti infiammatori . L’ozono interrompe il ciclo della cascata infiammatoria alterando la scomposizione dell’acido arachidonico in prostaglandine infiammatorie.
  2. Iperossigenazione dell’area di interesse . L’ernia del disco influisce sul flusso venoso e arterioso, causando stasi venosa e arteriosa, che portano all’ipossiemia dei tessuti; applicando ossigeno-ozono in prossimità dell’ernia, la concentrazione di ossigeno aumenta
  3. Diminuendo le dimensioni dell’ernia . L’ozono rompe le catene di glicosaminoglicani nel nucleo polposo e riduce la loro capacità di trattenere l’acqua, restringendo così il nucleo e successivamente riducendo la pressione intradiscale e peri-radicolare.
  4. Stimolazione del processo di riparazione . L’ozono promuove l’attività fibroblastica, inducendo la deposizione di collagene.

Le indicazioni

Sebbene il trattamento con miscele di ossigeno-ozono abbia molti vantaggi, i criteri di selezione del paziente sono i punti chiave per un risultato clinico di successo.

La migliore indicazione clinica per l’ozonoterapia è il dolore radicolare piuttosto che lombalgia; il paziente deve riferire il dolore in un dermatoma cutaneo ben discriminato e costante con test di Lasegue positivo.

Se si suppone una sindrome delle faccette articolari interapofisarie è meglio eseguire un’infiltrazione delle faccette con steroidi e anestetico locale come test diagnostico prima del trattamento con ossigeno-ozono

La valutazione clinica deve trovare conferma nelle immagini radiologiche, la Risonanza Magnetica è l’esame di prima scelta. Le immagini devono dimostrare la presenza di ernie o protrusioni lombari congruente con i sintomi clinici; non dovrebbero essere presenti deformità strutturali significative della colonna vertebrale, grave osteoartrosi vertebrale, fratture o ernie calcificate. 

È importante riconoscere che le immagini radiologiche da sole non rappresentano un’indicazione sufficiente per il trattamento, tenendo conto che una deformazione del disco è presente nel 52% della popolazione e l’ernia del disco è presente in circa il 20-28% dei soggetti asintomatici.

Controindicazioni assolute

  • un deficit motorio neurologico severo
  • sindrome della cauda equina
  • lesioni ossee sospette infettive/infiammatorie o neoplastiche devono essere escluse. In questi casi l’ozono è completamente inefficace.

Controindicazioni relative

  • disturbo emorragico
  • gravidanza
  • deficit di G6PD
  • ipertiroidismo
  • anemia grave
  • miastenia grave
  • recente infarto del miocardio
  • patologie psichiatriche

Risultati:

Risoluzione dei sintomi

Quando vi sia corretta indicazione clinica e adeguata documentazione radiologica che confermi la diagnosi l’infiltrazione intradiscale di ossigeno-ozono presenta risultati quasi chirurgici senza effetti collaterali maggiori o minori:

  • un tasso di successo del 90% al follow-up a breve termine (sei mesi) 
  • un tasso di successo del 75–82% al follow-up a lungo termine- su (12 mesi)
  • un tasso di successo del 73% al follow up a 10 anni

Riduzione di volume dell’ernia

A sei mesi di follow-up MR, circa il 75-96% dei pazienti ha avuto una significativa riduzione del volume di ernia, con la riduzione più elevata osservata in dischi più grandi.

Conclusioni

La terapia con ossigeno-ozono è un approccio sicuro ed economico per i pazienti con sciatica da ernia discale o protrusione, avendo dimostrato buoni risultati a breve e lungo termine, tempi di recupero significativamente più brevi rispetto ai trattamenti alternativi, e riduzione della necessità di chirurgia. Inoltre, si deve considerare che i pazienti senza una buona risposta alla terapia con ossigeno-ozono possono ancora sottoporsi a discectomia chirurgica.

L’ozono nell’ernia del disco dello sport professionistico

domenica, maggio 24, 2020 @ 08:05
Author: admin

L’ozonoterapia intraforaminale è il trattamento conservativo più efficace per la cura dell’ernia del disco negli atleti professionisti

ernia discale nello sport professionistico dottor zambello

E’ stato stimato che oltre il 30% degli atleti si lamenta del mal di schiena almeno una volta nella carriera1, cause di lesioni alla schiena che possono colpire l’atleta includono:

Ernie e protrusioni discali

L’ernia del disco lombare della colonna vertebrale è un tipo di lesione che non solo può causare dolore lombare debilitante, ma può anche comprimere le radici nervose e creare una diffusione radicolare del dolore nella parte inferiore della gamba comunemente chiamato sciatica, talvolta associato a cambiamenti di sensibilità e debolezza muscolare. 

Questo infortunio non influenzerà solo la capacità di competizione a breve termine dell’atleta, ma può anche ripresentarsi e diventare cronico, con la conseguente possibile compromissione della carriera agonistica. 

La gestione dell’ernia del disco nell’atleta di solito inizia con un trattamento conservativo farmacologico e, in caso contrario, vengono prese in considerazione le opzioni chirurgiche. 

Spesso gli atleti professionisti richiedono una risoluzione più rapida dei loro sintomi per ridurre al minimo il tempo lontano dalle competizioniPertanto il periodo conservativo sarà spesso compresso e la ricerca di una terapia di più rapida risposta è il vero obbiettivo.

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Anatomia e biomeccanica

I dischi intervertebrali della colonna lombare svolgono un importante ruolo biomeccanico all’interno della colonna vertebrale, consentendo il movimento tra i segmenti spinali mentre disperdono le forze di compressione, taglio e torsione2 . Questi dischi sono costituiti da uno spesso anello esterno di cartilagine fibrosa chiamato anello fibroso (simile agli anelli di cipolla che circondano il nucleo di una cipolla), che circonda un nucleo più gelatinoso noto come nucleo polposo, che è contenuto all’interno, compreso tra le due vertebre.

Il disco intervertebrale è composto da cellule e sostanze come collagene, proteoglicani e cellule fibrocondrocitiche sparse, che consentono la trasmissione e l’assorbimento delle forze derivanti dal peso corporeo e dall’attività muscolare. Se il disco è strutturalmente normale e funziona in modo ottimale, le forze vengono distribuite uniformemente sul disco3 .

La degenerazione del disco (degradazione cellulare, perdita di idratazione) può ridurre la capacità del disco di resistere a forze esterne, poiché le forze non vengono più trasmesse e distribuite uniformemente. Possono derivarne piccole lesioni e fessure nell’anello fibroso e, con forze esterne sufficienti, il materiale interno del disco può fuoriuscire. 

In alcuni casi una grande forza biomeccanica, pur esercitata su un disco sano e normale, può portare alla fuoriuscita del nucleo interno dal disco a seguito di una lesione improvvisa delle fibre dell’anello. Tipicamente un meccanismo di compressione violenta dovuto ad una caduta sul coccige o una forte contrazione muscolare come in seguito al sollevamento di un peso elevato4 .

Un’ernia discale o tante ernie discali?

Le ernie rappresentano sporgenze o deformazioni del disco oltre i confini dell’anello fibroso, con invasione del canale spinale5 . 

Se la sporgenza non entra nel canale spinale o non compromette le radici nervose, il mal di schiena può essere l’unico sintomo, è il classico caso della protrusione

Quando invece il materiale del disco estruso entra in contatto o esercita una pressione sul sacco durale o sulle radici del nervo lombare, è possibile che si generi dolore radicolare insieme a sintomi neurologici come intorpidimento e parestesia.

Il dolore associato alla radicolopatia lombare si verifica a causa di una combinazione di ischemia delle radici nervose – dovuta alla compressione-, e infiammazione – dovuta a mediatori infiammatori neurochimici rilasciati dal disco-. 

Nel meccanismo di formazione di un’ernia il nucleo polposo esercita una pressione sulle aree indebolite dell’anello fibroso e procede attraverso i punti indeboliti dell’anello finchè alla fine si forma un’ernia6. Ne consegue che potrebbe esistere una qualche forma di degenerazione del disco, in particolare del suo anello fibroso, prima che il nucleo possa effettivamente fuoriuscire, cioè erniare7 .

Rispetto ad altri problemi muscoloscheletrici i dischi hanno la tendenza a degenerare all’inizio della vita. Alcuni studi mostrano adolescenti che presentano segni di degenerazione già tra gli 11 e i 16 anni8. Con l’aumentare dell’età, c’è un’ulteriore degenerazione dei dischi intervertebrali. Powell et al. (1986) hanno osservato che oltre un terzo dei soggetti sani normali di età compresa tra 21 e 30 anni aveva dischi degenerati9.

Il disco può essere a rischio di lesioni in tutti i piani fondamentali di movimento ma è particolarmente sensibile durante la flessione ripetitiva o l’iperflessione, combinata con la flessione o la rotazione laterale10 . Eventi traumatici come un’eccessiva compressione dall’alto possono anche danneggiare la struttura interna del disco. Ciò può verificarsi a seguito di una caduta o di forti forze muscolari sviluppate durante attività come il sollevamento di carichi pesanti.

Gli atleti sono comunemente esposti ad elevate condizioni di carico. Esempi di questo includono:

  1. Sollevatori di pesi di livello mondiale, in cui i carichi di compressione calcolati sulla colonna vertebrale sono compresi tra 18800 Newton (N) e 36400N che agiscono sul segmento di movimento L3-411 .
  2. Guardalinee di calcio di livello professionistico che hanno dimostrato di presentare l’ipertrofia del disco correlata al tempo e i cambiamenti nella placca terminale delle vertebre in risposta all’elevato carico ripetitivo e allo stress assiale12 .
  3. È stato dimostrato che i fondisti sono sottoposti a notevole sforzo ai dischi intervertebrali, come indicato da una riduzione dell’altezza del disco13 .

La morfologia delle deformazioni del disco può essere così classificata:

  • bulging
  • protrusione,
  • contenuta o estrusa,
  • espulsa o con frammento sequestrato. 
classificazione morfologica ernia dottor alessio zambello

Infine, le ernie sono anche identificate in base al livello, con la maggior parte delle ernie che si verificano a livello del disco intervertebrale L4 / 5 e L5 / S1; questi possono a loro volta influenzare le radici nervose L5 e S1 che portano alla sciatica clinica15 . Le ernie di livello superiore sono meno comuni e quando si verificano con radicolopatia, influenzeranno il nervo femorale con sintomi chiamati cruralgia. Infine, la prevalenza della lesione del disco aumenta progressivamente in modo caudale, con il maggior numero di livelli L5 / S116.

Ernia del disco negli atleti

I movimenti offensivi implicati nella creazione di ernia del disco e gli sport coinvolti sono di solito sport con flessione e rotazione del tronco combinate17. La fascia di età 20-35 anni è il gruppo più comune di ernia di un disco, molto probabilmente a causa della natura più fluida del nucleo polposo e del comportamento18. Questa fascia di età ha maggiori probabilità di essere coinvolta in sport che richiedono elevati carichi di flessione e rotazione.

Gli sport più a rischio di ernia del disco sono:

  • Hockey
  • lotta
  • Calcio
  • Nuoto
  • Pallacanestro
  • Golf
  • Tennis
  • Sollevamento pesi
  • canottaggio
  • sport di lancio

Questi sono gli sport che comportano carichi elevati o elevata esposizione ai meccanismi combinati di flessione e rotazione. Inoltre, coloro che partecipano a regimi di allenamento più lunghi e più intensi sembrano essere a maggior rischio di patologie spinali, così come quelli coinvolti negli sport di impatto.

Segni e sintomi che indicano una alto rischio chirurgico nell’atleta

La decisione di operare o trattare in modo conservativo un’ernia del disco lombare sarà da valutare in modo particolarmente attento nello sportivo professionista. La decisione di intervenire chirurgicamente in un atleta di solito è guidata dalla motivazione e dagli obiettivi imminenti che l’atleta si è prefissato. Si potrebbe infatti preferire una micro-discectomia piuttosto che aspettare che i sintomi diminuiscano durante un più lungo periodo di riabilitazione.

In questa decisione l’ozonoterapia ha ora un ruolo fondamentale, poichè attraverso tecniche mirate può determinare la rapida risoluzione dei sintomi garantendo però, a differenza dell’intervento chirurgico, una maggiore integrità anatomica ed una pronta ripresa dell’attività fisica.

L’ozonoterapia intraforaminale o intradiscale ha modificato l’approccio terapeutico anche nell’atleta, grazie agli eccellenti risultati positivi, alla relativa semplicità, all’assenza di effetti collaterali ed alla rapidità d’azione.

L’ozonoterapia intraforaminale trova indicazione esattamente in questa fase. Un trattamento conservativo ad altissima efficacia ed in sostituzione di tecniche di cui è dimostrata la minore validità e la maggior incidenza di effetti collaterali, potenzialmente anche molto pericolosi, come le iniezioni epidurali.

In genere, l’atleta professionista ha un arco di tempo più breve per consentire l’efficacia della riabilitazione conservativa. Nella popolazione generale si prescrive un periodo di trattamento conservativo minimo di 6 settimane, con l’opportunità di prolungare la riabilitazione di ulteriori 6 settimane o di chiedere un parere specialistico. 

L’atleta tuttavia avrà questi intervalli di tempo compressi. Se entro due settimane non si manifestassero segni di miglioramento, potrebbe optare per una microdiscectomia della colonna lombare immediata.

Immagini diagnostiche

La risonanza magnetica rimane il metodo preferito per identificare l’ernia del disco lombare della colonna vertebrale, in quanto è anche molto sensibile per rilevare le lesioni infiammatorie delle radici nervose19. Molte RM presentano ernie o protrusioni discali anche in pazienti altrimenti asintomatici20: la correlazione clinica è pertanto sempre essenziale prima di qualsiasi considerazione chirurgica

I pazienti possono presentare segni e sintomi clinici che suggerirebbero la diagnosi di ernia del disco acuta e tuttavia in assenza di prove sufficienti nelle immagini della risonanza magnetica per giustificare un intervento chirurgico.

Le ernie sono tutte uguali?

Le ernie possono essere classificate in base alla posizione come definito da Fardon e Milette (2001)14 :

  • centrale,
  • postero-laterale,
  • foraminale o laterale . 

E’ stato proposto che un’analisi volumetrica o della sede di un’ernia del disco sulla risonanza magnetica possa essere potenzialmente preziosa nel valutare l’idoneità all’intervento chirurgico. Diversi autori hanno già citato il valore potenziale dell’analisi volumetrica del disco erniato sulla risonanza magnetica come parte dei criteri di selezione per la chirurgia lombare21.

In uno studio condotto presso la Michigan State University, è stato scoperto che le ernie del disco con più probabile indicazione alla chiurugia sono quelle classificate, in base a criteri di dimensione e posizione, come “tipi 2-B” e “tipi 2-AB22 , cioè le postero-laterali.

Classificazione ernie per sede e dimensione dottor Zambello
ernie a maggior incidenza di intervento chirurgico dottor Zambello

Sia in pazienti con ernia discale di piccole dimensioni che in pazienti con ernie molto voluminose il trattamento con ozono intraforaminale Rx guidato rappresenta il primo trattamento. Risultati positivi nell’85-90% dei casi con assenza di controindicazioni e nessun effetto collaterale sono le ragioni più convincenti per non perdere tempo con altre opzioni conservative, anche e soprattutto nell’atleta professionista.

Vi sono però segni e sintomi di presentazione che indicano fin da subito che un’ernia del disco può richiedere un intervento chirurgico nell’atleta:

  • debolezza o deficit dei muscoli distali come estensore lungo dell’alluce, peroneali, tibiale anteriore e soleo. 
  • possibili sintomi della vescica e dello sfintere anale, la cosidetta sindrome della cauda

Se la debolezza è lieve si può comunque procedere a trattamento con ozono, quando il deficit motorio è marcato si deve invece eseguire l’intervento chirurgico entro 24-48 ore.

Conclusioni

Le ernie e protrusioni del disco sono patologie relativamente frequenti negli atleti, si verificano soprattutto negli sport che comportano carichi elevati o movimenti di flessione e rotazione ripetitivi. 

Chi soffre di un’ernia del disco sentirà di solito dolore lombare focalizzato, possibilmente con rinvio nell’arto inferiore con sintomi neurologici associati se la radice del nervo è stata compressa. 

La risonanza magnetica rimane ancora il gold standard per identificare l’ernia del disco e l’impingement delle radici nervose associate.

La gestione dell’ernia del disco in un atleta è in qualche modo diversa dalla popolazione generale poiché spesso il rischio di un prolungato periodo di riabilitazione fallito viene rapidamente aggirato a favore della procedura di micro-discectomia. 

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Curare l’ernia del disco con l’ozonoterapia

sabato, maggio 23, 2020 @ 08:05
Author: admin

sport e ozonoterapia dottor zambello

L’ernia del disco è una delle malattie più diffuse al mondo, colpisce prevalentemente giovani e adulti, creando enormi costi sociosanitari in tutti i paesi del mondo. E gli sportivi non ne sono esclusi.

È una malattia molto dolorosa ed invalidante che tende a cronicizzarsi piuttosto che evolvere verso la guarigione. Il termine ernia al disco indica la fuoriuscita del nucleo polposo, la parte centrale del disco intervertebrale, causata dalla rottura delle fibre dell’anello fibroso che circondano la periferia del disco.

In relazione quindi alla gravità della lesione discale si parla di:

  • Bulging: lieve deformazione del disco, senza rotture.
  • Protrusione discale: quando il rigonfiamento è provocato solamente dalla deformazione dello strato più esterno del disco, lo strato fibroso
  • Ernia discale: quando il nucleo polposo, di consostenza gelatinosa, fuoriesce dalla sede naturale

bulging
protrusione
ernia contenuta
ernia espulsa dottor zambello

I termini vengono fra loro spesso confusi o usati, anche nelle refertazioni radiologiche, in modo improprio.

Protusione discale ed evoluzione della malattia in ernia del disco

La deformazione della periferia, denominata protrusione discale, può rappresentare un momento iniziale della malattia/degenerazione del disco. Questa condizione può evolvere in ernia discale o invece rimanere stabile nel tempo e progredire negli anni in una naturale disidratazione interna del nucleo gelatinoso.

Nessuno può prevederne l’evoluzione, si deve però raccogliere il segnale d’allarme rappresentato dal dolore.
Se non si modificano certe abitudini di vita che comportano un sovraccarico dei dischi è molto facile che la protrusione discale diventi un’ ernia discale cioè che il disco si rompa per far fuoriuscire il materiale gelatinoso interno.

Le ernie più frequenti sono quelle lombari, seguite da quelle cervicali e da quelle dorsali. Le lacerazioni del disco determinano il rilascio di mediatori chimici dell’infiammazione che possono causare un dolore severo anche in assenza di una compressione diretta delle radici nervosa.

Il processo infiammatorio coinvolge le radici nervose dei nervi nel punto in cui questi fuoriescono dalla colonna vertebrale. Il nervo è infiammato alla sua origine ma il dolore si può sentire in ogni punto in cui il nervo arriva.

L’infiammazione è la causa del dolore da ernia discale.

Certo, un nervo può essere sia infiammato che compresso e in questo caso il dolore è ancora più intenso.

Sintomi dell’ernia del disco

sport e ernia discale 
ozonoterapia dottor zambello

I pazienti possono lamentare un dolore di diversa intensità, formicolio o una sensazione di bruciore.  La sensibilità tattile o dolorifica può essere ridotta o assente e alcune volte può presentarsi un deficit di forza. La sede dei sintomi è legata alla sede del disco malato.

Ernia discale lombare

La sintomatologia dell’ernia del disco lombare (che è la più frequente) inizia in genere con il cosiddetto “colpo della strega”. I sintomi si manifestano alla schiena in sede lombare, ai glutei, alle cosce, possono irradiarsi al piede sino alle dita.

  • Il nervo sciatico è il nervo più colpito con dolore alla gamba, posteriore, fino alla caviglia o alle dita del piede.
  • Più raramente il nervo femorale con dolore alla coscia, anteriore, esteso fino al ginocchio.

Ernia discale cervicale

I sintomi possono colpire la nuca, il collo, la scapola, la spalla, il braccio e la mano.

Fattori di rischio dell’ernia del disco

La maggior parte delle ernie del disco si verifica tra i trenta e i quarant’anni, cioè quando il nucleo polposo è ancora molto ricco di acqua ed è sottoposto ad elevate pressioni. Con l’età il nucleo polposo tende ad “asciugarsi” e quindi il rischio di ernia si riduce.

Dopo i 50 o 60 anni, l’artrosi della colonna vertebrale e la stenosi spinale sono le cause più frequenti di mal di schiena o dolore alle gambe.

Sono considerati fattori di rischio:

  • le occupazioni sedentarie e l’inattività fisica,
  • il sovrappeso,
  • la guida di veicoli a motore prolungata e costante,
  • l’alta statura,
  • le vibrazioni,
  • i lavori a elevato impegno fisico soprattutto se comportano abitualmente il sollevamento manuale di carichi e
  • le gravidanze.

Curare l’ernia con l’ozonoterapia

L’ozonoterapia si è dimostrata la cura più valida di questa patologia, in quanto alla potente azione antiinfiamatoria e antidolorifica associa l’effetto disidratante sull’ernia discale con conseguente riduzione della compressione sul nervo.

L’azione antinfiammatoria è dovuta al fatto che l’ossigeno-ozono, favorisce l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione, come l’istamina, la serotonina, le prostaglandine. L’azione disidratante si ottiene grazie all’altissimo potere ossidante dell’ozono

Le tecniche utilizzate per il trattamento dell’ernia discale sono tre:

La più efficace e rapida per il trattamento dell’ernia discale è la tecnica intraforaminale mirata perchè con quattro infiltrazioni eseguite con estrema precisione grazie alla guida radiologica si ottiene la risoluzione dei sintomi nell’85-90% dei casi, rimanendo all’esterno del disco.

L’ozono e l’ernia discale: come agisce

venerdì, maggio 22, 2020 @ 01:05
Author: admin

L’ozoterapia controlla il dolore alla schiena e la sciatica causati causati dall’infiammazione locale grazie alla sua azione antinfiammatoria. L’ozonoterapia facilita il processo di disidratazione dell’ernia grazie alla sua azione ossidativa.

L’ozono ha un’azione anti-infiammatoria

L’infiammazione locale è causata da:

  • lacerazioni del disco, ernia, o della sua eccessiva dilatazione, protrusione
  • dall’edema locale intorno alla radice causata dal rilascio di mediatori dell’infiammazione come l’istamina, le β-proteine ​​e le glicoproteine, ​​da parte dai tessuti discali danneggiati. I mediatori dell’infiammazione sono in grado di irritare la radice del nervo e causare dolore.
  • dal versamento di liquidi interstiziali derivante dal blocco locale della circolazione venosa causata dalla presenza dell’ernia e dalla stessa infiammazione

Quando c’è dolore da deformazione del disco, sia nel caso di ernie che di protrusioni, c’è sempre l’infiammazione. Talvolta l’infiammazione può sommarsi alla compressione diretta sulla radice ed allora avremo un dolore ancora più intenso.

Non c’è dolore senza infiammazione. Una semplice compressione, non accompagnata da infiammazione, determina solo la percezione di “scarica elettrica” alla schiena o lungo la gamba.

L’ozono, con la sua azione antinfiammatoria naturale:

  • inattiva le sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione, come le bradichinine, la serotonina, le prostaglandine, alcune glicoproteine, e ne blocca la produzione da parte dell’organismo;
  • migliora la circolazione locale;
  • riduce l’edema locale intorno alla radice nervosa.
  • allevia immediatamente il dolore;

L’ozono riduce il volume dell’ernia discale

L’ozono è una sostanza altamente ossidante. Quando viene a contatto con un ambiente ricco di molecole d’acqua si scompone rapidamente in ossigeno biatomico e ossigeno singoletto. L’ossigeno singoletto è estremamente reattivo e scatena una serie di processi biochimici di ossidazione, con produzione di composti ad elevato potere ossidante che vengono denominati ROS (Reactive Oxygen Species).

Nel disco intervertebrale queste sostanze provocano l’ossidazione della matrice amorfa mucopolisaccaridica, che rappresenta la parte centrale del disco che è fuoriuscita formando l’ernia, con conseguente perdita del contenuto acquoso. La disidratazione comporta una diminuzione del volume del disco e conseguentemente una riduzione del conflitto disco-radicolare. Queste riduzioni in volume e dimensioni delle ernie e delle protrusioni trattate con ozono sono frequenti ed evidenziabili alla RMN di controllo.

L’ozonoterapia è il trattamento dell’artrosi cervicale e lombare

martedì, maggio 19, 2020 @ 07:05
Author: admin

cervicalgia e ozonoterapia dottor zambello

L’ozonoterapia in modo non invasivo e senza effetti collaterali è indicata nell’artrosi grazie alla sua azione antinfiammatoria. L’ozonoterapia riduce notevolmente il dolore, sia nell’intensità che nella frequenza e migliora la mobilità, rallentando l’evoluzione della patologia. Impostando una terapia di mantenimento adeguata, è possibile prolungare a lungo i periodi di benessere.

L’artrosi della colonna vertebrale è una patologia per la quale attualmente non esiste una cura risolutiva, si tratta infatti di un processo di degenerazione progressivo delle cartilagini, accompagnato da uno stato infiammatorio che coinvolge tutta l’articolazione, compresi i muscoli e i tendini che su di essa si inseriscono.

I sintomi dell’artrosi cervicale

Dolore al collo, rigidità soprattutto al risveglio con limitata mobilità sono i sintomi tipici. Molto frequentemente si associa mal di testa, talvolta con vertigini, o dolore alle spalle e alle braccia.

Quando la malattia prosegue si sviluppano sintomi da infiammazione dei nervi: sensazione di intorpidimento del braccio, formicolio, sensazione di mancanza di forza.

I sintomi dell’artrosi lombare

lombalgia e ozonoterapia
dottor zambello

Dolore lombare con rigidità al risveglio, una rigidità che si risolve dopo i primi minuti. Sintomi da infiammazione dei nervi delle gambe con intorpidimento, debolezza, formicolio. I sintomi sono spesso bilaterali e, nelle fasi avanzate di malattia possono ridurre l’autonomia alla camminata. Il paziente ha spesso necessità di sedersi o di fermarsi perchè le gambe diventano pesanti e dolenti.

Cosa succede alla vertebre e ai dischi

artrosi lombare e ozonoterapia dottor zambello

La progressione del danno artrosico porta alla comparsa di nuove formazioni ossee sulle vertebre, chiamati “osteofiti”, e a un’indiretta sofferenza dei dischi intervertebrali, che si riducono di spessore e determinano una progressiva rigidità della collo.

Osteofiti e dischi intervertebrali deformati in ernie o protrusioni possono creare compressione sulle radici ( si parla di “pizzicamento” delle radici, “pinching” in inglese) o sul midollo spinale aggravando ulteriormente il quadro degenerativo e infiammatorio.

Gli osteofiti colpiscono in particolare le faccette articolari, facendole diventare più grandi. Questa condizione è chiamata ipertrofia delle faccette articolari. Sebbene gli osteofiti da soli non siano dannosi, possono restringere i passaggi del midollo spinale e dei nervi che escono dalla colonna vertebrale. Ciò può portare a due condizioni dolorose:

Stenosi spinale : compressione del midollo spinale all’interno del canale spinale

Radicolopatia : da pizzicamento dei nervi periferici quando escono dalla colonna vertebrale: la sciatica è un tipo di radicolopatia.

Il trattamento infiltrativo con l’ozono è molto più sicuro e rapido se si utilizzano infiltrazioni mirate. La guida radiologica è essenziale.

Molti pazienti chiedono se possa essere utilizzata l’ecografia per eseguire queste infiltrazioni. Purtroppo l’ecografia non può essere utilizzata sulla colonna vertebrale per la presenza delle stesse vertebre. L’osso non permette alcuna visione perchè agisce come schermo alle onde sonore dell’ecografo ed impedisce di documentare la corretta posizione dell’ago e del gas in prossimità delle vertebre.

L’ecografo è invece perfetto nelle infiltrazioni dell’anca, della spalla e dei tendini. Metodiche abitualmente utilizzate dal dottor Zambello.


Ozonoterapia e artrosi del ginocchio

domenica, maggio 17, 2020 @ 10:05
Author: admin

L’artrosi del ginocchio è una malattia molto comune nella società occidentale ed è in continua crescita.

La terapia più utilizzata è la viscosupplementazione a base di acido ialuronico e dall’ozonoterapia effettuata mediante infiltrazioni intrarticolari.

L’artrosi del ginocchio rappresenta circa il 23 % di tutte le artrosi. Sotto i 70 anni colpisce il 27% della popolazione e sopra gli ottant’anni si arriva al 44%.

I ricercatori hanno valutato venti pazienti sia maschi che femmine che presentavano un’artrosi del ginocchio invalidante e sintomatica da almeno sei mesi e che non aveva risposto positivamente alle tradizionali terapie fisiche, alla terapia farmacologica con F. A. N. S. e corticosteroidi e alla terapia motoria e manipolativa.

Ai pazienti erano somministrati inizialmente 5 ml di miscela di ossigeno-ozono, seguiti dall’acido ialuronico. I pazienti eseguivano il trattamento ogni sette giorni per tre settimane. L’utilizzo del solo acido ialuronico però non ha effetti antiinfiammatori significativi e può comunque solo ridurre parzialmente il danno cartilagineo. L’ozonoterapia ha invece un importante effetto antinfiammatorio.

Il campione preso in esame è risultato costituito da 8 maschi e 12 femmine. Il dolore con la classificazione N. C. R. prima della terapia era in media 7,9,  il dolore dopo tre sedute risultava in media 0,8 e il dolore dopo tre mesi senza ulteriori ausili farmacologici di 1,3.

Gli autori concludono che l’utilizzo combinato di Ozonoterapia e aciddo ialuronico si è dimostrato indubbiamente un’efficace terapia nei confronti dell’artrosi del ginocchio in casi di gravità lieve, moderata e moderata-severa.

Effectiveness of Treatment with Oxygen- Ozone and Hyaluronic Acid in Osteoarthritis of the Knee. International Journal of Ozone Therapy 9: 25-29, 2010

Ernia discale: l’ozonoterapia può evitare l’intervento chirurgico

venerdì, maggio 15, 2020 @ 08:05
Author: admin

Il mal di schiena colpisce il 65 – 80% della popolazione mondiale. Talvolta può essere talmente invalidante da impedire alle persone di compiere le normali azioni quotidiane. In molti casi il dolore regredisce con normali trattamenti farmacologici ma in un numero limitato di pazienti è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. del disco è una delle cause più comuni del mal di schiena. È una malattia molto dolorosa ed invalidante ed è caratterizzata dalla fuoriuscita di materiale del nucleo polposo dal disco intervertebrale, causata dalla rottura delle fibre dell’anello fibroso che formano la parete del disco.

Benefici dell’ozonoterapia

L’ozonoterapia è una tecnica relativamente semplice e priva di significativi effetti collaterali che stimola i meccanismi di protezione dalle sostanze tossiche e infiammatorie che causano il dolore. L’ozono attiva la circolazione in tutti i tessuti favorendo il rilascio dell’ossigeno ciò comporta un potente effetto antidolorifico e antiinfiammatorio, miorilassante, antibatterico.

L’efficacia terapeutica dell’ozonoterapia intraforaminale Rx guidata per la cura dell’ernia del disco è del 75-90 % dei casi ed evita l’intervento chirurgico nel 95-97% dei pazienti trattati.

L’azione antinfiammatoria e antidolorifica è dovuta al fatto che la miscela di ossigeno-ozono favorisce l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione come le prostaglandine, l’istamina e le citochine proinfiammatorie.

Ozonoterapia Intraforaminale Rx guidata

Il paziente viene posto in posizione prona su di un lettino. Il medico procede all’infiltrazione locale e, verificato il corretto posizionamento dell’ago con un Amplificatore di brillanza o con la TC, procede alla somministrazione della miscela di ossigeno-ozono.

Il trattamento intraforaminale Rx guidato per curare l’ernia del disco prevede 4 infiltrazioni.

La chirurgia è un’opzione di trattamento rara per le molte persone che soffrono di ernia del disco, che frequentemente provoca intenso dolore e perdita di giornate di lavoro. Farmaci antidolorifici e cortisone per via orale o attraverso iniezioni epidurali sono le opzioni di trattamento non chirurgiche standard che pongono però problemi di scarso risultato o di importanti effetti collaterali o complicanze.

L’ozonoterapia rappresenta oggi il più efficace trattamento conservativo dell’ernia del disco. Introdotta per la prima volta negli anni ’80 l’ozonoterapia ha subito dimostrato la sua grande efficacia.

Se le prime infiltrazioni paravertebrali di ozono avevano, ed hanno ancora oggi, risultati positivi nel 60-70% dei pazienti, le attuali tecniche infiltrative mirate con amplificatore di brillanza o TC ottengono una risoluzione dei sintomi nel 75%-90% dei pazienti.

Inoltre, e probabilmente altrettanto importante quanto il tasso di successo, non ci sono controindicazioni (se non la gravidanza) e i pazienti riscontrano poche e minori complicazioni con l’ozonoterapia.

Gli studi scientifici sulla colonna vertebrale hanno dimostrato il potenziale di guarigione dell’ossigeno-ozono terapia e molti, anche i più scettici, stanno scoprendo che vanta gli stessi – se non migliori – risultati di trattamenti consolidati come le iniezioni di steroidi epidurali e la discectomia chirurgica.

Nel 2015, Murphy e Muto hanno presentato i risultati del loro team sul trattamento con ozono e cortisone, rilevando che i pazienti sottoposti ad ozonoterapia avevano avuto risultati simili, per quanto riguarda il dolore ed il recupero motorio, ai pazienti con discectomia mentre il tasso di complicanze e i tempi di recupero erano inferiori con le iniezioni di ossigeno-ozono rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali.

Lo studio pubblicato nel 2014 da Josip Buric ha esaminato l’efficacia a lungo termine della terapia con ossigeno-ozono ricontattando i pazienti 10 anni dopo la loro terapia iniziale. Gli autori hanno concluso che le iniezioni di ossigeno-ozono sono sicure ed efficaci in circa il 75% dei pazienti con ernia del disco e che il beneficio continua anche dopo 10 anni. Per questo motivo gli autori concludevano consigliando un tentativo con ozonoterapia radioguidata prima di prendere in considerazione un intervento chirurgico.

Come agisce il trattamento con ossigeno-ozono?

Il gas ossigeno-ozono viene somministrato tramite un’iniezione in prossimità o all’interno del disco erniato con due effetti principali:

1. riduzione dell’infiammazione e del dolore attraverso la normalizzazione dell livello di citochine e prostaglandine.

2. riduzione del volume poichè la stretta vicinanaza della miscela di ozono al materiale erniato accelera la disidratazione e l’ossidazione dei proteoglicani, che sono proteine ​​presenti nel centro gelatinoso del disco (chiamato nucleo polposo). La riduzione del volume del disco potenzia l’effetto antinfiammorio e antidolorifico attraverso una riattivazione della circolazione dei vasi venosi che circondano il nervo ed una ridotta la pressione sui nervi stessi.

I vantaggi del trattamento con ossigeno-ozono?

1. È minimamente invasivo.

2. È una procedura ambulatoriale.

3. E una procedura molto rapida

4. Costa molto meno della chirurgia.

5. È una procedura indolore.

6. Ha un tempo di recupero più breve e un tasso di complicanze inferiore rispetto alla chirurgia

L’ozonoterapia è disponibile negli ospedali Italiani?

Poichè gli studi clinici dimostrano che le iniezioni di ossigeno-ozono sono un trattamento dell’ernia discale a basso rischio e ad altissimo indice di successo il trattamento è presente in diversi ospedali italiani come l’Ospedale Bellaria di Bologna, l’Ospedale Cardarelli di Napoli o l’Ospedale Careggi di Firenze, per citarne alcuni.

Alcuni membri della comunità medica sono però scettici sulle iniezioni di ossigeno-ozono perché sostengono che una percentuale elevata di pazienti con ernia del disco guarisce da sola, sarebbe pertanto difficile determinare se i pazienti guariscono a causa delle iniezioni di ozono o se stanno semplicemente migliorando da soli.

La riposta è piuttosto semplice: perchè consigliare ai pazienti di assumere farmaci per mesi o addirittura intervenire chirurgicamente se la soluzione fosse spontanea e dietro l’angolo?

Una nota importante

Il trattamento con ossigeno-ozono non è adatto a tutti. Se hai una la paralisi della gamba o del braccio, una perdita di controllo della vescica e/o degli sfinteri o la compressione del midollo spinale, la chirurgia è un’opzione migliore e da eseguire immediatamente.

Mentre resta da vedere se le iniezioni di ossigeno-ozono diventeranno un trattamento universale di prima scelta per l’ernia discale e le protrusioni discali, una cosa è certa: avere un confronto chiaro e aperto con il medico ti aiuterà a ottenere il trattamento giusto.

Solo il tuo medico di fiducia ti aiuterà a determinare se le iniezioni di ossigeno-ozono o qualsiasi altro tipo di trattamento potranno essere efficaci ad alleviare il il tuo dolore da ernia discale.

Segno di Wasserman/Test di Wasserman/Femoral Stretch Test

mercoledì, maggio 13, 2020 @ 04:05
Author: admin

L’ozonoterapia richiede prima una corretta diagnosi delle patologie della colonna vertebrale, non diversa da quella necessaria per un eventuale intervento chirurgico. Solo se la diagnosi è corretta il trattamento può ottenere successo. A questo scopo la visita medica è il necessario presupposto. Per questo scopo utilizziamo una serie di test.

Il segno o test di Wasserman è denominato in lingua inglese Femoral stretch test. Il paziente è sdraiato sul lettino in posizione prona, si solleva la coscia con il ginocchio flesso a 90° per valutare il grado di irritazione del nervo femorale. E’ un test significativo solo per ernie discali  o protrusioni discali che comprimano le radici nervose comprese tra L1-L2, L2-L3 e L3-L4. A differenza dell’omologo segno di Lasegue, in presenza di dolore si segnala semplicemente Wasserman positivo, senza indicare a quale punto del sollevamento della coscia compaia il dolore.

Non è un test particolarmente sensibile o specifico, è però l’insieme delle valutazioni cliniche che si ottengono durante la visita del paziente che confermano il quadro e suggeriscono la correttezza della diagnosi.

Quando la diagnosi clinica trova conferma nell’immagine Radiologica (RM o TC) abbiamo un’indicazione perfetta all’ozonoterapia nel trattamento delle ernie o delle protrusioni discali.

Ozonoterapia nell’ernia discale ed ecografia

martedì, maggio 12, 2020 @ 06:05
Author: admin

L’azione antinfiammatoria dell’ozonoterapia è tanto più efficace quanto più venga somministrato in prossimità delle strutture anatomiche sofferenti. L’ecografia viene pertanto utilizzata con successo nel trattamento dell’artrosi dell’anca, nella patologia tendinea della spalla, nelle tendiniti o tendinosi, nel trattamento dell’epicondilite, dell’epitrocleite,

Non ha invece indicazione nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale, la presenza di strutture ossee non permette infatti al fascio di ultrasuoni di poter restituire un’immagine utilizzabile per migliorare la precisione della somministrazione. Per questo motivo le tecniche radiologiche (TC o amplificatore di brillanza) sono le uniche tecniche validate per guidare l’ago nel suo percorso di avvicinamento al disco ed alla radice nervosa infiammata. La letteratura scientifica conferma perfettamente tutto questo, non c’è molto da aggiungere. Negli ultimi trent’anni non è stato pubblicato alcun articolo che abbia dimostrato l’efficacia della tecnica ecografica nelle somministrazioni intraforaminali. E’ invece presumibile che l’ecografia possa essere utilizzata per identificare lo spazio intervertebrale da trattare. E’ però necessario il supporto di un’adeguata sperimentazione scientifica, tutt’ora non diponibile, con adeguati controlli radiologici di confronto.

Esiste invece la possibilità, realizzata dal dott. Zambello per la prima volta presso la Clinica Borghi di Brebbia, di utilizzare due tecniche incrociate, ecografia e Risonanza Magnetica, per giungere in contatto con il forame di coniugazione: l’obiettivo dell’ozono. La tecnica è molto interessante ed efficace ma, a causa dell’elevata complessità e degli elevati costi del metodo, non ha ancora dimostrato di essere competitiva con le usuali tecniche ampliscopiche o TC.

Ozonoterapia sistemica

venerdì, maggio 1, 2020 @ 10:05
Author: admin

L’ozonoterapia sistemica è utilizzata per il trattamento di COVID-19. Gli ottimi risultati raggiunti nei primi 36 pazienti trattati presso l’ospedale di Udine a cura del dott. Amato De Monte hanno aperto la strada a studi di sperimentazione in molte sedi in Italia. L’intervento deve essere effettuato nelle fasi iniziali di malattia, stadio I/II/III, quando il danno endoteliale e la cascata infiammatoria sistemica non sia ancora pienamente sviluppato, analogamente agli altri trattamenti farmacologici proposti, dall’idroclorochina alle eparine a basso peso molecolare.

È possibile ripetere l’Ozonoterapia?

giovedì, aprile 30, 2020 @ 01:04
Author: admin


Nell’eventualità che il beneficio dell’Ozonoterapia sia transitorio e si verifichi una recrudescenza della sintomatologia dolorosa qualche mese dopo l’Ozonoterapia è consigliabile eseguire trattamento farmacologico per alcuni giorni; in caso di scarso beneficio si può ripetere l’Ozonoterapia. Recidive di sintomatologia dolorosa si possono osservare nel 2% dei pazienti sottoposti ad Ozonoterapia, nella maggior parte dei casi si ha un buon risultato con ripresa di qualche infiltrazione.

Prevenire il mal di schiena: consigli utili

lunedì, aprile 27, 2020 @ 09:04
Author: admin

L’ozonoterapia può essere efficace ma la migliore terapia è la prevenzione.

Una corretta postura aiuta a prevenire il mal di schiena

Pratici consigli per prevenire il mal di schiena tramite una corretta postura e semplici esercizi . Una serie di sconsigli che possiamo attuare nella vita di tutti i giorni a prevenire molte patologie.

Cause del mal di schiena

Sforzi eccessivi, sovrappeso e sedentarieàà sono i principali nemici della nostra schiena, ecco perchè può sorgere dolore.

Attività o sport causa di sforzi eccessivi
Da vari studi è emerso che la patologia degenerativa dell’atleta non si discosta da quanto rilevato nei soggetti che svolgono lavori estremamente pesanti. Il nuoto è lo sport ideale per chi soffre di “mal di schiena”, bisogna assolutamente evitare nuoto agonistico, stile “rana” e “delfino”, sport asimmetrici come tennis o sport d’impatto come pallavolo e pallacanestro.


Sovrappeso, obesità
La colonna vertebrale programmata per sorreggere un corpo agile ed in costante movimento si trova invece a sorreggere sovrappeso ed obesità in individui sedentari, con masse muscolari scarsamente sviluppate.


Sedentarietà
Chi svolge lavoro sedentario deve interrompere di tanto in tanto la sua attività per cinque o dieci minuti poiché la fissità posturale sottopone la colonna vertebrale ed i muscoli a tensioni e pressioni che favoriscono la degenerazione discale; consigliato stretching.

Aiutiamo la schiena stando correttamente seduti.

Bene appoggiati alla sedia dalle spalle al bacino con i piedi a terra, non accavallare le gambe, non sedersi sulla punta della sedia, evitare gli sgabelli. Ottima la sedia ergonomica (sedia-inginocchiatoio, per sostenere adeguatamente la forma fisiologica del rachide e per una ottimale ridistribuzione del carico della colonna).

Guidare l’automobile
Regolare il sedile in modo da stare con la colonna diritta e ben appoggiata con le braccia un po’ piegate.

Cosa fare per chi guida per lungo tempo
Fermarsi ogni 150-200 km per fare quattro passi, per lunghi percorsi utilizzo fascia elastica o bustino lombare (secondo prescrizione medica), eventuale utilizzo cuscino lombare per una corretta postura; evitare automezzi con sospensioni rigide, strade dissestate; l’utilizzo di moto o motorini può causare lombalgia.

Lavoro e mal di schiena, movimenti e postura corretta.

Come chinarsi
Gambe leggermente allargate, ginocchia flesse e schiena dritta così la regione lombare lavora in una posizione più fisiologica con uno sforzo inferiore.

Come sollevare un peso
Piegando le ginocchia e alzando l’oggetto tenendo la schiena dritta, quindi far leva sulle gambe e non sulla colonna.

Test del muro per imparare a stare diritti
Poggiando nuca-spalle-glutei-polpacci-talloni in modo che la parte posteriore tocchi il muro s’impara a stare diritti nella posizione corretta; la colonna sia in piedi che da seduto deve essere diritta, il corpo non deve essere spostato in avanti (posizione lordotica) né all’indietro (posizione cifotica).

Come stare correttamente in piedi
Gambe leggermente divaricate spostando il peso del corpo da una gamba all’altra, mantenere la schiena e le anche allineate alla gamba su cui si carica il peso.

Cambiare spesso posizione
La colonna non ama posizioni rigide, fisse e protratte per lungo tempo.

Lavorare in piedi
Un rialzo mobile di 30 cm. su cui appoggiare l’avampiede, cambiando ogni dieci minuti il piede d’appoggio, evita di scaricare il peso sui dischi consentendo lo scarico sull’arto inferiore; si facilita l’allungamento della muscolatura del polpaccio e della parte posteriore colonna evitando stiramenti.

Scrivania, sedia giusta, schermo–computer, workstation
Bene appoggiati alla sedia dalle spalle al bacino, la schiena deve mantenere una posizione eretta e deve conservare le curve fisiologiche. Scrivania ampia da permettere l’appoggio di tutte e due le braccia, gomiti compresi evitando di impugnare male il mouse con il braccio sospeso appoggiato sullo spigolo orine di cervicalgia e compressione nervo ulnare; ottima la sedia ergonomica, lo schermo del computer deve essere posto un po’ più in alto del livello degli occhi in modo da non causare tensioni cervicali, monitor e tastiera devono essere di fronte ed il porta-documenti a sinistra, postazione di lavoro flessibile video-tavolo-sedia regolabile a seconda delle misure persona.

Prevenire il mal di schiena con un corretto riposo!

Dormire bene per prevenire “mal di schiena”
Dormire su un cuscino adatto alla curvatura cervicale. Utile dormire su un cuscino di piume, poco gonfio, grande e deformabile in modo da poter colmare lo spazio tra collo e materasso, dormire senza cuscino non è consigliato, ma dormire su troppi cuscini è altrettanto dannoso. Evitare di dormire prono col collo forzato di lato.

Materasso
La rete deve essere con doghe in legno ma il materasso ideale di consistenza medio-rigido, non troppo rigido o troppo morbido.

Posizione di riposo
Decubito laterale con capo-spalle ed anche ben allineate per ridurre tensioni muscolari e pressione tra una vertebra e l’altra, utile cuscino non molto alto tra ginocchia per scaricare il peso; decubito supino con ginocchia leggermente flesse e piedi appoggiati sul letto o con gambe semiflesse ed
appoggiate su due cuscini. Evitare di dormire prono, senza cuscini o su troppi cuscini.

Mal di schiena e bicicletta

Bicicletta
Ideale per passeggiate a contatto con la natura e per raggiungere una buona forma fisica tonificando ed irrobustendo i muscoli arti inferiori. Attenzione ad un giusto utilizzo: un manubrio troppo basso rispetto alla sella può causare sovraccarico funzionale con dolore cervicale, un sellino rigido rappresenta un rischio per apparato uro-genitale (prostatite), una errata postura in bicicletta o una scarsa preparazione atletica o una eccessiva altezza del sellino o ancora una dismetria arto inferiore superiore ad 1 cm può essere causa di lombalgia.

Cyclette da camera
Per tonificare ed irrobustire la muscolatura agli arti inferiori, non essendo su strada evita i sobbalzi dovuti irregolarità strada o torsioni tronco con microtraumatismo lombare.

Lo sapevi che? Curiosità sul dolore alla schiena

Il fumo!? Aumenta anche il mal di schiena.
Provoca un carenza di Ossigeno alle strutture nervose (ipossia radicolare), aumenta la frequenza del dolore, quindi è bene non fumare oltre che per evitare mal di schiena soprattutto per prevenire i danni prodotti dal fumo sul nostro organismo.

Le variazioni atmosferiche
I fattori climatici, umidità e freddo influenzano il manifestarsi del dolore, in aumento di umidità ambientale o di pioggia si ha una recrudescenza episodi dolorosi, le variazioni atmosferiche possono accentuare la sintomatologia dolorosa; è buona norma proteggersi con idonei indumenti ed è prudente astenersi dall’esposizione alle correnti d’aria.

Scarpe con tacchi alti e a “zeppa”
Scarpe con i tacchi oltre i 4 cm. o tacchi a spillo non sono da bandire ma il loro utilizzo è solo occasionale; l’uso continuo sovraccarica l’avampiede sviluppando fastidiose metatarsalgie, la colonna lombare è costretta ad un’accentuazione della lordosi che è causa spesso di lombalgia. Le scarpe a “zeppa”oltre al rischio di cadere e di procurarsi una distorsione alla caviglia non consentono un corretto movimento delle articolazioni del piede costringono ad un’andatura innaturale ed eliminano il potere del piede di ammortizzare i contraccolpi sulla colonna vertebrale.

Bustino
Utilizzo su indicazione medica, può supplire alla carenza di tono muscolare in quanto dà una maggiore contenzione addominale e scarica la schiena; a fronte di un immediato sollievo il suo uso alla lunga può risultare controproducente in quanto porta ad una maggiore ipotonia addominale e paravertebrale.

Il consenso informato in Ozonoterapia

sabato, aprile 25, 2020 @ 04:04
Author: admin

G. Fabris

La Costituzione Italiana sancisce (art. 32) che la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, quindi, tranne alcuni casi previsti dalla legge, ogni atto medico deve essere volontario, questo nel pieno rispetto dell’individualità della libertà professionale.”
Il consenso ad essere sottoposti a qualsiasi provvedimento diagnostico o terapeutico deve scaturire da una volontà dettata dalla piena comprensione di quanto viene proposto, per giungere a questo c’è bisogno di una adeguata e chiara informazione, si parla cioè di consenso informato.
Il codice deontologico dei medici fa esplicito riferimento alla necessità del consenso informato ed alla alleanza terapeutica col paziente. La Convenzione sui Diritti dell’uomo prevede che per ogni trattamento sanitario è richiesto il Consenso proprio della persona interessata, libero e consapevole, previa adeguata informazione sulla finalità e sulla natura del trattamento, nonché sulle conseguenze e suoi rischi; il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione… A chi ha avuto la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico o ad un trattamento medico è stato sottoposto un modulo da firmare con il quale gli si chiedeva di esprimere il proprio consenso al trattamento: un modulo contenente informazioni dettagliate, uno strumento utile per stabilire un rapporto di rispetto e fiducia tra medico e paziente, un percorso guidato sull’informazione, informando il paziente sulla diagnosi, prognosi, sul tipo di trattamento, su vantaggi, rischi, guidando il paziente e prospettando la soluzione migliore tra le diverse possibili.

Zambello A. et al. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 5(2):123-127 · October 2006

La gestione medica dei pazienti con ernia sintomatica della colonna lombare per il trattamento della lombalgia e della sciatica comprende l’iniezione epidurale di steroidi e l’infiltrazione paravertebrale intramuscolare di una miscela di O2O3. Il nostro studio ha confrontato l’efficacia a breve (tre settimane) e a lungo termine (sei mesi) dei due trattamenti dopo la mancata risposta alla gestione medica convenzionale (cortisone e miorilassanti).

Sono stati arruolati 351 pazienti: 171 (gruppo A) sono stati trattati con iniezione di steroidi epidurali, mentre 180 (gruppo B) sono stati sottoposti a somministrazione paravertebrale di una miscela di O2O3.

Nel breve periodo il 59% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e l’88,2% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3 presentava una remissione totale o quasi totale del dolore.

L’outcome a lungo termine è rimasto eccellente o buono nel 47,3% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e nel 77,1% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3.

Conclusioni: data la relativa semplicità della somministrazione del trattamento, le limitate controindicazioni e la mancanza di effetti collaterali, l’ozonoterapia la terapia è il trattamento di prima scelta nei pazienti refrattari alla terapia medica convenzionale con cortisone e miorilassanti.

Ozonoterapia sistemica: solo una?

martedì, aprile 21, 2020 @ 11:04
Author: admin

L’uso sistemico di miscele di O2O3 prevede due tecniche principali: la grande autoemoterapia o autoemoinfusione (AHT) e le insufflazioni rettali. Il loro uso senza necessità terapeutica in corso o in preparazione di competizioni sportive costituisce doping ed è pertanto vietato. Le terapie sistemiche possono essere utilizzate in molte patologie che vanno dalla vasculopatia periferica alla fibromialgia, dalle infezioni croniche alle allergie. L’insufflazione rettale condivide eguali indicazioni rispetto alla AHT, se ne differenzia per la relativa maggior facilità di esecuzione a cui si associa però una minore efficacia a causa delle numerose variabili che influenzano l’assorbimento del gas attraverso la mucosa intestinale.

2. Cause di mal di schiena

martedì, aprile 21, 2020 @ 11:04
Author: admin

G. Fabris

Artrosi
Spondiloartrosi, un invecchiamento progressivo con degenerazione struttura ossea della colonna e caratteristica visualizzazione radiologica dell’osteofita, può causare restringimenti ossei dei forami radicolari o del canale vertebrale con sofferenza strutture nervose. Si manifesta con dolore e rigidità, una patologia molto frequente dopo i 60 anni, può insorgere anche più precocemente in seguito a lavoro pesante (sovraccarico colonna vertebrale). Osteo-artrosi intervertebrale, artrosi delle articolazioni vertebrali posteriori (strutture ossee deputate alla mobilità) che può provocare dolore, limitazione funzionale e rigidità.


Stenosi canale vertebrale
Il canale vertebrale è ristretto e soprattutto le radici nervose non hanno sufficiente spazio e risultano schiacciate, si può verificare un particolare tipo di sciatica che si manifesta in stazione eretta protratta o nella deambulazione (claudicatio neurogena) con dolore e parestesie irradiate agli arti inferiori spesso bilateralmente.


Spondilolisi e Spondilolistesi
In seguito a micro-traumatismi colonna lombare si può realizzare una interruzione della regione istmica vertebra (spondilolisi) che si manifesta in genere con lombalgia, si può associare spondilolistesi (spostamento in avanti del corpo vertebrale) cioè si verifica un’instabilità lombare con scivolamento in avanti di una vertebra che può causare restringimento dei forami intervertebrali e del canale vertebrale con dolore lombare o lombosciatalgia per compressione di una radice nervosa.


Osteoporosi
Il tessuto osseo si demineralizza, perde cioè il contenuto di calcio e le ossa diventano sempre più fragili e facili alla rottura. L’osteoporosi è una delle cause più frequenti di mal di schiena nelle donne d’età avanzata poiché con la menopausa in seguito a modificazioni ormonali, l’osso si sbriciola e si possono provocare crolli vertebrali soprattutto lombari e causare lo strozzamento di un nervo.

1. Cause di mal di schiena

lunedì, aprile 20, 2020 @ 09:04
Author: admin

G. Fabris

Può originare dai muscoli, dall’osso, legamenti, tendini, capsule articolari, radici nervose, disco intervertebrale
1. Ernia Discale

È la più conosciuta e temuta causa di mal di schiena, la parte centrale del disco, il nucleo polposo, può schizzare fuori uscendo dalla sua sede, si verifica così l’ernia del disco. Il materiale discale erniato può andare a comprimere le radici nervose vicine causando intenso dolore lombare (lombalgia) o dolore forte ed intenso irradiato dalla regione lombare all’arto inferiore (lombo-sciatalgia) con parestesie (formicolio, puntura di spillo, intorpidimento arto inferiore, bruciore …), alterazione sensibilità o deficit di forza muscolare della coscia, gamba e piede. Nell’oltre 90% dei casi l’ernia del disco è più frequente nel tratto lombare più mobile L4-L5 e L5-S1 mentre è meno frequente a livello L3-L4 e L2-L3 con dolore alla faccia anteriore coscia (lombocruralgia) con alterazioni sensibilità o motilità, parestesie (formicolio,intorpidimento). L’ozonoterapia trova indicazione elettiva nell’ernia discale

Ernia del disco: quando la chirurgia?

sabato, aprile 18, 2020 @ 08:04
Author: admin
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L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.

Scusate il disagio

lunedì, novembre 7, 2011 @ 02:11
Author: admin

A causa di disguidi tecnici il sito non è stato aggiornato e raggiungibile per due giorni. Mi scuso con i frequentatori. I problemi sono completamente risolti: grazie webmaster! E’ successo anche a Blackberry!

Per rilassarvi una fotografia delle Tofane. L’Ozono non è solo in montagna!

Dott. Alessio Zambello