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Il tratto cervicale della colonna è il secondo per frequenza ad essere colpito dalle ernie discali e da protrusioni discali a causa della sua grande mobilità e della vulnerabilità in caso di traumi anche non eccessivamente gravi.

Nel rachide cervicale, a differenza di quello lombare, sono poco frequenti le protrusioni discali singole e di tipo “molle”; più frequentemente si tratta di protrusioni “dure” spesso multiple e caratterizzate da cospicua componente artrosica.

L’ernia cervicale acuta può intervenire a ogni età ed è spesso da correlarsi a sollecitazioni improvvise e non bene calibrate impresse al collo dallo stesso paziente; spesso l’ernia cervicale acuta dipende dal tipico contraccolpo conseguente al “colpo di frusta” da tamponamento automobilistico.

L’ernia cervicale acuta può essere mediana con associati segni di livello assai sfumati di cervicalgia (rigidità del collo, dolori irradiati, parestesie alle braccia). Quando l’ernia è laterale la sintomatologia è dominata dalla brachialgia.

Il trattamento dell’ernia discale cervicale è per la maggior parte dei casi conservativo e solo una piccola parte viene riservata alla chirurgia. L’intervento chirurgico porta inevitabilmente ad una riduzione della mobilità del rachide cervicale e ad un più alto rischio di degenerazione dei dischi intersomatici adiacenti eccessivamente sollecitati.

L’Ozonoterapia nel trattamento dell’ernia discale cervicale. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 203-206, 2002



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L’analisi dei dati raccolti dal gruppo di studio multicentrico prende in considerazione un gruppo di 23 pazienti di entrambi i sessi e con età compresa tra i 40 e i 65 anni, affetti da lombosciatalgia persistente per la quale avevano subito uno o più interventi chirurgici dai quali era comunque residuato un dolore di particolare intensità all’arto inferiore .

Il dolore cronico post intervento di ernia discale (FBSS, Failed Back Surgery Syndrome, sindrome da fallimento chirurgico spinale) trova una giustificazione etiologica in: a) compressione da ernia discale o protrusione discale; b) aderenze cicatriziali post intervento; c) persistente alterazione infiammatoria cronica su base autoimmune; d) persistente alterazione infiammatoria cronica su base degenerativa discale (che mantiene un edema flogistico in grado di irritare le radici nervose,oppure in grado di determinare fenomeni compressivi); e) compressione-ischemia a carico dei vasi del perinevrio, cioè del rivestimento del nervo, con persistente sofferenza della radice nervosa. In tale contesto un trattamento con Ossigeno-Ozono trova un ideale collocazione. Alle potenzialità antinfiammatorie l’Ozono associa quella disidratante, utile nei casi di recidiva erniaria, e rivascolarizzante, utile quando l’ischemia nervosa è alla base della patologia dolorosa.

I pazienti studiati avevano subito un intervento in ambito neurochirurgico in un periodo antecedente compreso tra sei mesi e dieci anni. La patologia erniaria era compresa nei territori L4-L5, L5-S1, e tutti i pazienti avevano svolto nell’arco di tutto questo tempo numerosi trattamenti antalgici: FKT, FANS, cortisone, peridurali antalgiche, TENS, con beneficio scarso o transitorio.

I pazienti sono stati seguiti per un periodo di dodoci mesi. Il trattamento è consistito in un ciclo di 10 infiltrazioni paravertebrali eseguite con cadenza bisettimanale, ad ogni seduta venivano praticate sei iniezioni da 5 ml di una miscela di Ossigeno-Ozono con concentrazione di 20 microg/ml somministrate a livello paravertebrale, in corrispondenza della recidiva erniaria o della radicolopatia e negli spazi intervertebrali immediatamente adiacenti. In seguito le somministrazioni sono state effettuate ad intervalli di circa un mese per sei-otto mesi.

Ozonoterapia post intervento: i risultati

15 pazienti (65%) hanno risposto positivamente; 3 pazienti(13%) hanno ottenuto beneficio parziale, 2 pazienti(8.7%) non hanno presentato alcun risultato positivo, tre pazienti non hanno completato il trattamento.

Gli autori terminano lo studio rilevando il “sorprendente entusiasmo” che i pazienti hanno manifestato nel corso della terapia per aver trovato una soluzione soddisfacente in un trattamento infiltrativo semplice e non invasivo.

Ruolo dell’Ozonoterapia nel dolore cronico lombosciatalgico post-erniectomia discale. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007




Un recentissimo studio retrospettivo pubblicato negli Stati Uniti ha cercato di identificare quali siano i fattori di rischio più importanti che determinano complicanze gravi negli interventi chirurgici della colonna vertebrale, specie nella chirurgia dell’ernia discale.

Sono stati valutati 3475 pazienti sottoposti a chirurgia della colonna vertebrale nel periodo 2005-2008. I pazienti avevano un’età compresa tra 16 e 90 anni, nel 54% maschi. I ricercatori hanno valutato l’incidenza di complicanze nei primi 30 giorni successivi all’intervento chirurgico.

Dieci pazienti sono morti (0.3%) dopo l’intervento chirurgico, mentre le complicanze totali sono state 407 in 263 pazienti (7.6%). Le complicanze maggiori sono state rappresentate da trombosi venosa profonda, infezioni sistemiche con necessità di ricovero in reparto di Terapia Intensiva, infezioni di ferita profonde, necessità di reintervento nelle ore o nei giorni immediatamente successivi. Complicanze minori sono state invece rappresentate da infezioni dell vie urinarie, polmoniti e in fezioni superficiali di ferita.

I fattori di rischio che hanno predisposto alla morte sono stati identificati nell’età avanzata e nella presenza di infezioni di ferita. Mentre i fattori di rischio che hanno favorito il manifestarsi di una o più complicazioni sono state identificate nell’età avanzata, nella presenza di patologie cardiache, pregresse infezioni di ferita, patologie neurologiche, diabete, uso di cortisone, concomitanza di due o più patologie croniche in anamnesi, lunga durata dell’intervento chirurgico.

I ricercatori concludono sottolineando l’importanza di un’adeguata selezione del paziente sia da un punto di vista dell’indicazione chirurgica che delle condizioni generali del paziente.

Commento dell’autore del sito:

L’Ozonoterapia, a fronte di risultati positivi simili all’intervento chirurgico, non comporta complicanze minori e maggiori significative. Rappresenta pertanto un’alternativa sicura ed efficace sia per pazienti giovani che per pazienti portatori di patologie croniche che possano predisporre a complicanze.

Risk Factors for Immediate Postoperative Complications and Mortality Following Spine Surgery: A Study of 3475 Patients from the National Surgical Quality Improvement Program. The Journal of Bone & Joint Surgery. 2011; 93:1577-1582

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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Brescia a pochi chilometri da Milano Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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