Posts riguardanti ‘artrosi’
Ozonoterapia e antiossidanti per una vita ossidante!
La nostra vita è molto ossidante! L’ossigeno è la benzina del nostro corpo, respirare significa ossidare: la respirazione è infatti un processo ossidativo. Quando le nostre cellule utilizzano l’ossigeno, cioè respirano, producono naturalmente radicali liberi, i radicali liberi sono sostanze chimiche molto reattive in grado, se non controbilanciate, di attaccare le membrane esterne delle stesse cellule che le hanno generate. Gli antiossidanti sono sostanze presenti nel cibo che possono prevenire o contribuire a riparare il danno indotto dai radicali liberi, agendo come veri e propri “spazzini dei radicali liberi“, “scavenger” in lingua inglese.
Ozonoterapia e acido ialuronico nell’artrosi del ginocchio
L’artrosi del ginocchio è una malattia molto comune nella società occidentale ed è in continua crescita.
Una valida alternativa alla terapia farmacologica tradizionale è rappresentata dalla viscosupplementazione a base di acido ialuronico e dall’Ozonoterapia effettuata mediante infiltrazioni intrarticolari applicabili a qualsiasi articolazione.
L’artrosi del ginocchio rappresenta circa il 23 % di tutte le artrosi. Sotto i settantanni colpisce il 27% della popolazione e sopra gli ottant’anni si arriva al 44%.
I ricercatori hanno valutato venti pazienti sia maschi che femmine che presentavano un’artrosi del ginocchio invalidante e sintomatica da almeno sei mesi e che non aveva risposto positivamente alle tradizionali terapie fisiche, alla terapia farmacologica con F. A. N. S. e corticosteroidi e alla terapia motoria e manipolativa.
Mal di schiena nell’anziano

Gli Autori presentano la loro esperienza nel trattamento con Ozonoterapia nella patologia artrosico-degenerativa della colonna lombare nell’anziano. 169 pazienti con quadro TC e/o RM di degenerazione disco artrosica della colonna lombare. I pazienti inseriti nello studio erano affetti da lombosciatalgia cronica unilaterale o bilaterale.
Tutti i pazienti prima dell’arruolamento avevano effettuato un esame di TAC od una Risonanza Magnetica che documentava avanzati quadri di degenerazione artrosica zygo-apofisaria, discopatie lombari plurime, stenosi canalari segmentarie, pseudo-spondilolistesi e gravi quadri di scoliosi.
Sono stati esclusi i pazienti in cui il quadro elettromiografico deponeva per segni di sofferenza neurogena (neuropatia diabetica) e quelli in cui coesisteva arteriopatia obliterante agli arti inferiori con claudicatio intermittente.
I pazienti sono stati trattati con Ozonoterapia con tecnica intraforaminale TC guidata come primo approccio terapeutico a cui sono seguiti altri quattro trattamenti con infiltrazioni paravertebrali lombari con cadenza settimanale. Il periodo di trattamento è stato di un mese.
Il risultato clinico è stato valutato a tre mesi e un anno dal trattamento.
A distanza di 3 mesi il 57,3% dei pazienti hanno riferito un netto miglioramento del quadro clinico, con pressochè scomparsa del dolore lombalgico.
A distanza di 1 anno il 33,9% ha riferito un deciso miglioramento della qualità della vita dovuto alla scomparsa della sintomatologia dolorosa con ripresa di alcune attività precedentemente abbandonate. 10 pazienti hanno abbandonato l’utilizzo di supporti ortopedici per la deambulazione (stampelle e busti).
Nel 26,7%, dopo un periodo di deciso miglioramento si è avuta una parziale recrudescenza della sintomatologia dolorosa che, pur non giudicata equiparabile come intensità a quella pre-infiltrazione ha portato nella quasi totalità dei casi i soggetti a richiedere volontariamente un nuovo ciclo terapeutico.
Gli autori concludono che i buoni risultati ottenuti con il trattamento consentono di ritenere l’Ozonoterapia un ideale approccio terapeutico, scevro di effetti collaterali, per tali pazienti.
Ossigeno-Ozonoterapia nella patologia artrosico-degenerativa del rachide nell’anziano. International Journal of Ozone Therapy 6: 134-140, 2007
Corretta posizione seduti e al computer
Per assumere una corretta posizione seduta è necessario mantenere il rachide ben allineato (in questo modo le curve della colonna vertebrale conservano le fisiologiche ampiezze), la testa deve essere ben allineata al collo, le gambe non accavallate e i piedi ben appoggiati al pavimento. Non sedersi in punta di sedia ed evitare gli sgabelli. L’inclinazione tra coscia e gamba deve approssimativamente formare un angolo di 90°. Le spalle devono essere rilassate con appoggio dei gomiti ai braccioli o alla scrivania. La sedia non deve essere troppo lontana dal piano d’appoggio per evitare l’affaticamento della parte bassa della schiena. La seduta deve avere un’altezza consona al piano di appoggio: uno sgabello troppo alto costringe a chinarsi in avanti, riducendo l’espansione toracica e danneggiando la colonna. Per alzarsi dalla sedia, non chinarsi in avanti ma mantenere il busto diritto e fare leva sugli arti inferiori. Evitare di stare sprofondati in poltrona, in quanto questa posizione sollecita eccessivamente collo, spalle e vertebre lombari, accentuando le curvature della colonna.
La scrivania deve essere ampia per permettere l’appoggio di tutte e due le braccia, gomiti compresi, evitando di impugnare male il mouse con il braccio sospeso o appoggiato sullo spigolo, origine di cervicalgia e compressione del nervo ulnare. Lo schermo del computer deve essere posto un po’ più in alto rispetto al livello degli occhi, in modo da non causare tensioni cervicali. Monitor e tastiera devono essere di fronte ed il porta documenti a sinistra. La postazione di lavoro deve essere flessibile e regolabile a seconda delle misure della persona.
Chi svolge un lavoro sedentario deve interrompere, di tanto in tanto, la sua attività per cinque-dieci minuti poiché la fissità posturale sottopone la colonna vertebrale ed i muscoli a tensioni e pressioni che favoriscono la degenerazione discale. È consigliato qualche esercizio di stretching.
L’Ozonoterapia deve essere seguita da un adeguato stile di vita per mantenere nel tempo una condizione di benessere.
Mal di schiena: per quanto tempo si deve rimanere a riposo?
Il prolungato riposo a letto o in poltrona veniva un tempo considerato la terapia d’elezione per il mal di schiena, associato o meno ad ernia discale, protrusione o artrosi della colonna vertebrale.Questo approccio si basava sulla considerazione che alcune persone godono di un sollievo almeno temporaneo in posizione distesa, ma anche sul dato fisiologico per cui la pressione a carico dei dischi intervertebrali è minore quando si assume la posizione supina. Purtroppo ancora oggi viene consigliato alle persone affette da mal di schiena di trascorrere una settimana di rigoroso riposo a letto. Alcuni recenti studi e revisioni sistematiche pubblicati sul Piano Nazionale delle Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità confermano che i pazienti con mal di schiena acuto che continuano ad esercitare le loro abituali attività recuperano meglio e più rapidamente di coloro che riposano a letto e scelgono la completa inattività. Le persone che si mantengono in attività, nonostante il dolore acuto, soffrono in seguito molto meno di dolori cronici e ricorrenti.
Artrosi: riscoprire le terme
L’artrosi rappresenta senza dubbio la malattia più diffusa tra la popolazione con più di 40 anni ed è causa di perdita di migliaia di giornate lavorative, di accessi ad ambulatori medici e di consumo di farmaci.
La struttura più frequentemente coinvolta nei processi patologici artrosici è la colonna vertebrale e sono numerose le attività lavorative e le posizioni scorrette o antalgiche che agiscono come fattori predisponenti.
L’artrosi rappresenta una delle principali indicazioni alla terapia termale, in quanto agisce sulla sintomatologia dolorosa e favorisce un recupero della mobilità articolare e quindi della funzionalità dell’intera colonna.
Tra i 130 Istituti Termali riconosciuti dal Sistema Sanitario, merita segnalare le Terme di Angolo, un vero gioiello incastonato nella Val di Scalve. Un Centro Termale caratterizzato da una vocazione terapeutica indirizzata al trattamento della patologia artrosica e reumatica.
L’Ozonoterapia trova indicazione in fase acuta, le terme rappresentano un importante trattamento adiuvante che permette di mantenere nel tempo una condizione di benessere.
Fumo e buon senso: non è detto che si debba fare tutto ciò che si può fare (sebbene sia divertente!)
Il fumo favorisce sia l’artrosi che le patologie degenerative del disco (ernia discale e protrusioni discale). Il fumo accellera il processo di invecchiamento del dico intervertebrale per diversi motivi:
1. Aumenta gli episodi di tosse che provoca direttamente un aumento di pressione all’interno della colonna vertebrale e predispone quindi alla formazione dell’ernia discale.
2. Il fumo peggiora le condizioni generali dell’organismo e quindi anche del disco intervertebrale, favorendo la degenerazione discale.
3. Aumentando i processi arteriosclerotici peggiora l’ossigenazione del disco e delle cartilagini favorendone un processo degenerativo.
L’ozonoterapia migliora l’ossigenazione locale favorendo i processi di guarigione dall’ernia discale o dalla protrusione discale ma solo un adeguato stile di vita può mantenere nel tempo una condizione di benessere.
Protettori gastrici e frattura dell’anca
L’uso prolungato di inibitori di pompa protonica aumenta il rischio di frattura dell’anca, è quanto è emerso da uno studio pubblicato nel 2006 su JAMA.
Gli inibitori di pompa protonica (ad es. rabeprazolo, omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo e pantoprazolo) sono una classe di farmaci utilizzata nel trattamento di ulcere o gastriti, o nel reflusso gastro esofageo. Lo studio sembra dimostrare che l’uso di inibitori di pompa protonica per più di un anno in una persone con più di 50 anni è associato ad un rischio aumentato del 44% di fratture dell’anca. La durata del periodo di assunzione e il dosaggio sono correlati al rischio di frattura.
Sebbene in minor misura anche la classe di farmaci cosidetti anti-H2 (ad es. cimetidina, ranitidina, famotidina, nizatidina, roxatadina) aumenta il rischio di fratture dell’anca.
Gli inibitori di pompa protonica sono spesso utilizzati da pazienti con artrosi o ernie discali, frequentemente come automedicazione. Il trattamento con ozonoterapia o acido ialuronico non presenta effetti collaterali che richiedano assunzione di farmaci protettori della mucosa dello stomaco.
Benessere: la piramide alimentare
La piramide alimentare è un modello usato per descrivere un regime alimentare e viene attualmente indicato come fondamento di alcune diete (intese come insiemi di regole per gestire l’alimentazione e non necessariamente come modelli alimentari finalizzati al dimagrimento). Questo modello usa infatti il solido geometrico della piramide per indicare quali alimenti e in che proporzione fra di essi debbano essere assunti nel corso della settimana. Usare la piramide alimentare per descrivere una serie di regole nutrizionali non necessariamente implica indicazioni quantitative (porzioni, calorie, percentuali di macronutrienti), anzi spesso sono solo indicazioni qualitative (il privilegiare un tipo di alimento rispetto a un altro).
Un’adeguata alimentazione previene la formazione di patologie come l’artrosi e l’ernia discale. Un trattamento con Ozonoterapia deve essere accompagnato da un adeguato stile di vita per mantenere nel tempo i risultati terapeutici.





In questo studio sono stati valutati 224 pazienti, 118 maschi e 106 femmine,di età compresa tra 27 e 79 anni (età media 55,9 anni) affetti da lombalgia e lombosciatalgia, la cui causa era ascrivibile ad ernie del disco, protrusioni, artrosi e discopatie, escludendo quelli con stenosi del canale vertebrale lombare ed accentuata sofferenza radicolare periferica.

