Nell’eventualità che il beneficio dell’Ozonoterapia sia transitorio e si verifichi una recrudescenza della sintomatologia dolorosa qualche mese dopo l’Ozonoterapia è consigliabile eseguire trattamento farmacologico per alcuni giorni; in caso di scarso beneficio si può ripetere l’Ozonoterapia. Recidive di sintomatologia dolorosa si possono osservare nel 2% dei pazienti sottoposti ad Ozonoterapia, nella maggior parte dei casi si ha un buon risultato con ripresa di qualche infiltrazione.




L’ozonoterapia può essere efficace ma la migliore terapia è la prevenzione.

Pratici consigli per prevenire il mal di schiena tramite una corretta postura e semplici esercizi . Una serie di sconsigli che possiamo attuare nella vita di tutti i giorni a prevenire molte patologie.

Cause del mal di schiena

Sforzi eccessivi, sovrappeso e sedentarieàà sono i principali nemici della nostra schiena, ecco perchè può sorgere dolore.

Attività o sport causa di sforzi eccessivi
Da vari studi è emerso che la patologia degenerativa dell’atleta non si discosta da quanto rilevato nei soggetti che svolgono lavori estremamente pesanti. Il nuoto è lo sport ideale per chi soffre di “mal di schiena”, bisogna assolutamente evitare nuoto agonistico, stile “rana” e “delfino”, sport asimmetrici come tennis o sport d’impatto come pallavolo e pallacanestro.


Sovrappeso, obesità
La colonna vertebrale programmata per sorreggere un corpo agile ed in costante movimento si trova invece a sorreggere sovrappeso ed obesità in individui sedentari, con masse muscolari scarsamente sviluppate.


Sedentarietà
Chi svolge lavoro sedentario deve interrompere di tanto in tanto la sua attività per cinque o dieci minuti poiché la fissità posturale sottopone la colonna vertebrale ed i muscoli a tensioni e pressioni che favoriscono la degenerazione discale; consigliato stretching.

Aiutiamo la schiena stando correttamente seduti.

Bene appoggiati alla sedia dalle spalle al bacino con i piedi a terra, non accavallare le gambe, non sedersi sulla punta della sedia, evitare gli sgabelli. Ottima la sedia ergonomica (sedia-inginocchiatoio, per sostenere adeguatamente la forma fisiologica del rachide e per una ottimale ridistribuzione del carico della colonna).

Guidare l’automobile
Regolare il sedile in modo da stare con la colonna diritta e ben appoggiata con le braccia un po’ piegate.

Cosa fare per chi guida per lungo tempo
Fermarsi ogni 150-200 km per fare quattro passi, per lunghi percorsi utilizzo fascia elastica o bustino lombare (secondo prescrizione medica), eventuale utilizzo cuscino lombare per una corretta postura; evitare automezzi con sospensioni rigide, strade dissestate; l’utilizzo di moto o motorini può causare lombalgia.

Lavoro e mal di schiena, movimenti e postura corretta.

Come chinarsi
Gambe leggermente allargate, ginocchia flesse e schiena dritta così la regione lombare lavora in una posizione più fisiologica con uno sforzo inferiore.

Come sollevare un peso
Piegando le ginocchia e alzando l’oggetto tenendo la schiena dritta, quindi far leva sulle gambe e non sulla colonna.

Test del muro per imparare a stare diritti
Poggiando nuca-spalle-glutei-polpacci-talloni in modo che la parte posteriore tocchi il muro s’impara a stare diritti nella posizione corretta; la colonna sia in piedi che da seduto deve essere diritta, il corpo non deve essere spostato in avanti (posizione lordotica) né all’indietro (posizione cifotica).

Come stare correttamente in piedi
Gambe leggermente divaricate spostando il peso del corpo da una gamba all’altra, mantenere la schiena e le anche allineate alla gamba su cui si carica il peso.

Cambiare spesso posizione
La colonna non ama posizioni rigide, fisse e protratte per lungo tempo.

Lavorare in piedi
Un rialzo mobile di 30 cm. su cui appoggiare l’avampiede, cambiando ogni dieci minuti il piede d’appoggio, evita di scaricare il peso sui dischi consentendo lo scarico sull’arto inferiore; si facilita l’allungamento della muscolatura del polpaccio e della parte posteriore colonna evitando stiramenti.

Scrivania, sedia giusta, schermo–computer, workstation
Bene appoggiati alla sedia dalle spalle al bacino, la schiena deve mantenere una posizione eretta e deve conservare le curve fisiologiche. Scrivania ampia da permettere l’appoggio di tutte e due le braccia, gomiti compresi evitando di impugnare male il mouse con il braccio sospeso appoggiato sullo spigolo orine di cervicalgia e compressione nervo ulnare; ottima la sedia ergonomica, lo schermo del computer deve essere posto un po’ più in alto del livello degli occhi in modo da non causare tensioni cervicali, monitor e tastiera devono essere di fronte ed il porta-documenti a sinistra, postazione di lavoro flessibile video-tavolo-sedia regolabile a seconda delle misure persona.

Prevenire il mal di schiena con un corretto riposo!

Dormire bene per prevenire “mal di schiena”
Dormire su un cuscino adatto alla curvatura cervicale. Utile dormire su un cuscino di piume, poco gonfio, grande e deformabile in modo da poter colmare lo spazio tra collo e materasso, dormire senza cuscino non è consigliato, ma dormire su troppi cuscini è altrettanto dannoso. Evitare di dormire prono col collo forzato di lato.

Materasso
La rete deve essere con doghe in legno ma il materasso ideale di consistenza medio-rigido, non troppo rigido o troppo morbido.

Posizione di riposo
Decubito laterale con capo-spalle ed anche ben allineate per ridurre tensioni muscolari e pressione tra una vertebra e l’altra, utile cuscino non molto alto tra ginocchia per scaricare il peso; decubito supino con ginocchia leggermente flesse e piedi appoggiati sul letto o con gambe semiflesse ed
appoggiate su due cuscini. Evitare di dormire prono, senza cuscini o su troppi cuscini.

Mal di schiena e bicicletta

Bicicletta
Ideale per passeggiate a contatto con la natura e per raggiungere una buona forma fisica tonificando ed irrobustendo i muscoli arti inferiori. Attenzione ad un giusto utilizzo: un manubrio troppo basso rispetto alla sella può causare sovraccarico funzionale con dolore cervicale, un sellino rigido rappresenta un rischio per apparato uro-genitale (prostatite), una errata postura in bicicletta o una scarsa preparazione atletica o una eccessiva altezza del sellino o ancora una dismetria arto inferiore superiore ad 1 cm può essere causa di lombalgia.

Cyclette da camera
Per tonificare ed irrobustire la muscolatura agli arti inferiori, non essendo su strada evita i sobbalzi dovuti irregolarità strada o torsioni tronco con microtraumatismo lombare.

Lo sapevi che? Curiosità sul dolore alla schiena

Il fumo!? Aumenta anche il mal di schiena.
Provoca un carenza di Ossigeno alle strutture nervose (ipossia radicolare), aumenta la frequenza del dolore, quindi è bene non fumare oltre che per evitare mal di schiena soprattutto per prevenire i danni prodotti dal fumo sul nostro organismo.

Le variazioni atmosferiche
I fattori climatici, umidità e freddo influenzano il manifestarsi del dolore, in aumento di umidità ambientale o di pioggia si ha una recrudescenza episodi dolorosi, le variazioni atmosferiche possono accentuare la sintomatologia dolorosa; è buona norma proteggersi con idonei indumenti ed è prudente astenersi dall’esposizione alle correnti d’aria.

Scarpe con tacchi alti e a “zeppa”
Scarpe con i tacchi oltre i 4 cm. o tacchi a spillo non sono da bandire ma il loro utilizzo è solo occasionale; l’uso continuo sovraccarica l’avampiede sviluppando fastidiose metatarsalgie, la colonna lombare è costretta ad un’accentuazione della lordosi che è causa spesso di lombalgia. Le scarpe a “zeppa”oltre al rischio di cadere e di procurarsi una distorsione alla caviglia non consentono un corretto movimento delle articolazioni del piede costringono ad un’andatura innaturale ed eliminano il potere del piede di ammortizzare i contraccolpi sulla colonna vertebrale.

Bustino
Utilizzo su indicazione medica, può supplire alla carenza di tono muscolare in quanto dà una maggiore contenzione addominale e scarica la schiena; a fronte di un immediato sollievo il suo uso alla lunga può risultare controproducente in quanto porta ad una maggiore ipotonia addominale e paravertebrale.




G. Fabris

La Costituzione Italiana sancisce (art. 32) che la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, quindi, tranne alcuni casi previsti dalla legge, ogni atto medico deve essere volontario, questo nel pieno rispetto dell’individualità della libertà professionale.”
Il consenso ad essere sottoposti a qualsiasi provvedimento diagnostico o terapeutico deve scaturire da una volontà dettata dalla piena comprensione di quanto viene proposto, per giungere a questo c’è bisogno di una adeguata e chiara informazione, si parla cioè di consenso informato.
Il codice deontologico dei medici fa esplicito riferimento alla necessità del consenso informato ed alla alleanza terapeutica col paziente. La Convenzione sui Diritti dell’uomo prevede che per ogni trattamento sanitario è richiesto il Consenso proprio della persona interessata, libero e consapevole, previa adeguata informazione sulla finalità e sulla natura del trattamento, nonché sulle conseguenze e suoi rischi; il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione… A chi ha avuto la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico o ad un trattamento medico è stato sottoposto un modulo da firmare con il quale gli si chiedeva di esprimere il proprio consenso al trattamento: un modulo contenente informazioni dettagliate, uno strumento utile per stabilire un rapporto di rispetto e fiducia tra medico e paziente, un percorso guidato sull’informazione, informando il paziente sulla diagnosi, prognosi, sul tipo di trattamento, su vantaggi, rischi, guidando il paziente e prospettando la soluzione migliore tra le diverse possibili.



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Zambello A. et al. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 5(2):123-127 · October 2006

 

La gestione medica dei pazienti con ernia sintomatica della colonna lombare per il trattamento della lombalgia e della sciatica comprende l’iniezione epidurale di steroidi e l’infiltrazione paravertebrale intramuscolare di una miscela di O2O3. Il nostro studio ha confrontato l’efficacia a breve (tre settimane) e a lungo termine (sei mesi) dei due trattamenti dopo la mancata risposta alla gestione medica convenzionale (cortisone e miorilassanti).

Sono stati arruolati 351 pazienti: 171 (gruppo A) sono stati trattati con iniezione di steroidi epidurali, mentre 180 (gruppo B) sono stati sottoposti a somministrazione paravertebrale di una miscela di O2O3.

Nel breve periodo il 59% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e l’88,2% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3 presentava una remissione totale o quasi totale del dolore.

L’outcome a lungo termine è rimasto eccellente o buono nel 47,3% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e nel 77,1% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3.

Conclusioni: data la relativa semplicità della somministrazione del trattamento, le limitate controindicazioni e la mancanza di effetti collaterali, l’ozonoterapia la terapia è il trattamento di prima scelta nei pazienti refrattari alla terapia medica convenzionale con cortisone e miorilassanti.




Minuziosa anamnesi, accurato esame obiettivo, valutazione movimento colonna sono basilari per un corretto inquadramento del “mal di schiena”.
Una volta accertata la causa del “mal di schiena” con appropriati esami clinici e neuroradiologici vanno fornite al paziente precise indicazioni terapeutiche: approccio conservativo (polifarmacologico e fisiatrico), se scarso beneficio alla terapia medica e fisiatrica o reazioni avverse, utile informare il paziente su altre terapie (Ozonoterapia, nucleoplastica percutanea lombare in coablazione, infiltrazione steroidea interfaccettaria, denervazione percutanea faccette articolari lombari in radiofrequenza pulsata, terapia antalgica con epidurale, chirurgia) prospettando al paziente quale tipo di trattamento è più indicato, in base alla sintomatologia clinica ed all’esame strumentale (TC o RM), con quali vantaggi e rischi; quindi in base alla valutazione medico curante o specialista viene informato il paziente su le varie opzioni terapeutiche.

L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it




Le indagini neuroradiologiche possiedono specificità diverse ma complementari:

Rx Colonna lombare, non consente la visualizzazione dell’ernia ma fornisce informazioni su eventuali patologie ossee (artrosi, malformazioni, spondilolisi, spondilolistesi, osteoporosi, alterazioni ossee di tipo espansivo…). Svantaggi: utilizzo radiazioni ionizzanti con irradiazione al paziente, è controindicata in gravidanza.
TC Colonna lombosacrale per valutazione ottimale strutture ossee ed informazione di base su disco. Svantaggi: utilizzo radiazioni ionizzanti con irradiazione al paziente, è controindicata in gravidanza.
RM Colonna lombosacrale per studio dettagliato disco, tendini e legamenti con ottimale valutazione strutture nervose; informazione di base su tessuto osseo. Vantaggi: assenza di radiazioni ionizzanti, controindicazioni in base a valutazione radiologica. Svantaggi: scarsa disponibilità apparecchiature
Tomografia Computerizzata o Risonanza Magnetica Colonna lombosacrale sono necessarie per la conferma diagnostica.
Se in base alla clinica si ritiene opportuno valutare meglio il contenuto nervoso all’interno del canale vertebrale con ampia panoramicità è preferibile esecuzione RM; talora si può imporre l’integrazione RM e TC, basilare è la conoscenza della potenzialità e specificità tra le diverse indagini.
EMG per quantizzare l’entità del danno radicolare, monitoraggio terapeutico.

Le indagini diagnostiche sono necessarie prima di ogni trattamento con ossigeno-ozono.




Ricevo ogni giorno molte di richieste informazioni per capire se l’ozonoterapia “funziona” davvero oppure no. Molti mi contattano riconoscendosi nei casi clinici proposti ed un pò incerti nella scelta dell’ennesima terapia dopo le innumerevoli precedenti.

L’Ozonoterapia per ernie o protrusioni discali guarisce il 75-85% dei pazienti, MA non guarisce tutti: non è una panacea ristoratrice! E’ vero però che evita l’intervento chirurgico al 97-99% dei pazienti trattati, cioè anche a coloro che non rispondono in modo completo.

Certamente deve essere praticata da medici molto esperti, preceduta da una corretta diagnosi e accompagnata da un adeguato comportamento del paziente. Questo è quello che comunico ai miei pazienti, queste sono le informazioni essenziali. Tutto si chiarisce dopo tre settimane: il paziente “responder”, cioè che risponde a trattamento con Ozono, deve avere un miglioramento significativo dopo tre settimane, diversamente è bene rifare il punto della situazione: proporre un’altra tecnica o rivedere la diagnosi.

L’Ozonoterapia è scienza, non fantascienza! _________________________________________________________________________________________________________________

L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it



L’uso sistemico di miscele di O2O3 prevede due tecniche principali: la grande autoemoterapia o autoemoinfusione (AHT) e le insufflazioni rettali. Il loro uso senza necessità terapeutica in corso o in preparazione di competizioni sportive costituisce doping ed è pertanto vietato. Le terapie sistemiche possono essere utilizzate in molte patologie che vanno dalla vasculopatia periferica alla fibromialgia, dalle infezioni croniche alle allergie. L’insufflazione rettale condivide eguali indicazioni rispetto alla AHT, se ne differenzia per la relativa maggior facilità di esecuzione a cui si associa però una minore efficacia a causa delle numerose variabili che influenzano l’assorbimento del gas attraverso la mucosa intestinale.




G. Fabris

Artrosi
Spondiloartrosi, un invecchiamento progressivo con degenerazione struttura ossea della colonna e caratteristica visualizzazione radiologica dell’osteofita, può causare restringimenti ossei dei forami radicolari o del canale vertebrale con sofferenza strutture nervose. Si manifesta con dolore e rigidità, una patologia molto frequente dopo i 60 anni, può insorgere anche più precocemente in seguito a lavoro pesante (sovraccarico colonna vertebrale). Osteo-artrosi intervertebrale, artrosi delle articolazioni vertebrali posteriori (strutture ossee deputate alla mobilità) che può provocare dolore, limitazione funzionale e rigidità.


Stenosi canale vertebrale
Il canale vertebrale è ristretto e soprattutto le radici nervose non hanno sufficiente spazio e risultano schiacciate, si può verificare un particolare tipo di sciatica che si manifesta in stazione eretta protratta o nella deambulazione (claudicatio neurogena) con dolore e parestesie irradiate agli arti inferiori spesso bilateralmente.


Spondilolisi e Spondilolistesi
In seguito a micro-traumatismi colonna lombare si può realizzare una interruzione della regione istmica vertebra (spondilolisi) che si manifesta in genere con lombalgia, si può associare spondilolistesi (spostamento in avanti del corpo vertebrale) cioè si verifica un’instabilità lombare con scivolamento in avanti di una vertebra che può causare restringimento dei forami intervertebrali e del canale vertebrale con dolore lombare o lombosciatalgia per compressione di una radice nervosa.


Osteoporosi
Il tessuto osseo si demineralizza, perde cioè il contenuto di calcio e le ossa diventano sempre più fragili e facili alla rottura. L’osteoporosi è una delle cause più frequenti di mal di schiena nelle donne d’età avanzata poiché con la menopausa in seguito a modificazioni ormonali, l’osso si sbriciola e si possono provocare crolli vertebrali soprattutto lombari e causare lo strozzamento di un nervo.




G. Fabris

Può originare dai muscoli, dall’osso, legamenti, tendini, capsule articolari, radici nervose, disco intervertebrale
1. Ernia Discale

È la più conosciuta e temuta causa di mal di schiena, la parte centrale del disco, il nucleo polposo, può schizzare fuori uscendo dalla sua sede, si verifica così l’ernia del disco. Il materiale discale erniato può andare a comprimere le radici nervose vicine causando intenso dolore lombare (lombalgia) o dolore forte ed intenso irradiato dalla regione lombare all’arto inferiore (lombo-sciatalgia) con parestesie (formicolio, puntura di spillo, intorpidimento arto inferiore, bruciore …), alterazione sensibilità o deficit di forza muscolare della coscia, gamba e piede. Nell’oltre 90% dei casi l’ernia del disco è più frequente nel tratto lombare più mobile L4-L5 e L5-S1 mentre è meno frequente a livello L3-L4 e L2-L3 con dolore alla faccia anteriore coscia (lombocruralgia) con alterazioni sensibilità o motilità, parestesie (formicolio,intorpidimento). L’ozonoterapia trova indicazione elettiva nell’ernia discale



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