L'ozonoterapia è la terapia dell'ernia discale dottor zambello


L’ozonoterapia ha dimostrato di essere la prima scelta tra le terapie conservative dell’ernia del disco perchè ha risultati eccellenti e nessun effetto collaterale.

Il mal di schiena uno dei più comuni e importanti problemi di salute publica, sociale ed economica che colpiscono la popolazione umana in tutto il mondo.  In una percentuale di casi compresa tra il 2 e il 43% sono associati sintomi sciatici che, il 90% delle volte, sono generati dall’ernia del disco.

La causa del dolore radicolare nella regione lombare è multifattoriale ma è probabilmente dovuto a fattori meccanici e / o infiammatori. L’ernia del disco provoca una compressione diretta della radice del nervo o del ganglio della radice dorsale e una compressione indiretta sui vasi perineurali

Una volta che il disco è danneggiato sia l’articolazione interapofisaria che il tessuto epidurale che circonda la radice del nervo e la stessa radice nervosa si infiammano con la produzione di una cascata di mediatori infiammatori, che attivano tutte le terminazioni nervose, sensibilizzano i nocicettori e rendono il nervo estremamente sensibile alla pressione, generando dolore anche per una leggera manipolazione o pressione. Per questo motivo, la componente infiammatoria del dolore radicolare consente a una protrusione o ad un’ernia discale, cioè a qualunque deformazione del disco, di generare dolore anche senza che una compressione diretta della radice.

Il primo approccio terapeutico all’ernia del disco lombare deve essere conservativo, con terapia farmacologica, fisica e cognitivo-comportamentale. In caso di fallimento e prima di ricorrere al trattamento chirurgico dovrebbero essere considerate molte tecniche interventistiche non chirurgiche.

L’ozonoterapia è la prima scelta tra le tecniche interventistiche perchè è caratterizzata da eccellenti successi terapeutici e scarsi o nulli effetti collaterali.  

Meccanismo d’azione

L’ozono è un gas fortemente ossidante con proprietà antisettiche, immunomodulanti, analgesiche e antinfiammatorie. La miscela di ossigeno-ozono gassosa è comunemente usata nella pratica clinica, principalmente in Europa e in Asia, nel trattamento del dolore nocicettivo-neuropatico, nei processi infiammatori e degenerativi del sistema muscolo-scheletrico e specialmente nel disco degenerativo ernia della malattia e del disco. L’ozono viene somministrato sotto forma di miscele di ossigeno-ozono a concentrazioni non tossiche comprese tra 1 µg e 40 µg di ozono per ml di ossigeno, utilizzando vari metodi percutanei. 

L’azione biologica dell’ozono medico non è completamente compresa, ma alcuni meccanismi d’azione sono stati proposti per spiegare la sua efficacia nel trattamento dell’ernia del disco:

  1. Riduzione dei componenti infiammatori . L’ozono interrompe il ciclo della cascata infiammatoria alterando la scomposizione dell’acido arachidonico in prostaglandine infiammatorie.
  2. Iperossigenazione dell’area di interesse . L’ernia del disco influisce sul flusso venoso e arterioso, causando stasi venosa e arteriosa, che portano all’ipossiemia dei tessuti; applicando ossigeno-ozono in prossimità dell’ernia, la concentrazione di ossigeno aumenta
  3. Diminuendo le dimensioni dell’ernia . L’ozono rompe le catene di glicosaminoglicani nel nucleo polposo e riduce la loro capacità di trattenere l’acqua, restringendo così il nucleo e successivamente riducendo la pressione intradiscale e peri-radicolare.
  4. Stimolazione del processo di riparazione . L’ozono promuove l’attività fibroblastica, inducendo la deposizione di collagene.

Le indicazioni

Sebbene il trattamento con miscele di ossigeno-ozono abbia molti vantaggi, i criteri di selezione del paziente sono i punti chiave per un risultato clinico di successo.

La migliore indicazione clinica per l’ozonoterapia è il dolore radicolare piuttosto che lombalgia; il paziente deve riferire il dolore in un dermatoma cutaneo ben discriminato e costante con test di Lasegue positivo.

Se si suppone una sindrome delle faccette articolari interapofisarie è meglio eseguire un’infiltrazione delle faccette con steroidi e anestetico locale come test diagnostico prima del trattamento con ossigeno-ozono

La valutazione clinica deve trovare conferma nelle immagini radiologiche, la Risonanza Magnetica è l’esame di prima scelta. Le immagini devono dimostrare la presenza di ernie o protrusioni lombari congruente con i sintomi clinici; non dovrebbero essere presenti deformità strutturali significative della colonna vertebrale, grave osteoartrosi vertebrale, fratture o ernie calcificate. 

È importante riconoscere che le immagini radiologiche da sole non rappresentano un’indicazione sufficiente per il trattamento, tenendo conto che una deformazione del disco è presente nel 52% della popolazione e l’ernia del disco è presente in circa il 20-28% dei soggetti asintomatici.

Controindicazioni assolute

  • un deficit motorio neurologico severo
  • sindrome della cauda equina
  • lesioni ossee sospette infettive/infiammatorie o neoplastiche devono essere escluse. In questi casi l’ozono è completamente inefficace.

Controindicazioni relative

  • disturbo emorragico
  • gravidanza
  • deficit di G6PD
  • ipertiroidismo
  • anemia grave
  • miastenia grave
  • recente infarto del miocardio
  • patologie psichiatriche

Risultati:

Risoluzione dei sintomi

Quando vi sia corretta indicazione clinica e adeguata documentazione radiologica che confermi la diagnosi l’infiltrazione intradiscale di ossigeno-ozono presenta risultati quasi chirurgici senza effetti collaterali maggiori o minori:

  • un tasso di successo del 90% al follow-up a breve termine (sei mesi) 
  • un tasso di successo del 75–82% al follow-up a lungo termine- su (12 mesi)
  • un tasso di successo del 73% al follow up a 10 anni

Riduzione di volume dell’ernia

A sei mesi di follow-up MR, circa il 75-96% dei pazienti ha avuto una significativa riduzione del volume di ernia, con la riduzione più elevata osservata in dischi più grandi.

Conclusioni

La terapia con ossigeno-ozono è un approccio sicuro ed economico per i pazienti con sciatica da ernia discale o protrusione, avendo dimostrato buoni risultati a breve e lungo termine, tempi di recupero significativamente più brevi rispetto ai trattamenti alternativi, e riduzione della necessità di chirurgia. Inoltre, si deve considerare che i pazienti senza una buona risposta alla terapia con ossigeno-ozono possono ancora sottoporsi a discectomia chirurgica.

L’ozonoterapia intradiscale è un trattamento efficace per la risoluzione del dolore causato da una deformazione del disco intervertebrale e dalla compressione della radice nervosa dovuta a protrusione o ernia del disco.

La combinazione terapeutica più utilizzata è l’iniezione intradiscale di una miscela di ossigeno-ozono (chemonucleolisi), seguita dall’iniezione periradicolare di cortisone e anestetico locale per migliorare l’effetto antinfiammatorio e analgesico. Il trattamento ha lo scopo di togliere il dolore e viene somministrato a pazienti senza deficit motorio, mentre i pazienti con paralisi acuta causata dalla compressione della radice nervosa devono essere sottoposti a chirurgia entro 24-48 ore dall’insorgenza del deficit neurologico.

Questo articolo riporta l’efficacia dell’ozonoterapia intradiscale associata a iniezione foraminale antinfiammatoria in 13 pazienti con lombalgia e cruralgia, lombalgia e sciatica e deficit motorio parziale subacuto causato dalla compressione della radice nervosa che non rispondeva al trattamento medico.

I risultati ottenuti sono promettenti: il 100% dei pazienti ha avuto una risoluzione della debolezza motoria, mentre l’84,6% ha avuto un completo sollievo dal dolore. I nostri risultati dimostrano che l’ozonoterapia può essere considerata un’opzione di trattamento valida per questa categoria di pazienti.

Riduzione di volume dell’ernia discale dopo trattamenti con ossigeno-ozono

Wednesday, May 13, 2020 @ 06:05 AM
Author: admin

La regressione spontanea dell’ernia del disco secondaria alla disidratazione è un argomento molto dibattuto in medicina. Alcuni medici si chiedono se la rimozione chirurgica del nucleo polposo estruso sia davvero necessaria quando la scomparsa spontanea di un ernia del disco lombare è un fenomeno ben noto. Sfortunatamente, senza regressione spontanea, il dolore cronico porta a una disabilità progressiva per la quale la chirurgia sembra essere l’unica soluzione. 

Negli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato l’utilità dell’ossigeno-ozono terapia nel trattamento dell’ernia del disco, con conseguente riduzione del disco. 

Questo studio retrospettivo valuta gli esiti di una serie di pazienti con una storia di ernia dei dischi di dimensioni neuroradiologicamente invariate da oltre due anni, trattati con ozonoterapia nei nostri centri negli ultimi 15 anni. 

Abbiamo trattato 96 pazienti, 84 (87. 5%) presentavano lombalgia associata a sciatica cronica. Nessuna terapia farmacologica aveva prodotto benefici significativi. Un certo numero di specialisti era stato consultato nei due o più anni precedenti con il risultato di diverse scansioni neuroradiologiche prima della decisione di intraprendere l’ossigeno-ozono terapia intraforaminale mirata con guida radiologica. 

Il nostro studio documenta come la terapia con ozono per i dischi erniati ed “invariati nel tempo” ha risolto il problema, con una riduzione significativa delle dimensioni della deformazione del disco (ernia o protrusione spinale) espulso nel canale spinale.

L’ozonoterapia nell’artrosi del ginocchio

Monday, May 11, 2020 @ 07:05 AM
Author: admin
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Lo studio, pubblicato nel 2017 da un gruppo di ricercatori brasiliani, analizza 98 pazienti trattati con ozono intrarticolare per 8 settimane. Un primo gruppo composto da 63 persone è stato trattato con ozono, un secondo gruppo di 35 pazienti è stato trattato con placebo.

Al termine del trattamento i pazienti trattati con ozono hanno dimostrato un miglioramento dei sintomi in misura decisamente superiore rispetto ai pazienti trattati con ozono. Il dolore iniziale – valutato con una scala VAS dove 1 è assenza di dolore e 10 un dolore che impedisce di camminare – è risultato prima della sperimentazione pari a 7.3 nel gruppo placebo, 7.2 nel gruppo ozono.

Dopo 8 settimane il dolore si è ridotto a 4.1 nel gruppo placebo mentre nel gruppo ozono ha raggiunto 1.9.

Dopo 16 settimane mentre nel gruppo trattato con placebo il dolore è risalito a 4.8, il gruppo di pazienti trattato con ozono ha avuto un ulteriore miglioramento con un dolore che si è ridotto a 1.7.

In conclusione lo studio ha dimostrato che l’ozonoterapia è un trattamento estremamente efficace e privo di controindicazioni nell’artrosi del ginocchio.

Per quanto dimostrato per altri gas medicali utilizzati nella pratica clinica (ad es. l’ossigeno, il monossido di carbonio, l’ossido nitrico), l’ozono può essere tossico o sicuro come un vero farmaco: il dosaggio, la durata dell’esposizione e la capacità antiossidante del tessuto esposto ne determinano l’effetto. Sulla base delle implicazioni farmacologiche e delle evidenze cliniche, si può concludere che l’uso dell’ozono medico può essere vantaggioso nel trattamento di varie malattie sia in fase acuta che cronica. Il fatto che tali malattie possano avere connotazioni diverse tra loro rende ragione dei suoi diversi effetti.

E’ pertanto essenziale osservare linee guida precise nelle applicazioni terapeutiche, le concentrazioni ed i volumi a cui viene utilizzata questa miscela devono rientrare in un intervallo non tossico.

La necessità di procedere con estrema precisone sia in termini di volumi che di concentrazioni mi ha portato a pubblicare nel 2013 le Linee Guida della Federazione Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia (FIO) e nel 2020 il volume “Tecniche di Ozonoterapia. Manuale pratico”.


Una revisione sistematica e meta-analisi dell’ozonoterapia per lombalgia o lombosciatalgia secondaria ad ernia discale ha indicato un livello di evidenza è II-3 per l’ozonoterapia intradiscale e II-1 per l’ozonoterapia intraforaminale per alleviare il dolore a lungo termine.
Le prove disponibili hanno prodotto un livello di raccomandazione 1C (raccomandazione forte con bassa qualità delle evidenze) per l’ozonoterapia intradiscale e 1B (raccomandazione forte con buona qualità delle evidenze) per l’ozono intraforaminale. L’evidenza è stata derivata da studi di controllo randomizzati nell’ambito di questa meta-analisi e studi osservazionali.

Le iniezioni possono essere ripetute se necessario e complicazioni o effetti collaterali sono rari. Pertanto, questo metodo può essere considerato un’opzione da trattare lombalgia legata all’ernia del disco lombare che ha non ha risposto al trattamento conservativo, rappresentando un’alternativa alla chirurgia.

Zambello A. et al. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 5(2):123-127 · October 2006

La gestione medica dei pazienti con ernia sintomatica della colonna lombare per il trattamento della lombalgia e della sciatica comprende l’iniezione epidurale di steroidi e l’infiltrazione paravertebrale intramuscolare di una miscela di O2O3. Il nostro studio ha confrontato l’efficacia a breve (tre settimane) e a lungo termine (sei mesi) dei due trattamenti dopo la mancata risposta alla gestione medica convenzionale (cortisone e miorilassanti).

Sono stati arruolati 351 pazienti: 171 (gruppo A) sono stati trattati con iniezione di steroidi epidurali, mentre 180 (gruppo B) sono stati sottoposti a somministrazione paravertebrale di una miscela di O2O3.

Nel breve periodo il 59% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e l’88,2% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3 presentava una remissione totale o quasi totale del dolore.

L’outcome a lungo termine è rimasto eccellente o buono nel 47,3% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e nel 77,1% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3.

Conclusioni: data la relativa semplicità della somministrazione del trattamento, le limitate controindicazioni e la mancanza di effetti collaterali, l’ozonoterapia la terapia è il trattamento di prima scelta nei pazienti refrattari alla terapia medica convenzionale con cortisone e miorilassanti.

Ozonoterapia e succo d’arancia per ridurre i radicali liberi

Monday, December 5, 2011 @ 07:12 AM
Author: admin

Se una dieta ricca di grassi e carboidrati, favorisce la produzione di radicali liberi,  l’assunzione di succo d’arancia aiuterebbe però a limitarne gli effetti negativi sulla salute del nostro organismo, come i problemi cardiovascolari e l’invecchiamento accelerato della pelle.  A scoprirlo un gruppo di ricercatori della State University di Buffalo (Stati uniti) guidati da Husam Ghanim e pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition. I radicali liberi sono coinvolti nel processo d’invecchiamento e determinano numerose patologie.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism dai ricercatori della State University of  New York di Buffalo, ha dimostrato che  il resveratrolo, sostanza contenuta nella buccia dell’uva nera e nel vino rosso, avrebbe la capacità di preservare l’organismo dall’invecchiamento cellulare e dalle infiammazioni.  Questo potente antiossidante, inoltre, sarebbe anche in grado di inibire l’insulino-resistenza, contrastando l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Interventi chirurgici per ernia discale e complicanze

Saturday, November 19, 2011 @ 09:11 PM
Author: admin

Un recentissimo studio retrospettivo pubblicato negli Stati Uniti ha cercato di identificare quali siano i fattori di rischio più importanti che determinano complicanze gravi negli interventi chirurgici della colonna vertebrale, specie nella chirurgia dell’ernia discale.

Sono stati valutati 3475 pazienti sottoposti a chirurgia della colonna vertebrale nel periodo 2005-2008. I pazienti avevano un’età compresa tra 16 e 90 anni, nel 54% maschi. I ricercatori hanno valutato l’incidenza di complicanze nei primi 30 giorni successivi all’intervento chirurgico.

Dieci pazienti sono morti (0.3%) dopo l’intervento chirurgico, mentre le complicanze totali sono state 407 in 263 pazienti (7.6%). Le complicanze maggiori sono state rappresentate da trombosi venosa profonda, infezioni sistemiche con necessità di ricovero in reparto di Terapia Intensiva, infezioni di ferita profonde, necessità di reintervento nelle ore o nei giorni immediatamente successivi. Complicanze minori sono state invece rappresentate da infezioni dell vie urinarie, polmoniti e in fezioni superficiali di ferita.

I fattori di rischio che hanno predisposto alla morte sono stati identificati nell’età avanzata e nella presenza di infezioni di ferita. Mentre i fattori di rischio che hanno favorito il manifestarsi di una o più complicazioni sono state identificate nell’età avanzata, nella presenza di patologie cardiache, pregresse infezioni di ferita, patologie neurologiche, diabete, uso di cortisone, concomitanza di due o più patologie croniche in anamnesi, lunga durata dell’intervento chirurgico.

I ricercatori concludono sottolineando l’importanza di un’adeguata selezione del paziente sia da un punto di vista dell’indicazione chirurgica che delle condizioni generali del paziente.

Commento dell’autore del sito:

L’Ozonoterapia, a fronte di risultati positivi simili all’intervento chirurgico, non comporta complicanze minori e maggiori significative. Rappresenta pertanto un’alternativa sicura ed efficace sia per pazienti giovani che per pazienti portatori di patologie croniche che possano predisporre a complicanze.

Risk Factors for Immediate Postoperative Complications and Mortality Following Spine Surgery: A Study of 3475 Patients from the National Surgical Quality Improvement Program. The Journal of Bone & Joint Surgery. 2011; 93:1577-1582

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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Brescia a pochi chilometri da Milano Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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Il trattamento non chirurgico di pazienti portatori di ernia discale lombare sintomatici per lombosciatalgia prevede le infiltrazioni epidurali con cortisone, tradizionalmente effettuate dagli anestesisti nei Centri di terapia del dolore. Si tratta di una tecnica molto raffinata che richiede un’ottima manualità ed un’assoluta asepsi, non priva di possibili effetti collaterali. Gli effetti collaterali, sebbene rari, possono essere particolarmente fastidiosi quando non francamente gravi.

Lo studio ha voluto confrontare questa metodica storica con l’Ozonoterapia somministrata attraverso infiltrazioni intramuscolari paravertebrali. Una tecnica estremamente sicura e decisamente meno gravata da rischi o complicanze.

L’autore dell’articolo, pubblicato nel 2006, è l’amministratore del sito. Lo studio scientifico è stato eseguito in tre ospedali nel Nord Italia e ha coinvolto in un periodo di tre anni ben 351 pazienti.  Il nostro studio ha confrontato l’efficacia a breve (tre settimane) e lungo termine (6 mesi) dell’Ozonoterapia rispetto alla tradizionale infiltrazione epidurale con cortisone, dopo il fallimento della terapia medica (cortisone e miorilassanti).

170 pazienti sono stati trattati con infiltrazione epidurale con cortisone, mentre 180 sono stati sottoposti a somministrazione di Ozonoterapia in sede paravertebrale.

Dopo tre settimane l’88.2% dei pazienti trattati con Ozonoterapia avevano una remissione del dolore pressoché totale o buona conto il 59% dei pazienti trattati con epidurale (le differenze tra i due gruppi sono statisticamente significative). L’Ozonoterapia è più efficace di circa il 30%!

A distanza di sei mesi i risultati permanevano eccellenti o buoni nel  nel 77.1% dei pazienti trattati con Ozonoterapia mentre solo il 47.3% dei pazienti trattati con epidurale mantenevano nel tempo i risultati positivi. Nuovamente una differenza del 30% a favore dell’Ozonoterapia.

Le conclusioni a questo punto sono risultate piuttosto semplici: l’Ozonoterapia ha risultati decisamente superiori rispetto alle infiltrazioni epidurali ed è indubbiamente più sicura. Secondo una logica di efficacia e di progressiva invasività, dopo aver effettuato una terapia medica o fisioterapica si deve consigliare un trattamento con Ozonoterapia, solo dopo aver fallito con l’Ozonoterapia si deve procedere al trattamento con epidurale e solo dopo avere avuto un fallimento con l’epidurale è corretto, in assenza di deficit di forza, sottoporsi ad un intervento chirurgico.

L’articolo è stato oggetto di valutazione da parte dell’Istituto di Sanità del Canada che ne ha riconosciuto la corretta impostazione metodologica e la significatività dei risultati. Un riconoscimento di cui sono particolarmente orgoglioso considerando l’abituale chiusura verso l’Ozonoterapia da parte del mondo sanitario Anglosassone e Nordamericano. Attualmente in Canada sono in corso sperimentazioni per approfondire l’efficacia e la possibilità di introdurre l’Ozonoterapia nel Paese.

A. Zambello et Al. Epidural Steroid Injection vs Paravertebral O2O3 Infiltration for Symptomatic Herniated Disc Refractory to Conventional Treatment. A Prospective Randomized Study. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 5: 123-127, 2006

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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Brescia a pochi chilometri da Milano Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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Ozonoterapia nell’ernia discale lombare: casistica di 1200 pazienti

Sunday, November 13, 2011 @ 10:11 PM
Author: admin

Il gruppo di ricercatori ha effettuato un’importante revisione di una casistica molto ampia di 1208 pazienti portatori di ernia discale lombare trattati in oltre 6 anni di attività con Ozonoterapia, sia con tecnica paravertebrale che intradiscale nel periodo 1994-1999.

Tra i 1208 pazienti sottoposti ad Ozonoterapia intradiscale la sintomatologia è stata abolita in 987 (81.7%), vi è stato un buon miglioramento in 164 (13.5%), e una modesta remissione in 57 (4.7 %)

La regressione della difetto sensitivo (formicolio, disestesia tattile) è stata completa nel 79% (955 pazienti), parziale nel 17.3 % (211 pazienti), ed insignificante nel 3.4% (42 pazienti).

Il difetto motorio era presente in 580 casi (48 %), in 53 di questi (9.1%) si trattava di un difetto motorio grave, con marcata perdita di forza di dorsiflessione del piede. Tra questi 580 pazienti il difetto motorio è regredito completamente dopo Ozonoterapia in 376 (64.8%), parzialmente in 128 (22 %), non è regredito in 76 (13.1%). In particolare tra i 53 casi in cui il difetto motorio era grave si è assistito ad un recupero completo in 9 (16.9%), parziale in 16 (30.1%), irrilevante o non soddisfacente in 28 (52.8%). Vi sono stati 76 pazienti su 580 (13.1%) che non hanno recuperato il difetto motorio, sono quindi stati sottoposti a trattamento chirurgico.

Ozonoterapia intradiscale

Thursday, November 3, 2011 @ 10:11 AM
Author: admin

Gli autori dello studio hanno analizzato 104 pazienti di età compresa tra i 20 ed i 60 anni, portatori di ernia discale con sintomi dolorosi e assenza di risposta a terapie mediche o fisioterapiche.

I pazienti sono stati sottoposti ad Ozonoterapia con trattamento infiltrativo intradiscale con guida Radiologica. I pazienti sono quindi stati rivalutati a distanza di due, sei dodici e diciotto mesi. Dopo circa sei mesi 89 pazienti hanno ripetuto un esame di controllo TAC o RMN con valutazione dell’eventuale riduzione del volume dell’ernia.

A distanza di diciotto mesi i pazienti hanno dichiarato un grado di soddisfazione dell’80%, in nessun paziente si sono verificati effetti collaterali significativi.

Alla valutazione TAC o RMN il 37% dei pazienti ha mostrato una completa riduzione del volume dell’ernia, nel 41% dei pazienti si è avuta una riduzione del volume compresa tra il 40 e l’80% mentre il 22% non presentato significative riduzioni del volume. Non si sono osservate correlazioni tra il volume dell’ernia e il miglioramento clinico.

Cinque pazienti sono stati operati per mancata risposta a trattamento, quattro pazienti hanno ripetuto l’infiltrazione intraforaminale per solo parziale risposta al primo trattamento.

Gli autori concludono che il trattamento intradiscale deve essere incluso tra le tecniche da utilizzare prima di eseguire un intervento chirurgico per ernia discale.

Intradiscal Ozone Treatment of Non-Contained Disc Herniations 18 Months Follow-up. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 2:153-160, 2003

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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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Ozonoterapia in ernie discale L4-L5 recidive post intervento chirurgico

Wednesday, October 26, 2011 @ 08:10 PM
Author: admin

Gli Autori riportano il caso di una giovane donna operata per una ernia discale L4-L5 espulsa. Dopo l’intervento ha presentato un periodo di relativo benessere fino all’anno successivo, quando si è manifesto nuovamente dolore lombosciatalgico in seguito ad una recidiva erniaria nella stessa sede. Dopo trattamento infiltrativo intraforaminale con guida TAC presenta un immediato beneficio con completo risoluzione del quadro doloroso dopo 4 mesi. Dopo tre anni nuova recidiva erniaria nella medesima sede trattata con Ossigeno-Ozono intraforaminale. Dopo 4 mesi completa regressione della sintomatologia. Gli Autori concludono osservando che l’impiego dell’Ossigeno-Ozono è una valida alternativa terapeutica nel trattamento della patologia discale.

Duplice recidiva erniaria, in paziente già operata per ED L4-L5, entrambe trattate e risolte con la somministrazione di miscela di Ossigeno-Ozono (O2-O3) intraforaminale. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007
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Ozonoterapia per ernia discale espulsa L4-L5: pieno benessere dopo 7 anni

Tuesday, October 25, 2011 @ 09:10 PM
Author: admin

Le lombalgie e le lombosciatalgie sono patologie fortemente invalidanti, sempre più diffuse in ogni categoria sociale ed in età sempre più precoce.

Lo studio vuole dimostrare che l’Ozonoterapia è efficace anche nel trattamento delle ernie discali espulse, complicate da importante sintomatologia neurologica e che il risultato clinico immediato si mantiente anche a lungo termine.

Mal di schiena nell’anziano

Thursday, October 20, 2011 @ 10:10 PM
Author: admin

Gli Autori presentano la loro esperienza nel trattamento con Ozonoterapia nella patologia artrosico-degenerativa della colonna lombare nell’anziano. 169 pazienti con quadro TC e/o RM di degenerazione disco artrosica della colonna lombare. I pazienti inseriti nello studio erano affetti da lombosciatalgia cronica unilaterale o bilaterale.

Tutti i pazienti prima dell’arruolamento avevano effettuato un esame di TAC od una Risonanza Magnetica che documentava avanzati quadri di degenerazione artrosica zygo-apofisaria, discopatie lombari plurime, stenosi canalari segmentarie, pseudo-spondilolistesi e gravi quadri di scoliosi.

Sono stati esclusi i pazienti in cui il quadro elettromiografico deponeva per segni di sofferenza neurogena (neuropatia diabetica) e quelli in cui coesisteva arteriopatia obliterante agli arti inferiori con claudicatio intermittente.

I pazienti sono stati trattati con Ozonoterapia con tecnica intraforaminale TC guidata come primo approccio terapeutico a cui sono seguiti altri quattro trattamenti con infiltrazioni paravertebrali lombari con cadenza settimanale. Il periodo di trattamento è stato di un mese.

Il risultato clinico è stato valutato a tre mesi e un anno dal trattamento.

A distanza di 3 mesi il 57,3% dei pazienti hanno riferito un netto miglioramento del quadro clinico, con pressochè scomparsa del dolore lombalgico.

A distanza di 1 anno il 33,9% ha riferito un deciso miglioramento della qualità della vita dovuto alla scomparsa della sintomatologia dolorosa con ripresa di alcune attività precedentemente abbandonate. 10 pazienti hanno abbandonato l’utilizzo di supporti ortopedici per la deambulazione (stampelle e busti).

Nel 26,7%, dopo un periodo di deciso miglioramento si è avuta una parziale recrudescenza della sintomatologia dolorosa che, pur non giudicata equiparabile come intensità a quella pre-infiltrazione ha portato nella quasi totalità dei casi i soggetti a richiedere volontariamente un nuovo ciclo terapeutico.

Gli autori concludono che i buoni risultati ottenuti con il trattamento consentono di ritenere l’Ozonoterapia un ideale approccio terapeutico, scevro di effetti collaterali, per tali pazienti.

Ossigeno-Ozonoterapia nella patologia artrosico-degenerativa del rachide nell’anziano. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007

Epicondiliti ribelli e Ozonoterapia

Wednesday, October 19, 2011 @ 07:10 PM
Author: admin

Le epicondiliti spesso rappresentano una patologia difficilmente controllabile con gli usuali protocolli di terapie fisiche o con la terapia infiltrativa classica con anestetici locali e steroidi. Questo può essere imputabile al fatto che tale sofferenza dei tendini è espressione di una sofferenza spesso legata al sommarsi di microtraumi dell’inserzione tendinea sul periostio, una zona anatomicamente poco irrorata e quindi con processi di guarigione più lenti.

Nello studio il gruppo di ricercatori ha utilizzato l’Ozonoterapia mediante infiltrazioni locali nel trattamento di epicondiliti ribelli alle usuali terapie allo scopo di valutare l’efficacia antinfiammatoria dell’Ossigeno-Ozono. Sono stati valutati 20 pazienti di età compresa fra 25 e 40 anni tutti affetti da epicondilite nei quali gli usuali protocolli terapeutici fisici e infiltrativi si erano rivelati inefficaci.

Il primo gruppo (A) trattato con infiltrazione epicondiloidea con Ossigeno-Ozono associata ad infiltrazione lungo il decorso dei tendini estensori. Il secondo gruppo (B) è stato trattato con la stessa metodica ma preceduta dalla somministrazione di anestetico locale Marcaina 0,5% 3 ml. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a due sedute alla settimana fino ad un massimo di 10 sedute infiltrative.

In entrambi i gruppi sono stati ottenuti risultati positivi nel 70% dei casi con valori di NRS inferiori al 50% del valore iniziale già alla quarta seduta. Nel gruppo B le infiltrazioni sono state meglio tollerate in quanto decisamente abolito il dolore legato alla diffusione locale dell’Ozono grazie all’anestetico precedentemente somministrato. Quest’ultimo non ha però influenzato l’esito a fine trattamento e il follow up dopo 60 giorni.

Durante il trattamento non si sono manifestati effetti collaterali o indesiderati. A 60 giorni i risultati si sono mantenuti nel complesso stabili ad eccezione di 2 pazienti del gruppo B in cui si è verificata una modesta ripresa dolorosa imputabile ad un eccessivo sovraccarico da attività sportiva. Questa seppur limitata esperienza clinica ci conferma l’efficacia dell’ossigeno ozono terapia mediante infiltrazione in presenza di forme particolarmente dolorose di entesopatia.

Epicondiliti ribelli: utilizzo dell’Ossigeno-Ozonoterapia. International Journal of Ozone Therapy 6: 121-128, 2007

Dolore post intervento di ernia discale

Tuesday, October 18, 2011 @ 09:10 PM
Author: admin

L’analisi dei dati raccolti dal gruppo di studio multicentrico prende in considerazione un gruppo di 23 pazienti di entrambi i sessi e con età compresa tra i 40 e i 65 anni, affetti da lombosciatalgia persistente per la quale avevano subito uno o piu’ interventi chirurgici dai quali era comunque residuato un dolore di particolare intensità all’arto inferiore .

Il dolore cronico post intervento di ernia discale (FBSS, Failed Back Surgery Syndrome, sindrome da fallimento chirurgico spinale) trova una giustificazione etiologica in: a) compressione da ernia discale o protrusione discale; b) aderenze cicatriziali post intervento; c) persistente alterazione infiammatoria cronica su base autoimmune; d) persistente alterazione infiammatoria cronica su base degenerativa discale (che mantiene un edema flogistico in grado di irritare le radici nervose,oppure in grado di determinare fenomeni compressivi); e) compressione-ischemia a carico dei vasi del perinevrio, cioè del rivestimento del nervo, con persistente sofferenza della radice nervosa. In tale contesto un trattamento con Ossigeno-Ozono trova un ideale collocazione. Alle potenzialità antinfiammatorie l’Ozono associa quella disidratante, utile nei casi di recidiva erniaria, e rivascolarizzante, utile quando l’ischemia nervosa è alla base della patologia dolorosa.

I pazienti studiati avevano subito un intervento in ambito neurochirurgico in un periodo antecedente compreso tra sei mesi e dieci anni. La patologia erniaria era compresa nei territori L4-L5, L5-S1, e tutti i pazienti avevano svolto nell’arco di tutto questo tempo numerosi trattamenti antalgici: FKT, FANS, cortisone, peridurali antalgiche, TENS, con beneficio scarso o transitorio.

I pazienti sono stati seguiti per un periodo di dodoci mesi. Il trattamento è consistito in un ciclo di 10 infiltrazioni paravertebrali eseguite con cadenza bisettimanale, ad ogni seduta venivano praticate sei iniezioni da 5 ml di una miscela di Ossigeno-Ozono con concentrazione di 20 microg/ml somministrate a livello paravertebrale, in corrispondenza della recidiva erniaria o della radicolopatia e negli spazi intervertebrali immediatamente adiacenti. In seguito le somministrazioni sono state effettuate ad intervalli di circa un mese per sei-otto mesi.

15 pazienti (65%) hanno risposto positivamente; 3 pazienti(13%) hanno ottenuto beneficio parziale, 2 pazienti(8.7%) non hanno presentato alcun risultato positivo, tre pazienti non hanno completato il trattamento.

Gli autori terminano lo studio rilevando il “sorprendente entusiasmo” che i pazienti hanno manifestato nel corso della terapia per aver trovato una soluzione soddisfacente in un trattamento infiltrativo semplice e non invasivo.

Ruolo dell’Ozonoterapia nel dolore cronico lombosciatalgico post-erniectomia discale. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007

Spalla dolorosa

Saturday, October 15, 2011 @ 06:10 PM
Author: admin

Gli autori dell’articolo scientifico hanno voluto studiare l’utilizzo dell’Ozonoterapia nelle spalle dolorose ribelli contraddistinte dalla presenza di una lesione della cuffia dei rotatori in particolare a carico del sovraspinato. I pazienti reclutati sono stati 30 suddivisi in due gruppi:

A)15 pazienti sottoposti a terapia infiltrativa con ossigeno-ozono

B) 15 pazienti, gruppo di controllo, sottoposto a mesoterapia.

Sono stati studiati pazienti di età compresa fra i 25 e i 45 anni, 8 femmine e 22 maschi, tutti portatori di spalla dolorosa da almeno tre mesi. Per l’ammissione allo studio i pazienti dovevano avere una storia di pregresso trauma della spalla o attività lavorativa o sportiva che comportasse movimenti ripetitivi di una certa intensità e frequenza, RMN o ecografia positiva per patologia del sovraspinato quale tendinosi-lacerazione, possibile associazione di alterazioni del sottospinato, assenza di calcificazioni, il paziente doveva aver già eseguito protocolli fisiatrici o trattamenti ortopedici senza risultati positivi.

Nel gruppo A trattato con ossigeno-ozono hanno risposto positivamente 11 pazienti su 15 pari al 67%. Nel gruppo B solo 7 pazienti su 15 pari al 46% hanno tratto giovamento dalla mesoterapia. il miglioramento della sintomatologia dolorosa si è accompagnato ad un recupero progressivo della funzione articolare, già importante dopo 15 giorni. Questo potrebbe essere interpretato come frutto di un aumento dell’angiogenesi e dell’ossigenazione locale con conseguente stimolazione di processi riparativi tissutali, tipici dell’ozonoterapia.

L’Ossigeno-Ozonoterapia nella spalla dolorosa. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 37-40, 2002

2-Ernia discale cervicale prima e dopo Ozonoterapia

Saturday, October 15, 2011 @ 06:10 AM
Author: admin

Caso Clinico: paziente di 32 anni con un’importante cervicobrachialgia destra insorta acutamente dopo un incidente stradale. La sintomatologia è sostenuta da un’ernia del disco C5-C6 pre e intraforaminale destra dimostrata da Risonanza Magnetica.

Il paziente viene sottoposto a trattamento con ossigeno-ozono effettuando un ciclo di 10 sedute, 6 bisettimanali (due alla settimana) e 4 a cadenza settimanale, con infiltrazioni paravertebrali con ago da mesoterapia.

Le prime quattro sedute non hanno portato sostanziali modificazioni alla sintomatologia del paziente, a partire dalla terza settimana di trattamento la rigidità muscolare si è attenuata e il dolore è diventato più sopportabile, consentendo al paziente di riprendere a riposare durante la notte.

Le infiltrazioni settimanali hanno gradualmente portato alla scomparsa della sintomatologia dolorosa e delle parestesie inizialmente presenti al quarto e quinto dito della mano destra; il paziente ha così potuto riprendere a lavorare dopo sette settimane dal trauma.

Trascorsi circa due mesi dall’ultima seduta il paziente si è presentato confermando il buon risultato raggiunto. La successiva RM cervicale di controllo ha dimostrato la completa scomparsa dell’ernia con risoluzione del conflitto disco-radicolare.

L’Ozonoterapia nel trattamento dell’ernia discale cervicale. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 203-206, 2002

1-Ernia discale cervicale

Friday, October 14, 2011 @ 05:10 AM
Author: admin

Il tratto cervicale della colonna è il secondo per frequenza ad essere colpito dalle ernie discali e da protrusioni discali a causa della sua grande mobilità e della vulnerabilità in caso di traumi anche non eccessivamente gravi.

Nel rachide cervicale, a differenza di quello lombare, sono poco frequenti le protrusioni discali singole e di tipo “molle”; più frequentemente si tratta di protrusioni “dure” spesso multiple e caratterizzate da cospicua componente artrosica.

L’ernia cervicale acuta può intervenire a ogni età ed è spesso da correlarsi a sollecitazioni improvvise e non bene calibrate impresse al collo dallo stesso paziente; spesso l’ernia cervicale acuta dipende dal tipico contraccolpo conseguente al “colpo di frusta” da tamponamento automobilistico.

L’ernia cervicale acuta può essere mediana con associati segni di livello assai sfumati di cervicalgia (rigidità del collo, dolori irradiati, parestesie alle braccia). Quando l’ernia è laterale la sintomatologia è dominata dalla brachialgia.

Il trattamento dell’ernia discale cervicale è per la maggior parte dei casi conservativo e solo una piccola parte viene riservata alla chirurgia. L’intervento chirurgico porta inevitabilmente ad una riduzione della mobilità del rachide cervicale e ad un più alto rischio di degenerazione dei dischi intersomatici adiacenti eccessivamente sollecitati.

L’Ozonoterapia nel trattamento dell’ernia discale cervicale. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 203-206, 2002

Ernia discale e intervento chirurgico

Wednesday, October 12, 2011 @ 01:10 PM
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Dalla rivista Spine uno studio scientifico a cura di un gruppo di ricercatori giapponesi relativo ai risultati a distanza dopo intervento chirurgico di discectomia per ernia del disco. Dopo 10 anni il 74.6% dei pazienti aveva un dolore residuo moderato, mentre il 12.7% riferiva un dolore severo. In quest’ultimo gruppo era articolarmente alto il numero di coloro che, al momento dell’intervento chirurgico, avevano meno di 35 anni.

Lo studio analizza poi l’altezza residua del disco dopo intervento chirurgico valutata con radiografia prima e dopo l’intervento. I pazienti con ridotta altezza del disco sono quelli con la maggior incidenza di dolore, quelli con altezza del disco conservata sono invece soggetti ad una maggior incidenza di recidive erniarie.

Il 14% dei pazienti riferisce un pieno benessere.

Long term outcomes of standard discectomy for lumbar disk herniation: a follow-up of more than 10 years. Spine 26: 652-657, 2001

Ozonoterapia ed ernia discale lombare

Sunday, October 9, 2011 @ 07:10 PM
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Una prestigiosa rivista come l’American Journal of Neuroradiology pubblica uno studio scientifico effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Bellaria di Bologna e del Ospedale Policlinico di Bari.

Sono stati valutati 600 pazienti con sciatalgia o lombosciatalgia da ernia del disco o protrusione del disco. Ai primi 300 pazienti sono stati somministrati 4 ml di Ossigeno-Ozono con infiltrazione intradiscale ed 8 ml in sede intraforaminale. Altri 300 pazienti sono stati trattati con analoga infiltrazione intradiscale di Ossigeno-Ozono cui è stata fatta seguire una somministrazione intraforaminale con cortisone e anestetico locale. Tutti i trattamenti sono stati effettuati attraverso una guida TAC o con amplificatore di brillanza.

A distanza di sei mesi  il 70.3 % dei pazienti del primo gruppo (ozono + ozono) ha avuto un risultato eccellente o buono, mentre nel secondo gruppo (ozono + cortisone) i risultati positivi hanno raggiunto il 78.3%.

L’Ozonoterapia presenta l’indubbio vantaggio di poter essere associata a molte altre terapie e trattamenti, il trattamento intradiscale ha la sua più tipica indicazione nelle ernie o protrusioni discali con anulus integro. L’effetto decompressivo che ottiene la somministrazione di Ossigeno-ozono permette a 2/3 dei pazienti la completa risoluzione del problema discale e del dolore associato, evitando così trattamenti invasivi.

Minimally Invasive Oxygen-Ozone Therapy for Lumbar Disk Herniation AJNR Am J Neuroradiol 24:996–1000, May 2003



Ernia discale: riduzione delle dimensioni dopo Ossigeno-Ozonoterapia

Sunday, October 2, 2011 @ 08:10 PM
Author: admin

 

La regressione spontanea dell’ernia del disco secondaria ad un processo di disidratazione è un argomento molto dibattuto in medicina. Ci si chiede spesso se sia davvero necessario intervenire chirurgicamente per asportare il nucleo polposo fuoriuscito quando la “storia naturale” dell’ ernia discale è, per molti autori, la spontanea scomparsa. Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato l’utilità dell’ozonoterapia nel trattamento delle ernie discali. Agli esempi portati da alcuni autori di ernie discali ridotte di dimensioni dopo l’utilizzo di tale metodica altri studiosi hanno portato lavori altrettanto ben argomentati volti a documentare come la naturale evoluzione dell’ernia discale preveda la scomparsa dell’ernia stessa in tempi compresi tra i 6 mesi e 1 anno.

In questo studio viene presentata una valutazione retrospettiva dei risultati ottenuti in pazienti con storia di ernie discali di dimensioni invariate da oltre 2 anni documentate da indagini neuroradiologiche precedentemente effettuate dal paziente. I 46 pazienti trattati presentavano tutti una storia clinica di lombalgia complicata in molti casi da sciatalgia. Nessuna terapia farmacologia aveva consentito di ottenere significativi benefici e la documentazione neuroradiologica era frutto di prescrizioni di diversi specialisti consultati nei due o più anni precedenti la decisione di intraprendere il trattamento di ossigeno ozono-terapia.

Lo studio documenta come nei casi di ernie discali “immodificate nel tempo” l’ozono terapia sia riuscita a risolvere il problema, disgregando o riducendo significativamente le dimensioni del materiale discale prolassato all’interno del canale vertebrale.

Ernie discali immodificate nel tempo: riduzione delle dimensioni dopo Ossigeno-Ozonoterapia. International Journal of Ozone Therapy 6: 104, 2007

Mal di schiena e Ozonoterapia

Saturday, September 24, 2011 @ 09:09 AM
Author: admin

In questo studio sono stati valutati 224 pazienti, 118 maschi e 106 femmine,di età compresa tra 27 e 79 anni (età media 55,9 anni) affetti da lombalgia e lombosciatalgia, la cui causa era ascrivibile ad ernie del disco, protrusioni, artrosi e discopatie, escludendo quelli con stenosi del canale vertebrale lombare ed accentuata sofferenza radicolare periferica.

In tutti i pazienti trattati la sintomatologia dolorosa perdurava da almeno 6 mesi, con scarsa o nulla risposta ai normali mezzi terapeutici incruenti (fkt, terapia farmacologica con fans, cortisonici, uso di busto ortopedico e riposo).

Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad uno o due cicli (ciascun ciclo di sei sedute) di infiltrazioni paravertebrali con miscela di Ossigeno-Ozono per un numero totale medio di sedute pari ad 8 con cadenza bisettimanale; durante tale trattamento i pazienti non sono stati sottoposti ad altra terapia.

Alla fine del ciclo  e dopo 3, 6 e 12 mesi si è valutata la riduzione del dolore. In media il dolore si è ridotto del 65 % al termine del trattamento, i risultati si sono mantenuti stabili anche nelle rivalutazioni a 3, 6 e 12 mesi.

L’Ozonoterapia paravertebrale permette di trattare in modo efficace tutte le patologie della colonna vertebrale: ernie, protrusioni, artrosi e discopatie degenerative.

Il trattamento con O2-O3 paravertebrale nelle lombalgie meccaniche Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 2:139-146,2003

Lo studio si pone come obiettivo di verificare l’efficacia del trattamento dei conflitti disco articolari e delle ernie del disco, con Ozonoterapia, in associazione trattamenti laser, Tens, rieducazione posturale globale od osteopatia

Sono stati trattati 40 pazienti di età compresa tra 35 e 60 anni, 25 maschi e 15 femmine, con sofferenze lombosacrali, di cui 4 a livello L3-L4, 19 a livello L4-L5, 17 a livello L5-S1.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi A e B, il primo è stato trattato solo con Ozonoterapia per via paravertebrale, il secondo con Ozonoterapia e altre terapie integrate quali la rieducazione posturale globale, osteopatia, la laser terapia, la Tens.

Per quanto riguarda il gruppo A: Il 65,6% ha ottenuto una remissione sintomatologica completa con regressione del dolore e miglioramento della motilità, il 29,3% regressione parziale della sintomatologia con diminuzione del dolore, marcata riduzione dell’uso di analgesici e discreto miglioramento della motilità, il 5,1% nessun miglioramento.

Per contro il gruppo B ha ottenuto: il 75,9% remissione sintomatologica completa, il 19,1% remissione parziale, il 5% nessun miglioramento.

L’Ozonoterapia rappresenta un approccio terapeutico più sicuro e più convincente rispetto alle terapie tradizionali ed i dati della letteratura riportati con la sola terapia di infiltrazione paravertebrale riportano una percentuale di successi pari al 65-70%.

L’uso di terapie integrate permette di ottenere un sensibile aumento della percentuale di remissione della sintomatologia, toccando percentuali di miglioramento sovrapponibili a quelle ottenute con tecniche invasive di Ozonoterapia.

Infiltrazione percutanea paravertebrale di O2-O3 Trattamenti integrati nella terapia delle ernie e dei conflitti discoarticolari a sede lombare Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 2: 39-44, 2003

Ernia discale e Ozonoterapia intraforaminale con guida RX

Wednesday, September 21, 2011 @ 07:09 AM
Author: admin

85 pazienti affetti da lombalgia, lombosciatalgia o lombocruralgia, di cui 45 uomini e 40 donne, sono stati sottoposti a somministrazione di una miscela di Ossigeno-Ozono intraforaminale RX guidata. Nella maggior parte dei casi (80 pazienti) la causa del dolore era riconducibile ad una ernia discale, con conseguente conflitto disco-radicolare. Nel rimanente numero di casi (5 pazienti) il trattamento è stato effettuato su pazienti con stenosi del canale vertebrale associata a ernie/protrusioni discali. I livelli trattati sono stati in ordine decrescente L4-L5 (48 pazienti), L5-S1 (23 pazienti), L3-L4 (14 pazienti).

È stata effettuata una rigorosa selezione dei pazienti da trattare. In particolare si è provveduto a stabilire:

– coerenza clinico-radiologica tra livello erniario e sintomatologia radicolare;

– assenza di deficit neurologici focali;

60 pazienti (75%) hanno riportato un miglioramento o la scomparsa della sintomatologia dolorosa (di cui il 65% dopo singolo trattamento); 20 pazienti (25 %) hanno riferito un miglioramento scarso o assente.

Infiltrazione intraforaminale di O2-O3 TC guidata. La nostra esperienza nei conflitti disco-radicolari Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 3: 37-44, 2004

 

 

 

Mal di schiena: per quanto tempo si deve rimanere a riposo?

Friday, September 16, 2011 @ 07:09 AM
Author: admin

Il prolungato riposo a letto o in poltrona veniva un tempo considerato la terapia d’elezione per il mal di schiena, associato o meno ad ernia discale,  protrusione o artrosi della colonna vertebrale.
Questo approccio si basava sulla considerazione che alcune persone godono di un sollievo almeno temporaneo in posizione distesa, ma anche sul dato fisiologico per cui la pressione a carico dei dischi intervertebrali è minore quando si assume la posizione supina. Purtroppo ancora oggi viene consigliato alle persone affette da mal di schiena di trascorrere una settimana di rigoroso riposo a letto. Alcuni recenti studi e revisioni sistematiche pubblicati sul Piano Nazionale delle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità confermano che i pazienti con mal di schiena acuto che continuano ad esercitare le loro abituali attività recuperano meglio e più rapidamente di coloro che riposano a letto e scelgono la completa inattività. Le persone che si mantengono in attività, nonostante il dolore acuto, soffrono in seguito molto meno di dolori cronici e ricorrenti.

Protettori gastrici e frattura dell’anca

Saturday, September 10, 2011 @ 09:09 PM
Author: admin

L’uso prolungato di inibitori di pompa protonica aumenta il rischio di frattura dell’anca, è quanto è emerso da uno studio pubblicato nel 2006 su JAMA.

Gli inibitori di pompa protonica (ad es. rabeprazolo, omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo e pantoprazolo) sono una classe di farmaci utilizzata nel trattamento di ulcere o gastriti, o nel reflusso gastro esofageo. Lo studio sembra dimostrare che l’uso di inibitori di pompa protonica per più di un anno in una persone con più di 50 anni è associato ad un rischio aumentato del 44% di fratture dell’anca. La durata del periodo di assunzione e il dosaggio sono correlati al rischio di frattura.

Sebbene in minor misura anche la classe di farmaci cosidetti anti-H2 (ad es. cimetidina, ranitidina, famotidina, nizatidina, roxatadina) aumenta il rischio di fratture dell’anca.

Gli inibitori di pompa protonica sono spesso utilizzati da pazienti con artrosi o ernie discali, frequentemente come automedicazione. Il trattamento con ozonoterapia o acido ialuronico non presenta effetti collaterali che richiedano assunzione di farmaci protettori della mucosa dello stomaco.

JAMA.2006;296(24):2947-2953

Il mal di schiena e la lombosciatalgia: cosa fare?

Saturday, September 10, 2011 @ 07:09 AM
Author: admin

Il trattamento del mal di schiena/sciatalgia deve in prima battuta:

1) Provvedere ad una adeguata informazione , rassicurando il paziente che il mal di schiena non è, normalmente, una patologia pericolosa, e che la maggior parte dei pazienti guarisce rapidamente

2) Curare in modo adeguato i sintomi, se necessario.

3) Raccomandare al paziente di rimanere attivo il più possibile e ritornare alle proprie attività rapidamente, inclusa l’attività lavorativa. Un atteggiamento attivo è il miglior trattamento per il mal dischiena in fase acuta mentre modalità di trattamento passive (come il riposo a letto, i massaggi, gli ultrasuoni, elettrostimolazione, laser e trazioni) andrebbero evitate, specie se utilizzate come unica terapia, e non utilizzate in modo rutinario perchè questi trattamenti possono aumentare il rischio di cronicizzazione della malattia.

EUROPEAN GUIDELINES FOR THE MANAGEMENT OF ACUTE NONSPECIFIC LOW BACK PAIN IN PRIMARY CARE

Circonferenza addominale e rischio mortalità

Friday, September 9, 2011 @ 08:09 PM
Author: admin

E’ ormai noto che valori elevati di circonferenza addominale sono associati all’aumento del rischio di alterazioni metaboliche (es. infiammazione, insulinoresistenza, dislipidemie) e di sviluppare coronaropatie. Infatti la circonferenza addominale è strettamente correlata al tessuto adiposo viscerale che rappresenta un fattore di rischio più rilevante rispetto al tessuto adiposo sottocutaneo.
In questo studio prospettico la mortalità per tutte le cause è stata registrata per un periodo di 19 anni in una popolazione composta da 48500 uomini e 56343 donne, con più di 50 anni, appartenenti al Cancer Prevention Study II Nutrition Cohort, dei quali sono stati registrati i valori sia di indice di massa corporea che di circonferenza addominale.
Dall’analisi dei risultati è emerso che il rischio di mortalità era più che raddoppiato tra i soggetti con valori molto elevati di circonferenza addominale (≥120 cm per gli uomini e ≥110 per le donne) rispetto ai soggetti con valori normali (< 90 per il sesso maschile, < 75 per quello femminile). La correlazione tra la circonferenza addominale e la mortalità è risultata confermata sia nei soggetti normopeso sia in quelli sovrappeso o obesi, indipendentemente quindi dall’indice di massa corporea, con un aumento del rischio di mortalità di circa il 18% negli uomini, del 25% nelle donne con circonferenza addominale eccedente di 10 cm la normalità.
Queste osservazioni dimostrano la rilevanza della misurazione della circonferenza addominale nella valutazione del rischio di mortalità, indipendentemente dal’indice di massa corporea e quindi dalla definizione di normopeso, sovrappeso o obesità. La prevenzione dell’insorgenza di obesità addominale può rappresentare una strategia efficace per la riduzione del rischio di morte prematura anche in soggetti normopeso.

La correlazione di obesità con artrosi e ernia discale è nota da anni.

Arch Intern Med. 2010 Aug 9;170(15):1293-301.

Ernie discali espulse e sindrome della cauda risolti con Ozonoterapia

Thursday, September 8, 2011 @ 09:09 PM
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Pz di 35 anni giunge all’osservazione medica riferendo lombosciatalgia bilaterale con perdita di forza agli arti inferiori complicata da disturbi minzionali da circa 15 giorni; clinicamente viene valutato deficit nel territorio di distribuzione di L5 con paresi del tibiale anteriore, dell’estensore lungo dell’alluce e dell’estensore comune delle dita prevalentemente a sinistra, e di S1 con ipostenia del tricipite surale bilateralmente, accompagnata da sindrome della cauda equina con perdita del controllo della minzione associata ad ipoestesia a sella.

Il paziente si presenta con una Risonanza Magnetica nella quale si segnala una grossa ernia espulsa L4-L5 con voluminoso frammento migrato verso il basso e una seconda ernia espulsa ad L5- S1.

In prima istanza, valutando la gravità della sintomatologia soggettiva viene consigliato al paziente di sottoporsi ad intervento chirurgico con sollecitudine. Il paziente, tuttavia, rifiuta l’intervento chirurgico proposto e si candida per il trattamento con Ozonoterapia; dopo essere stato ampiamente edotto della gravità della patologia e dei rischi in cui incorreva nel non sottoporsi all’intervento chirurgico, liberamente opta per effettuare un tentativo con Ozonoterapia (firmando preventivamente il consenso informato per tale decisione). Si procede, pertanto, effettuando ciclo di Ozonoterapia Paravertebrale utilizzando ago da 23G infiltrando ad una concentrazione di 20 mg/ml somministrando 6 cc di miscela gassosa per ogni infiltrazione. Vengono trattati contemporaneamente sia il livello L4-L5 che L5-S1 iniettando bilateralmente.

Eseguita la prima seduta il paziente viene rivalutato clinicamente dopo sei ore e riferisce un netto miglioramento della sintomatologia algica lombare con iniziale aumento della forza degli estensori dei piedi e una scomparsa della sindrome della cauda (la minzione ritorna normale). Alla luce di questo iniziale dato estremamente incoraggiante si decide di proseguire nel trattamento, procrastinando l’intervento chirurgico. Dopo ulteriori due sedute (quindi dopo 10 giorni dall’inizio del trattamento) la sintomatologia soggettiva e motoria appare completamente regredita.

Sette mesi dopo la RMN documenta completa riduzione del volume delle ernie.

Ernia discale espulsa L4-L5 con frammento migrato ed ernia discale espulsa L5- S1 con sindrome della cauda e paraparesi. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 99-104, 2002

 

Ernia discale: Ozonoterapia intraforaminale con guida RX

Wednesday, September 7, 2011 @ 06:09 AM
Author: admin

L’intuizione dell’approccio intraforaminale è scaturita dall’osservazione che la miscela gassosa d’ossigeno-ozono iniettata per via intramuscolare è assorbita nel canale vertebrale passando per i forami radicolari; tale transito rappresenta il percorso “ideale”, il più vantaggioso, efficace e privo di rischi per il paziente.

In oltre cinque anni d’esperienza con Ossigeno-Ozonoterapia percutanea foraminale sono stati trattati 1082 pazienti (350 pazienti con ernie del disco o protrusioni discali multiple); si è riscontrata un’efficacia terapeutica superiore all’80% con un basso rischio di complicazioni: una sola complicanza transitoria (ematoma sottocutaneo nella sede di puntura).

Il trattamento foraminale con guida fluoroscopica ha determinato la risoluzione del dolore da ernia discale nell’86% dei pazienti.

Intraforaminal Injection under Fluoroscopic Guidance. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 63-67, 2002

 

Ernia discale: studio randomizzato doppio cieco multicentrico

Tuesday, September 6, 2011 @ 06:09 AM
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2009 Spine: una delle più autorevoli riviste scientifiche mondiali pubblica uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, sul trattamento dell’ernia discale con tecnica paravertebrale.

Sessanta pazienti con lombosciatalgia da ernia discale assegnati a trattamento con miscela di ossigeno-ozono con tecnica paravertebrale, oppure a trattamento placebo. Il trattamento con ozonoterapia ha guarito il 61% dei pazienti contro il 33% dei pazienti sottoposti a trattamento placebo. Nessun paziente ha riportato effetti collaterali, mentre è risultato significativamente più basso il consumo di farmaci antidolorifici nei pazienti sottoposti a trattamento con ozono.

Intramuscular Oxygen-Ozone Therapy in the Treatment of Acute Back Pain With Lumbar Disc Herniation: A Multicenter, Randomized, Double-Blind, Clinical Trial of Active and Simulated Lumbar Paravertebral Injection.  Spine 2009 – Volume 34 – Issue 13 – pp 1337-1344