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L’ozonoterapia intradiscale è un trattamento efficace per la risoluzione del dolore causato da una deformazione del disco intervertebrale e dalla compressione della radice nervosa dovuta a protrusione o ernia del disco.

La combinazione terapeutica più utilizzata è l’iniezione intradiscale di una miscela di ossigeno-ozono (chemonucleolisi), seguita dall’iniezione periradicolare di cortisone e anestetico locale per migliorare l’effetto antinfiammatorio e analgesico. Il trattamento ha lo scopo di togliere il dolore e viene somministrato a pazienti senza deficit motorio, mentre i pazienti con paralisi acuta causata dalla compressione della radice nervosa devono essere sottoposti a chirurgia entro 24-48 ore dall’insorgenza del deficit neurologico.

Questo articolo riporta l’efficacia dell’ozonoterapia intradiscale associata a iniezione foraminale antinfiammatoria in 13 pazienti con lombalgia e cruralgia, lombalgia e sciatica e deficit motorio parziale subacuto causato dalla compressione della radice nervosa che non rispondeva al trattamento medico.

I risultati ottenuti sono promettenti: il 100% dei pazienti ha avuto una risoluzione della debolezza motoria, mentre l’84,6% ha avuto un completo sollievo dal dolore. I nostri risultati dimostrano che l’ozonoterapia può essere considerata un’opzione di trattamento valida per questa categoria di pazienti.



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La chirurgia è un’opzione di trattamento rara per le molte persone che soffrono di ernia del disco, che frequentemente provoca intenso dolore e perdita di giornate di lavoro. Farmaci antidolorifici e cortisone per via orale o attraverso iniezioni epidurali sono le opzioni di trattamento non chirurgiche standard che pongono però problemi di scarso risultato o di importanti effetti collaterali o complicanze.

L’ozonoterapia rappresenta oggi il più efficace trattamento conservativo dell’ernia del disco. Introdotta per la prima volta negli anni ’80 l’ozonoterapia ha subito dimostrato la sua grande efficacia.

Se le prime infiltrazioni paravertebrali di ozono avevano, ed hanno ancora oggi, risultati positivi nel 60-70% dei pazienti, le attuali tecniche infiltrative mirate con amplificatore di brillanza o TC ottengono una risoluzione dei sintomi nel 75%-90% dei pazienti.

Inoltre, e probabilmente altrettanto importante quanto il tasso di successo, non ci sono controindicazioni (se non la gravidanza) e i pazienti riscontrano poche e minori complicazioni con l’ozonoterapia.

Gli studi scientifici sulla colonna vertebrale hanno dimostrato il potenziale di guarigione dell’ossigeno-ozono terapia e molti, anche i più scettici, stanno scoprendo che vanta gli stessi – se non migliori – risultati di trattamenti consolidati come le iniezioni di steroidi epidurali e la discectomia chirurgica.

Nel 2015, Murphy e Muto hanno presentato i risultati del loro team sul trattamento con ozono e cortisone, rilevando che i pazienti sottoposti ad ozonoterapia avevano avuto risultati simili, per quanto riguarda il dolore ed il recupero motorio, ai pazienti con discectomia mentre il tasso di complicanze e i tempi di recupero erano inferiori con le iniezioni di ossigeno-ozono rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali.

Lo studio pubblicato nel 2014 da Josip Buric ha esaminato l’efficacia a lungo termine della terapia con ossigeno-ozono ricontattando i pazienti 10 anni dopo la loro terapia iniziale. Gli autori hanno concluso che le iniezioni di ossigeno-ozono sono sicure ed efficaci in circa il 75% dei pazienti con ernia del disco e che il beneficio continua anche dopo 10 anni. Per questo motivo gli autori concludevano consigliando un tentativo con ozonoterapia radioguidata prima di prendere in considerazione un intervento chirurgico.

Come agisce il trattamento con ossigeno-ozono?

Il gas ossigeno-ozono viene somministrato tramite un’iniezione in prossimità o all’interno del disco erniato con due effetti principali:

1. riduzione dell’infiammazione e del dolore attraverso la normalizzazione dell livello di citochine e prostaglandine.

2. riduzione del volume poichè la stretta vicinanaza della miscela di ozono al materiale erniato accelera la disidratazione e l’ossidazione dei proteoglicani, che sono proteine ​​presenti nel centro gelatinoso del disco (chiamato nucleo polposo). La riduzione del volume del disco potenzia l’effetto antinfiammorio e antidolorifico attraverso una riattivazione della circolazione dei vasi venosi che circondano il nervo ed una ridotta la pressione sui nervi stessi.

I vantaggi del trattamento con ossigeno-ozono?

1. È minimamente invasivo.

2. È una procedura ambulatoriale.

3. E una procedura molto rapida

4. Costa molto meno della chirurgia.

5. È una procedura indolore.

6. Ha un tempo di recupero più breve e un tasso di complicanze inferiore rispetto alla chirurgia

L’ozonoterapia è disponibile negli ospedali Italiani?

Poichè gli studi clinici dimostrano che le iniezioni di ossigeno-ozono sono un trattamento dell’ernia discale a basso rischio e ad altissimo indice di successo il trattamento è presente in diversi ospedali italiani come l’Ospedale Bellaria di Bologna, l’Ospedale Cardarelli di Napoli o l’Ospedale Careggi di Firenze, per citarne alcuni.

Alcuni membri della comunità medica sono però scettici sulle iniezioni di ossigeno-ozono perché sostengono che una percentuale elevata di pazienti con ernia del disco guarisce da sola, sarebbe pertanto difficile determinare se i pazienti guariscono a causa delle iniezioni di ozono o se stanno semplicemente migliorando da soli.

La riposta è piuttosto semplice: perchè consigliare ai pazienti di assumere farmaci per mesi o addirittura intervenire chirurgicamente se la soluzione fosse spontanea e dietro l’angolo?

Una nota importante

Il trattamento con ossigeno-ozono non è adatto a tutti. Se hai una la paralisi della gamba o del braccio, una perdita di controllo della vescica e/o degli sfinteri o la compressione del midollo spinale, la chirurgia è un’opzione migliore e da eseguire immediatamente.

Mentre resta da vedere se le iniezioni di ossigeno-ozono diventeranno un trattamento universale di prima scelta per l’ernia discale e le protrusioni discali, una cosa è certa: avere un confronto chiaro e aperto con il medico ti aiuterà a ottenere il trattamento giusto.

Solo il tuo medico di fiducia ti aiuterà a determinare se le iniezioni di ossigeno-ozono o qualsiasi altro tipo di trattamento potranno essere efficaci ad alleviare il il tuo dolore da ernia discale.

 

 



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L’ozonoterapia richiede prima una corretta diagnosi delle patologie della colonna vertebrale, non diversa da quella necessaria per un eventuale intervento chirurgico. Solo se la diagnosi è corretta il trattamento può ottenere successo. A questo scopo la visita medica è il necessario presupposto. Per questo scopo utilizziamo una serie di test.

Test di Wasserman o Femoral Stretch TestIl segno o test di Wasserman è denominato in lingua inglese Femoral stretch test. Il paziente è sdraiato sul lettino in posizione prona, si solleva la coscia con il ginocchio flesso a 90° per valutare il grado di irritazione del nervo femorale. E’ un test significativo solo per ernie discali  o protrusioni discali che comprimano le radici nervose comprese tra L1-L2, L2-L3 e L3-L4. A differenza dell’omologo segno di Lasegue, in presenza di dolore si segnala semplicemente Wasserman positivo, senza indicare a quale punto del sollevamento della coscia compaia il dolore.

Non è un test particolarmente sensibile o specifico, è però l’insieme delle valutazioni cliniche che si ottengono durante la visita del paziente che confermano il quadro e suggeriscono la correttezza della diagnosi.

Quando la diagnosi clinica trova conferma nell’immagine Radiologica (RM o TC) abbiamo un’indicazione perfetta all’ozonoterapia nel trattamento delle ernie o delle protrusioni discali.



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La regressione spontanea dell’ernia del disco secondaria alla disidratazione è un argomento molto dibattuto in medicina. Alcuni medici si chiedono se la rimozione chirurgica del nucleo polposo estruso sia davvero necessaria quando la scomparsa spontanea di un ernia del disco lombare è un fenomeno ben noto. Sfortunatamente, senza regressione spontanea, il dolore cronico porta a una disabilità progressiva per la quale la chirurgia sembra essere l’unica soluzione. 

Negli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato l’utilità dell’ossigeno-ozono terapia nel trattamento dell’ernia del disco, con conseguente riduzione del disco. 

Questo studio retrospettivo valuta gli esiti di una serie di pazienti con una storia di ernia dei dischi di dimensioni neuroradiologicamente invariate da oltre due anni, trattati con ozonoterapia nei nostri centri negli ultimi 15 anni. 

Abbiamo trattato 96 pazienti, 84 (87. 5%) presentavano lombalgia associata a sciatica cronica. Nessuna terapia farmacologica aveva prodotto benefici significativi. Un certo numero di specialisti era stato consultato nei due o più anni precedenti con il risultato di diverse scansioni neuroradiologiche prima della decisione di intraprendere l’ossigeno-ozono terapia intraforaminale mirata con guida radiologica. 

Il nostro studio documenta come la terapia con ozono per i dischi erniati ed “invariati nel tempo” ha risolto il problema, con una riduzione significativa delle dimensioni della deformazione del disco (ernia o protrusione spinale) espulso nel canale spinale.




L’azione antinfiammatoria dell’ozonoterapia è tanto più efficace quanto più venga somministrato in prossimità delle strutture anatomiche sofferenti. L’ecografia viene pertanto utilizzata con successo nel trattamento dell’artrosi dell’anca, nella patologia tendinea della spalla, nelle tendiniti o tendinosi, nel trattamento dell’epicondilite, dell’epitrocleite,

Non ha invece indicazione nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale, la presenza di strutture ossee non permette infatti al fascio di ultrasuoni di poter restituire un’immagine utilizzabile per migliorare la precisione della somministrazione. Per questo motivo le tecniche radiologiche (TC o amplificatore di brillanza) sono le uniche tecniche validate per guidare l’ago nel suo percorso di avvicinamento al disco ed alla radice nervosa infiammata. La letteratura scientifica conferma perfettamente tutto questo, non c’è molto da aggiungere. Negli ultimi trent’anni non è stato pubblicato alcun articolo che abbia dimostrato l’efficacia della tecnica ecografica nelle somministrazioni intraforaminali. E’ invece presumibile che l’ecografia possa essere utilizzata per identificare lo spazio intervertebrale da trattare. E’ però necessario il supporto di un’adeguata sperimentazione scientifica, tutt’ora non diponibile, con adeguati controlli radiologici di confronto.

Esiste invece la possibilità, realizzata dal dott. Zambello per la prima volta presso la Clinica Borghi di Brebbia, di utilizzare due tecniche incrociate, ecografia e Risonanza Magnetica, per giungere in contatto con il forame di coniugazione: l’obiettivo dell’ozono. La tecnica è molto interessante ed efficace ma, a causa dell’elevata complessità e degli elevati costi del metodo, non ha ancora dimostrato di essere competitiva con le usuali tecniche ampliscopiche o TC.



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Lo studio, pubblicato nel 2017 da un gruppo di ricercatori brasiliani, analizza 98 pazienti trattati con ozono intrarticolare per 8 settimane. Un primo gruppo composto da 63 persone è stato trattato con ozono, un secondo gruppo di 35 pazienti è stato trattato con placebo.

Al termine del trattamento i pazienti trattati con ozono hanno dimostrato un miglioramento dei sintomi in misura decisamente superiore rispetto ai pazienti trattati con ozono. Il dolore iniziale – valutato con una scala VAS dove 1 è assenza di dolore e 10 un dolore che impedisce di camminare – è risultato prima della sperimentazione pari a 7.3 nel gruppo placebo, 7.2 nel gruppo ozono.

Dopo 8 settimane il dolore si è ridotto a 4.1 nel gruppo placebo mentre nel gruppo ozono ha raggiunto 1.9.

Dopo 16 settimane mentre nel gruppo trattato con placebo il dolore è risalito a 4.8, il gruppo di pazienti trattato con ozono ha avuto un ulteriore miglioramento con un dolore che si è ridotto a 1.7.

In conclusione lo studio ha dimostrato che l’ozonoterapia è un trattamento estremamente efficace e privo di controindicazioni nell’artrosi del ginocchio.




Per quanto dimostrato per altri gas medicali utilizzati nella pratica clinica (ad es. l’ossigeno, il monossido di carbonio, l’ossido nitrico), l’ozono può essere tossico o sicuro come un vero farmaco: il dosaggio, la durata dell’esposizione e la capacità antiossidante del tessuto esposto ne determinano l’effetto. Sulla base delle implicazioni farmacologiche e delle evidenze cliniche, si può concludere che l’uso dell’ozono medico può essere vantaggioso nel trattamento di varie malattie sia in fase acuta che cronica. Il fatto che tali malattie possano avere connotazioni diverse tra loro rende ragione dei suoi diversi effetti.

E’ pertanto essenziale osservare linee guida precise nelle applicazioni terapeutiche, le concentrazioni ed i volumi a cui viene utilizzata questa miscela devono rientrare in un intervallo non tossico.

La necessità di procedere con estrema precisone sia in termini di volumi che di concentrazioni mi ha portato a pubblicare nel 2013 le Linee Guida della Federazione Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia (FIO) e nel 2020 il volume “Tecniche di Ozonoterapia. Manuale pratico”.





Una revisione sistematica e meta-analisi dell’ozonoterapia per lombalgia o lombosciatalgia secondaria ad ernia discale ha indicato un livello di evidenza è II-3 per l’ozonoterapia intradiscale e II-1 per l’ozonoterapia intraforaminale per alleviare il dolore a lungo termine.
Le prove disponibili hanno prodotto un livello di raccomandazione 1C (raccomandazione forte con bassa qualità delle evidenze) per l’ozonoterapia intradiscale e 1B (raccomandazione forte con buona qualità delle evidenze) per l’ozono intraforaminale. L’evidenza è stata derivata da studi di controllo randomizzati nell’ambito di questa meta-analisi e studi osservazionali.

Le iniezioni possono essere ripetute se necessario e complicazioni o effetti collaterali sono rari. Pertanto, questo metodo può essere considerato un’opzione da trattare lombalgia legata all’ernia del disco lombare che ha non ha risposto al trattamento conservativo, rappresentando un’alternativa alla chirurgia.




Da un punto di vista clinico la sintomatologia è abitualmente differente. L’ernia discale determina più frequentemente un’irradiazione periferica dei sintomi, la sciatica ne è il classico esempio. La protrusione discale si associa invece a sintomi più localizzati, classicamente la lombalgia o la cervicalgia.

L’ozonoterapia può essere utilizzata in entrambe le patologie. La tecnica intraforaminale rappresenta la più semplice delle diverse opzioni, con esiti positivi anche nel 90% dei pazienti, se adeguatamente selezionati. In casi non responsivi si può decidere per la tecnica intradiscale, specie in presenza di protrusioni con frequenti recidive dolorose.




Il trattamento con ozono delle patologie della colonna vertebrale prevede tre trattamenti. la tecnica paravertebrale, la tecnica intraforaminale e la tecnica intradiscale. Il trattamento paravertebrale rappresenta il trattamento più semplice, la risposta raggiunge il 70% dei pazienti trattati. Le ragioni del fallimento terapeutico, è la tecnica con minore risposta all’interno delle tre, sono da ricercarsi nella scarsa precisione del posizionamento dell’ago e nella grande distanza tra la miscela di ossigeno-ozono e la radice infiammata. E’ una tecnica che progressivamente è stata soppiantata dalle metodiche guidata. La precisione rappresenta il fulcro dell’ozonoterapia. Maggiore precisione significa sicurezza ed esito positivo in una percentuale di casi che può arrivare al 90%. Gli apparenti maggiori costi sono in realtà esattamente eguali. Mentre la somministrazione paravertebrale richiede almeno 10-12 trattamenti, la tecnica intraforaminale ne prevede solo 4, con il pregio di un ulteriore beneficio sul disagio nel trasporto di pazienti spesso molto sofferenti.



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