Gli Autori riportano il caso di una giovane donna operata per una ernia discale L4-L5 espulsa. Dopo l’intervento ha presentato un periodo di relativo benessere fino all’anno successivo, quando si è manifesto nuovamente dolore lombosciatalgico in seguito ad una recidiva erniaria nella stessa sede. Dopo trattamento infiltrativo intraforaminale con guida TAC presenta un immediato beneficio con completo risoluzione del quadro doloroso dopo 4 mesi. Dopo tre anni nuova recidiva erniaria nella medesima sede trattata con Ossigeno-Ozono intraforaminale. Dopo 4 mesi completa regressione della sintomatologia. Gli Autori concludono osservando che l’impiego dell’Ossigeno-Ozono è una valida alternativa terapeutica nel trattamento della patologia discale.

Duplice recidiva erniaria, in paziente già operata per ED L4-L5, entrambe trattate e risolte con la somministrazione di miscela di Ossigeno-Ozono (O2-O3) intraforaminale. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007
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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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Le lombalgie e le lombosciatalgie sono patologie fortemente invalidanti, sempre più diffuse in ogni categoria sociale ed in età sempre più precoce.

Lo studio vuole dimostrare che l’Ozonoterapia è efficace anche nel trattamento delle ernie discali espulse, complicate da importante sintomatologia neurologica e che il risultato clinico immediato si mantiente anche a lungo termine.




Gli Autori presentano la loro esperienza nel trattamento con Ozonoterapia nella patologia artrosico-degenerativa della colonna lombare nell’anziano. 169 pazienti con quadro TC e/o RM di degenerazione disco artrosica della colonna lombare. I pazienti inseriti nello studio erano affetti da lombosciatalgia cronica unilaterale o bilaterale.

Tutti i pazienti prima dell’arruolamento avevano effettuato un esame di TAC od una Risonanza Magnetica che documentava avanzati quadri di degenerazione artrosica zygo-apofisaria, discopatie lombari plurime, stenosi canalari segmentarie, pseudo-spondilolistesi e gravi quadri di scoliosi.

Sono stati esclusi i pazienti in cui il quadro elettromiografico deponeva per segni di sofferenza neurogena (neuropatia diabetica) e quelli in cui coesisteva arteriopatia obliterante agli arti inferiori con claudicatio intermittente.

I pazienti sono stati trattati con Ozonoterapia con tecnica intraforaminale TC guidata come primo approccio terapeutico a cui sono seguiti altri quattro trattamenti con infiltrazioni paravertebrali lombari con cadenza settimanale. Il periodo di trattamento è stato di un mese.

Il risultato clinico è stato valutato a tre mesi e un anno dal trattamento.

A distanza di 3 mesi il 57,3% dei pazienti hanno riferito un netto miglioramento del quadro clinico, con pressochè scomparsa del dolore lombalgico.

A distanza di 1 anno il 33,9% ha riferito un deciso miglioramento della qualità della vita dovuto alla scomparsa della sintomatologia dolorosa con ripresa di alcune attività precedentemente abbandonate. 10 pazienti hanno abbandonato l’utilizzo di supporti ortopedici per la deambulazione (stampelle e busti).

Nel 26,7%, dopo un periodo di deciso miglioramento si è avuta una parziale recrudescenza della sintomatologia dolorosa che, pur non giudicata equiparabile come intensità a quella pre-infiltrazione ha portato nella quasi totalità dei casi i soggetti a richiedere volontariamente un nuovo ciclo terapeutico.

Gli autori concludono che i buoni risultati ottenuti con il trattamento consentono di ritenere l’Ozonoterapia un ideale approccio terapeutico, scevro di effetti collaterali, per tali pazienti.

Ossigeno-Ozonoterapia nella patologia artrosico-degenerativa del rachide nell’anziano. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007




Le epicondiliti spesso rappresentano una patologia difficilmente controllabile con gli usuali protocolli di terapie fisiche o con la terapia infiltrativa classica con anestetici locali e steroidi. Questo può essere imputabile al fatto che tale sofferenza dei tendini è espressione di una sofferenza spesso legata al sommarsi di microtraumi dell’inserzione tendinea sul periostio, una zona anatomicamente poco irrorata e quindi con processi di guarigione più lenti.

Nello studio il gruppo di ricercatori ha utilizzato l’Ozonoterapia mediante infiltrazioni locali nel trattamento di epicondiliti ribelli alle usuali terapie allo scopo di valutare l’efficacia antinfiammatoria dell’Ossigeno-Ozono. Sono stati valutati 20 pazienti di età compresa fra 25 e 40 anni tutti affetti da epicondilite nei quali gli usuali protocolli terapeutici fisici e infiltrativi si erano rivelati inefficaci.

Il primo gruppo (A) trattato con infiltrazione epicondiloidea con Ossigeno-Ozono associata ad infiltrazione lungo il decorso dei tendini estensori. Il secondo gruppo (B) è stato trattato con la stessa metodica ma preceduta dalla somministrazione di anestetico locale Marcaina 0,5% 3 ml. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a due sedute alla settimana fino ad un massimo di 10 sedute infiltrative.

In entrambi i gruppi sono stati ottenuti risultati positivi nel 70% dei casi con valori di NRS inferiori al 50% del valore iniziale già alla quarta seduta. Nel gruppo B le infiltrazioni sono state meglio tollerate in quanto decisamente abolito il dolore legato alla diffusione locale dell’Ozono grazie all’anestetico precedentemente somministrato. Quest’ultimo non ha però influenzato l’esito a fine trattamento e il follow up dopo 60 giorni.

Durante il trattamento non si sono manifestati effetti collaterali o indesiderati. A 60 giorni i risultati si sono mantenuti nel complesso stabili ad eccezione di 2 pazienti del gruppo B in cui si è verificata una modesta ripresa dolorosa imputabile ad un eccessivo sovraccarico da attività sportiva. Questa seppur limitata esperienza clinica ci conferma l’efficacia dell’ossigeno ozono terapia mediante infiltrazione in presenza di forme particolarmente dolorose di entesopatia.

Epicondiliti ribelli: utilizzo dell’Ossigeno-Ozonoterapia. International Journal of Ozone Therapy 6: 121-128, 2007




L’analisi dei dati raccolti dal gruppo di studio multicentrico prende in considerazione un gruppo di 23 pazienti di entrambi i sessi e con età compresa tra i 40 e i 65 anni, affetti da lombosciatalgia persistente per la quale avevano subito uno o piu’ interventi chirurgici dai quali era comunque residuato un dolore di particolare intensità all’arto inferiore .

Il dolore cronico post intervento di ernia discale (FBSS, Failed Back Surgery Syndrome, sindrome da fallimento chirurgico spinale) trova una giustificazione etiologica in: a) compressione da ernia discale o protrusione discale; b) aderenze cicatriziali post intervento; c) persistente alterazione infiammatoria cronica su base autoimmune; d) persistente alterazione infiammatoria cronica su base degenerativa discale (che mantiene un edema flogistico in grado di irritare le radici nervose,oppure in grado di determinare fenomeni compressivi); e) compressione-ischemia a carico dei vasi del perinevrio, cioè del rivestimento del nervo, con persistente sofferenza della radice nervosa. In tale contesto un trattamento con Ossigeno-Ozono trova un ideale collocazione. Alle potenzialità antinfiammatorie l’Ozono associa quella disidratante, utile nei casi di recidiva erniaria, e rivascolarizzante, utile quando l’ischemia nervosa è alla base della patologia dolorosa.

I pazienti studiati avevano subito un intervento in ambito neurochirurgico in un periodo antecedente compreso tra sei mesi e dieci anni. La patologia erniaria era compresa nei territori L4-L5, L5-S1, e tutti i pazienti avevano svolto nell’arco di tutto questo tempo numerosi trattamenti antalgici: FKT, FANS, cortisone, peridurali antalgiche, TENS, con beneficio scarso o transitorio.

I pazienti sono stati seguiti per un periodo di dodoci mesi. Il trattamento è consistito in un ciclo di 10 infiltrazioni paravertebrali eseguite con cadenza bisettimanale, ad ogni seduta venivano praticate sei iniezioni da 5 ml di una miscela di Ossigeno-Ozono con concentrazione di 20 microg/ml somministrate a livello paravertebrale, in corrispondenza della recidiva erniaria o della radicolopatia e negli spazi intervertebrali immediatamente adiacenti. In seguito le somministrazioni sono state effettuate ad intervalli di circa un mese per sei-otto mesi.

15 pazienti (65%) hanno risposto positivamente; 3 pazienti(13%) hanno ottenuto beneficio parziale, 2 pazienti(8.7%) non hanno presentato alcun risultato positivo, tre pazienti non hanno completato il trattamento.

Gli autori terminano lo studio rilevando il “sorprendente entusiasmo” che i pazienti hanno manifestato nel corso della terapia per aver trovato una soluzione soddisfacente in un trattamento infiltrativo semplice e non invasivo.

Ruolo dell’Ozonoterapia nel dolore cronico lombosciatalgico post-erniectomia discale. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007




Gli autori dell’articolo scientifico hanno voluto studiare l’utilizzo dell’Ozonoterapia nelle spalle dolorose ribelli contraddistinte dalla presenza di una lesione della cuffia dei rotatori in particolare a carico del sovraspinato. I pazienti reclutati sono stati 30 suddivisi in due gruppi:

A)15 pazienti sottoposti a terapia infiltrativa con ossigeno-ozono

B) 15 pazienti, gruppo di controllo, sottoposto a mesoterapia.

Sono stati studiati pazienti di età compresa fra i 25 e i 45 anni, 8 femmine e 22 maschi, tutti portatori di spalla dolorosa da almeno tre mesi. Per l’ammissione allo studio i pazienti dovevano avere una storia di pregresso trauma della spalla o attività lavorativa o sportiva che comportasse movimenti ripetitivi di una certa intensità e frequenza, RMN o ecografia positiva per patologia del sovraspinato quale tendinosi-lacerazione, possibile associazione di alterazioni del sottospinato, assenza di calcificazioni, il paziente doveva aver già eseguito protocolli fisiatrici o trattamenti ortopedici senza risultati positivi.

Nel gruppo A trattato con ossigeno-ozono hanno risposto positivamente 11 pazienti su 15 pari al 67%. Nel gruppo B solo 7 pazienti su 15 pari al 46% hanno tratto giovamento dalla mesoterapia. il miglioramento della sintomatologia dolorosa si è accompagnato ad un recupero progressivo della funzione articolare, già importante dopo 15 giorni. Questo potrebbe essere interpretato come frutto di un aumento dell’angiogenesi e dell’ossigenazione locale con conseguente stimolazione di processi riparativi tissutali, tipici dell’ozonoterapia.

L’Ossigeno-Ozonoterapia nella spalla dolorosa. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 37-40, 2002




Caso Clinico: paziente di 32 anni con un’importante cervicobrachialgia destra insorta acutamente dopo un incidente stradale. La sintomatologia è sostenuta da un’ernia del disco C5-C6 pre e intraforaminale destra dimostrata da Risonanza Magnetica.

Il paziente viene sottoposto a trattamento con ossigeno-ozono effettuando un ciclo di 10 sedute, 6 bisettimanali (due alla settimana) e 4 a cadenza settimanale, con infiltrazioni paravertebrali con ago da mesoterapia.

Le prime quattro sedute non hanno portato sostanziali modificazioni alla sintomatologia del paziente, a partire dalla terza settimana di trattamento la rigidità muscolare si è attenuata e il dolore è diventato più sopportabile, consentendo al paziente di riprendere a riposare durante la notte.

Le infiltrazioni settimanali hanno gradualmente portato alla scomparsa della sintomatologia dolorosa e delle parestesie inizialmente presenti al quarto e quinto dito della mano destra; il paziente ha così potuto riprendere a lavorare dopo sette settimane dal trauma.

Trascorsi circa due mesi dall’ultima seduta il paziente si è presentato confermando il buon risultato raggiunto. La successiva RM cervicale di controllo ha dimostrato la completa scomparsa dell’ernia con risoluzione del conflitto disco-radicolare.

L’Ozonoterapia nel trattamento dell’ernia discale cervicale. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 203-206, 2002




Il tratto cervicale della colonna è il secondo per frequenza ad essere colpito dalle ernie discali e da protrusioni discali a causa della sua grande mobilità e della vulnerabilità in caso di traumi anche non eccessivamente gravi.

Nel rachide cervicale, a differenza di quello lombare, sono poco frequenti le protrusioni discali singole e di tipo “molle”; più frequentemente si tratta di protrusioni “dure” spesso multiple e caratterizzate da cospicua componente artrosica.

L’ernia cervicale acuta può intervenire a ogni età ed è spesso da correlarsi a sollecitazioni improvvise e non bene calibrate impresse al collo dallo stesso paziente; spesso l’ernia cervicale acuta dipende dal tipico contraccolpo conseguente al “colpo di frusta” da tamponamento automobilistico.

L’ernia cervicale acuta può essere mediana con associati segni di livello assai sfumati di cervicalgia (rigidità del collo, dolori irradiati, parestesie alle braccia). Quando l’ernia è laterale la sintomatologia è dominata dalla brachialgia.

Il trattamento dell’ernia discale cervicale è per la maggior parte dei casi conservativo e solo una piccola parte viene riservata alla chirurgia. L’intervento chirurgico porta inevitabilmente ad una riduzione della mobilità del rachide cervicale e ad un più alto rischio di degenerazione dei dischi intersomatici adiacenti eccessivamente sollecitati.

L’Ozonoterapia nel trattamento dell’ernia discale cervicale. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 1: 203-206, 2002




Dalla rivista Spine uno studio scientifico a cura di un gruppo di ricercatori giapponesi relativo ai risultati a distanza dopo intervento chirurgico di discectomia per ernia del disco. Dopo 10 anni il 74.6% dei pazienti aveva un dolore residuo moderato, mentre il 12.7% riferiva un dolore severo. In quest’ultimo gruppo era articolarmente alto il numero di coloro che, al momento dell’intervento chirurgico, avevano meno di 35 anni.

Lo studio analizza poi l’altezza residua del disco dopo intervento chirurgico valutata con radiografia prima e dopo l’intervento. I pazienti con ridotta altezza del disco sono quelli con la maggior incidenza di dolore, quelli con altezza del disco conservata sono invece soggetti ad una maggior incidenza di recidive erniarie.

Il 14% dei pazienti riferisce un pieno benessere.

Long term outcomes of standard discectomy for lumbar disk herniation: a follow-up of more than 10 years. Spine 26: 652-657, 2001



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