L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.

L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.

 

L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.




Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico (nota anche come autoemoterapia o Grande autoemoterapia)prevede il prelievo di circa 200 ml di sangue, all’interno di una sacca monouso in cui sia stato precedentemente inserito un anticoagulante, la successiva immissione di un adeguato quantitativo di ossigeno-ozono e, dopo circa 3 minuti, la reinfusione del sangue. Trova indicazione in numerose patologie, dalla vasculopatie alle patologie autoimmunitarie e, più recentemente, nel trattamento di infezione da corona virus per pazienti che abbiano sviluppato COVID-19 e siano in stadio I, II o III. Sono i corso le sperimentazioni per la validazione della tecnica.

Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico (nota anche come autoemoterapia o Grande autoemoterapia)prevede il prelievo di circa 200 ml di sangue, all’interno di una sacca monouso in cui sia stato precedentemente inserito un anticoagulante, la successiva immissione di un adeguato quantitativo di ossigeno-ozono e, dopo circa 3 minuti, la reinfusione del sangue. Trova indicazione in numerose patologie, dalla vasculopatie alle patologie autoimmunitarie e, più recentemente, nel trattamento di infezione da corona virus per pazienti che abbiano sviluppato COVID-19 e siano in stadio I, II o III. Sono i corso le sperimentazioni per la validazione della tecnica.




La pandemia in corso ha rivoluzionato il nostro modo di vedere la vita. Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Pazienti in stadio I, II e III si sono beneficiati di autoemoterapia ozonizzata. In corso la sperimentazione nell’ospedale di Udine. Su 36 pazienti sottoposti a trattamento ben 35 sono stati dimessi senza necessità di ulteriori trattamenti.

La pandemia in corso ha rivoluzionato il nostro modo di vedere la vita. Il trattamento con ossigeno-ozono sistemico ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Pazienti in stadio I, II e III si sono beneficiati di autoemoterapia ozonizzata. In corso la sperimentazione nell’ospedale di Udine. Su 36 pazienti sottoposti a trattamento ben 35 sono stati dimessi senza necessità di ulteriori trattamenti.



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