Gli autori dello studio hanno analizzato 104 pazienti di età compresa tra i 20 ed i 60 anni, portatori di ernia discale con sintomi dolorosi e assenza di risposta a terapie mediche o fisioterapiche.

I pazienti sono stati sottoposti ad Ozonoterapia con trattamento infiltrativo intradiscale con guida Radiologica. I pazienti sono quindi stati rivalutati a distanza di due, sei dodici e diciotto mesi. Dopo circa sei mesi 89 pazienti hanno ripetuto un esame di controllo TAC o RMN con valutazione dell’eventuale riduzione del volume dell’ernia.

A distanza di diciotto mesi i pazienti hanno dichiarato un grado di soddisfazione dell’80%, in nessun paziente si sono verificati effetti collaterali significativi.

Alla valutazione TAC o RMN il 37% dei pazienti ha mostrato una completa riduzione del volume dell’ernia, nel 41% dei pazienti si è avuta una riduzione del volume compresa tra il 40 e l’80% mentre il 22% non presentato significative riduzioni del volume. Non si sono osservate correlazioni tra il volume dell’ernia e il miglioramento clinico.

Cinque pazienti sono stati operati per mancata risposta a trattamento, quattro pazienti hanno ripetuto l’infiltrazione intraforaminale per solo parziale risposta al primo trattamento.

Gli autori concludono che il trattamento intradiscale deve essere incluso tra le tecniche da utilizzare prima di eseguire un intervento chirurgico per ernia discale.

Intradiscal Ozone Treatment of Non-Contained Disc Herniations 18 Months Follow-up. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 2:153-160, 2003

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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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2 comments

  • Marc

    2 Marzo 2013 at 21:34

    Vorrei sapere che effetti collaterali ci sono durante un trattamento di ozono intradiscale eper vie dell’ago che si insinua tra tessuti, vene, terminazioni nervose che incontra nel suo oscuro passaggio.
    Da quel poco che so le terminazioni nervose nn sono visibili alla tac e l’ago può perforarle causando un danno permanente. So che ci sono stati casi dove addirittura sono stati rilevatic asi di paralisi permenente. Ho un problema di ernia cervicale e la sto trattando con infiltrazioni paravertebrali da 2 anni ma ancora seppur migliroarando non ho risolto il problema e si ripropone.
    L’infiltrazione paravertebrale con ozono non è definitiva?
    Aiutatemi…sto prendendo psicofarmaci per risolvere il mio problema.
    Nel caso acnhe suggerirmi un c entro all’avanguardia.
    Grazie

  • admin

    17 Marzo 2013 at 12:06

    io non conosco i casi da lei citati, sebbene in assoluto non sia possibile escludere nessun effetto collaterale. In medicina solo evitando completamente un trattamento si può essere certi di evitarne tutti gli effetti collaterali. D’altra parte le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità del 2008 riportano, in merito agli interventi chirurgici:
    “Gli studi di coorte retrospettivi basati sui dati del sistema informativo ospedaliero condotti in Finlandia su pazienti operati per ernia del disco lombare stimano rischi cumulativi di reintervento a nove anni pari al 18,9%105 e di interventi successivi dopo il primo reintervento a dieci anni pari al 25,1%.
    Il rischio di reintervento in una coorte retrospettiva di 993 pazienti operati di microdiscectomia è risultato pari al 7,9% a dieci anni. Altre fonti riportano che i tassi di reintervento dopo chirurgia del disco lombare variano ampiamente dal 3% al 15%.
    I tassi di reintervento a uno e dieci anni, calcolati dal Registro nazionale svedese per la chirurgia della colonna lombare, dove sono state registrate 27.500 operazioni tra il 1987 e il 1999, sono risultati pari rispettivamente al 5% e al 10%. Questi tassi sono diminuiti del 40% nel tempo, durante il periodo dello studio.
    Vi è contraddittoria evidenza che i pazienti con un basso livello di istruzione e con distrurbi psicopatologici in atto traggano minore beneficio dal trattamento chirurgico. Si raccomanda dunque di considerare la valutazione psicologica dei pazienti al momento del triage chirurgico.
    La debole prova relativa al ruolo dell’età come fattore in grado di condizionare la prognosi chirurgica suggerisce ulteriore cautela nel trattamento chirurgico dei pazienti più anziani.
    Nel Registro nazionale svedese il tasso di mortalità a 30 giorni è stimato pari a 0,5 per 1.000 e l’incidenza delle complicanze pari a 2,7% per la discectomia convenzionale e a 5,8% per la microdiscectomia.”
    Complicanze di questo tipo non sono certo presenti in seguito ad ozonoterapia paravertebrale, intraforaminale o intradiscale.
    Cordiali saluti
    Dottor Alessio Zambello

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