L’ozonoterapia sistemica è utilizzata per il trattamento di COVID-19. Gli ottimi risultati raggiunti nei primi 36 pazienti trattati presso l’ospedale di Udine a cura del dott. Amato De Monte hanno aperto la strada a studi di sperimentazione in molte sedi in Italia. L’intervento deve essere effettuato nelle fasi iniziali di malattia, stadio I/II/III, quando il danno endoteliale e la cascata infiammatoria sistemica non sia ancora pienamente sviluppato, analogamente agli altri trattamenti farmacologici proposti, dall’idroclorochina alle eparine a basso peso molecolare.




L’uso sistemico di miscele di O2O3 prevede due tecniche principali: la grande autoemoterapia o autoemoinfusione (AHT) e le insufflazioni rettali. Il loro uso senza necessità terapeutica in corso o in preparazione di competizioni sportive costituisce doping ed è pertanto vietato. Le terapie sistemiche possono essere utilizzate in molte patologie che vanno dalla vasculopatia periferica alla fibromialgia, dalle infezioni croniche alle allergie. L’insufflazione rettale condivide eguali indicazioni rispetto alla AHT, se ne differenzia per la relativa maggior facilità di esecuzione a cui si associa però una minore efficacia a causa delle numerose variabili che influenzano l’assorbimento del gas attraverso la mucosa intestinale.




Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico (nota anche come autoemoterapia o Grande autoemoterapia)prevede il prelievo di circa 200 ml di sangue, all’interno di una sacca monouso in cui sia stato precedentemente inserito un anticoagulante, la successiva immissione di un adeguato quantitativo di ossigeno-ozono e, dopo circa 3 minuti, la reinfusione del sangue. Trova indicazione in numerose patologie, dalla vasculopatie alle patologie autoimmunitarie e, più recentemente, nel trattamento di infezione da corona virus per pazienti che abbiano sviluppato COVID-19 e siano in stadio I, II o III. Sono i corso le sperimentazioni per la validazione della tecnica.

Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico (nota anche come autoemoterapia o Grande autoemoterapia)prevede il prelievo di circa 200 ml di sangue, all’interno di una sacca monouso in cui sia stato precedentemente inserito un anticoagulante, la successiva immissione di un adeguato quantitativo di ossigeno-ozono e, dopo circa 3 minuti, la reinfusione del sangue. Trova indicazione in numerose patologie, dalla vasculopatie alle patologie autoimmunitarie e, più recentemente, nel trattamento di infezione da corona virus per pazienti che abbiano sviluppato COVID-19 e siano in stadio I, II o III. Sono i corso le sperimentazioni per la validazione della tecnica.




La pandemia in corso ha rivoluzionato il nostro modo di vedere la vita. Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Pazienti in stadio I, II e III si sono beneficiati di autoemoterapia ozonizzata. In corso la sperimentazione nell’ospedale di Udine. Su 36 pazienti sottoposti a trattamento ben 35 sono stati dimessi senza necessità di ulteriori trattamenti.

La pandemia in corso ha rivoluzionato il nostro modo di vedere la vita. Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Pazienti in stadio I, II e III si sono beneficiati di autoemoterapia ozonizzata. In corso la sperimentazione nell’ospedale di Udine. Su 36 pazienti sottoposti a trattamento ben 35 sono stati dimessi senza necessità di ulteriori trattamenti.



Fissa un appuntamento o richiedi un conulto

OZONOTERAPIA VARESE


CONTATTI

Tel.: 0332 1720020
Whats App: 375 5274217
Email: terapiaozono.it@gmail.com

ORARIO

Da lunedì a venerdì
dalle 9.30 alle 18.30
Sabato dalle 9.30 alle 11.30

DOVE SIAMO

Casa di Cura Fondazione Borghi
Via Petrarca, 33
21020 Brebbia (VA)


×