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L’azione antinfiammatoria della miscela di ossigeno-ozono è utilizzata a livello articolare: nell’articolazione del ginocchio, che nell’anca. La somministrazione nell’anca deve avvenire con guida ecografica.

L’associazione di ozono ed acido ialuronico unisce l’azione antinfiammatoria dell’ozono alla capacità lubrificante dell’acido ialuronico. Il gas iniettato nell’articolazione con guida ecografica permette anche una migliore visualizzazione dell’anca, confermando ulteriormente la corretta sede d’iniezione.

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L’acido ialuronico è un componente naturale del liquido sinoviale, cioè del liquido presente nelle nostre articolazioni con lo scopo di proteggere la cartilagine dall’usura. Il liquido sinoviale, infatti, nutre la cartilagine e funziona anche come ammortizzatore.

Il naturale processo di invecchiamento riduce progressivamente la quantità

Il liquido sinoviale nelle articolazioni e, mancando il lubrificante, aumentano gli attriti all’interno delle articolazioni.

L’acido ialuronico ha dimostrato di essere particolarmente efficace nella cura e nella prevenzione dell’artrosi.

Le infiltrazioni all’interno dell’articolazione possono ridurre il dolore ed accelerare i processi riparativi, specie nelle artrosi di media e modesta entità. Questi trattamenti non permettono certo di ricostituire una cartilagine usurata ma in molti casi permettono di ritornare a svolgere quelle attività quotidiane che si erano progressivamente abbandonate e di ritardare l’intervento chirurgico. La sua azione non è definitiva e ciò rende necessaria la ripetizione della cura ogni 6-12 mesi.

L’articolazione dell’anca è però difficilmente raggiungibile senza un adeguato sistema di guida. Per questo motivo le somministrazioni intrarticolari dell’anca devono essere effettuate esclusivamente con guida ecografica.




L’artrosi rappresenta senza dubbio la malattia più diffusa tra la popolazione con più di 40 anni ed è causa di perdita di migliaia di giornate lavorative, di accessi ad ambulatori medici e di consumo di farmaci.

La struttura più frequentemente coinvolta nei processi patologici artrosici è la colonna vertebrale e sono numerose le attività lavorative e le posizioni scorrette o antalgiche che agiscono come fattori predisponenti.

L’artrosi rappresenta una delle principali indicazioni alla terapia termale, in quanto agisce sulla sintomatologia dolorosa e favorisce un recupero della mobilità articolare e quindi della funzionalità dell’intera colonna.

Tra i 130 Istituti Termali riconosciuti dal Sistema Sanitario, merita segnalare le Terme di Angolo, un vero gioiello incastonato nella Val di Scalve. Un Centro Termale caratterizzato da una vocazione terapeutica indirizzata al trattamento della patologia artrosica e reumatica.

L’Ozonoterapia trova indicazione in fase acuta, le terme rappresentano un importante trattamento adiuvante che permette di mantenere nel tempo una condizione di benessere.




Il fumo favorisce sia l’artrosi che le patologie degenerative del disco (ernia discale e protrusioni discale). Il fumo accellera il processo di invecchiamento del dico intervertebrale per diversi motivi:

1. Aumenta gli episodi di tosse che provoca direttamente un aumento di pressione all’interno della colonna vertebrale e predispone quindi alla formazione dell’ernia discale.

2. Il fumo peggiora le condizioni generali dell’organismo e quindi anche del disco intervertebrale, favorendo la degenerazione discale.

3. Aumentando i processi arteriosclerotici peggiora l’ossigenazione del disco e delle cartilagini favorendone un processo degenerativo.

L’ozonoterapia migliora l’ossigenazione locale favorendo i processi di guarigione dall’ernia discale o dalla protrusione discale ma solo un adeguato stile di vita può mantenere nel tempo una condizione di benessere.




L’uso prolungato di inibitori di pompa protonica aumenta il rischio di frattura dell’anca, è quanto è emerso da uno studio pubblicato nel 2006 su JAMA.

Gli inibitori di pompa protonica (ad es. rabeprazolo, omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo e pantoprazolo) sono una classe di farmaci utilizzata nel trattamento di ulcere o gastriti, o nel reflusso gastro esofageo. Lo studio sembra dimostrare che l’uso di inibitori di pompa protonica per più di un anno in una persone con più di 50 anni è associato ad un rischio aumentato del 44% di fratture dell’anca. La durata del periodo di assunzione e il dosaggio sono correlati al rischio di frattura.

Sebbene in minor misura anche la classe di farmaci cosidetti anti-H2 (ad es. cimetidina, ranitidina, famotidina, nizatidina, roxatadina) aumenta il rischio di fratture dell’anca.

Gli inibitori di pompa protonica sono spesso utilizzati da pazienti con artrosi o ernie discali, frequentemente come automedicazione. Il trattamento con ozonoterapia o acido ialuronico non presenta effetti collaterali che richiedano assunzione di farmaci protettori della mucosa dello stomaco.

JAMA.2006;296(24):2947-2953




E’ ormai noto che valori elevati di circonferenza addominale sono associati all’aumento del rischio di alterazioni metaboliche (es. infiammazione, insulinoresistenza, dislipidemie) e di sviluppare coronaropatie. Infatti la circonferenza addominale è strettamente correlata al tessuto adiposo viscerale che rappresenta un fattore di rischio più rilevante rispetto al tessuto adiposo sottocutaneo.
In questo studio prospettico la mortalità per tutte le cause è stata registrata per un periodo di 19 anni in una popolazione composta da 48500 uomini e 56343 donne, con più di 50 anni, appartenenti al Cancer Prevention Study II Nutrition Cohort, dei quali sono stati registrati i valori sia di indice di massa corporea che di circonferenza addominale.
Dall’analisi dei risultati è emerso che il rischio di mortalità era più che raddoppiato tra i soggetti con valori molto elevati di circonferenza addominale (≥120 cm per gli uomini e ≥110 per le donne) rispetto ai soggetti con valori normali (< 90 per il sesso maschile, < 75 per quello femminile). La correlazione tra la circonferenza addominale e la mortalità è risultata confermata sia nei soggetti normopeso sia in quelli sovrappeso o obesi, indipendentemente quindi dall’indice di massa corporea, con un aumento del rischio di mortalità di circa il 18% negli uomini, del 25% nelle donne con circonferenza addominale eccedente di 10 cm la normalità.
Queste osservazioni dimostrano la rilevanza della misurazione della circonferenza addominale nella valutazione del rischio di mortalità, indipendentemente dal’indice di massa corporea e quindi dalla definizione di normopeso, sovrappeso o obesità. La prevenzione dell’insorgenza di obesità addominale può rappresentare una strategia efficace per la riduzione del rischio di morte prematura anche in soggetti normopeso.

La correlazione di obesità con artrosi e ernia discale è nota da anni.

Arch Intern Med. 2010 Aug 9;170(15):1293-301.




L’acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi dell’uomo e degli altri mammiferi. Chimicamente è definibile come un glicosaminoglicano dalla catena polisaccaridica non ramificata prodotta dall’aggregazione di migliaia di unità di molecole di zucchero formate a loro volta da residui di acido glicuronico (un derivato del glucosio, il comune zucchero) e acetilglucosamina. In vivo l’acido ialuronico è in grado di associare moltissime molecole di acqua raggiungendo un elevato grado di idratazione.  L’acido ialuronico si occupa di mantenerne il grado di idratazione, turgidità, plasticità e viscosità, poiché si dispone nello spazio incamerando così un notevole numero di molecole d’acqua. È anche in grado di agire come sostanza cementante e come molecola antiurto nonché come efficiente lubrificante (es. nel liquido sinoviale) prevenendo il danneggiamento delle cellule del tessuto da stress fisici. Potremmo riassumere le caratteristiche dell’acido ialuronico con l’immagine di un enorme contenitore d’acqua.




L’acido ialuronico puo essere iniettato nell’articolazione dell’anca, in questo modo contribuisce a lubrificare l’articolazione in modo molto simile al liquido sinoviale prodotto naturalmente dall’articolazione. i candidati ideali a questa procedura sono coloro che hanno un’artrosi in fase iniziale ed intermedia. Quando l’artrosi è avanzata si ha meno giovamento dalla terapia e l’intervento chirurgico si rende necessario.

L’associazione di Ozonoterapia® intrarticolare può contribuire a ridurre l’infiammazione articolare associata all’artrosi, in un’unica somministrazione.

La guida ecografica rappresenta la tecnica che garantisce la certezza della somministrazione all’interno dell’articolazione.

 


 




L’artrosi è una malattia che colpisce la cartilagine articolare. L’artrosi dell’anca (coxartrosi) è una patologia molto frequente. Le cause della coxartrosi possono essere sconosciute (artrosi primaria) o secondarie ad altre patologie preesistenti (artrosi secondaria) quali la displasia-lussazione congenita dell’anca, traumi (fratture-lussazioni), infezioni. indipendentemente dall’origine, il quadro clinico finale è simile per tutte queste forme.

La presenza di dolore è comune a tutte le forme avanzate di artrosi e rappresenta la prima ragione per cui il paziente si rivolge al medico.

L’infiltrazione ecoguidata non si sostituisce all’intervento chirurgico ma si pone come obbiettivo di ritardarlo nel tempo. L’associazione di acido ialuronico ed Ozonoterapia® permette di associare i benefici dell’azione lubrificante dell’acido ialuronico all’azione antinfiammatoria dell’Ozonoterapia®.




 

Il grasso corporeo in eccesso è strettamente collegato allo sviluppo di artrosi

Essere in sovrappeso aumenta il rischio di sviluppare artrosi dell’anca e delle ginocchia. Una nuova conferma dell’influenza negativa del grasso corporeo in eccesso su questa patologia degenerativa viene da uno studio Svedese condotto su circa 30 mila persone

Il ruolo del grasso corporeo in eccesso 

I ricercatori svedesi hanno misurato una serie di parametri: l’indice di massa corporea, il giro vita, il rapporto tra circonferenza della vita e la circonferenza dei fianchi, il peso e la percentuale di grasso corporeo, in più di 11 mila uomini e oltre 16 mila donne di età compresa tra i 45 e i 73 anni e dopo 11 anni sono andati alla ricerca dei pazienti che avevano sviluppato l’artrosi ed erano stati sottoposti a un intervento di protesi di ginocchio o anca. Nel complesso 471 pazienti avevano subito un intervento di artroprotesi del ginocchio e 551 dell’anca. Confrontando i vari parametri raccolti all’inizio dello studio tra chi aveva sviluppato l’artrosi e subìto l’operazione e chi no, i ricercatori hanno appurato che l’essere in sovrappeso, è strettamente collegato allo sviluppo di forme importanti di artrosi del ginocchio. Tra tutti i parametri, però, una maggiore massa corporea è associata maggiormente al rischio di sviluppare forme gravi di artrosi del ginocchio o dell’anca. Dallo studio è inoltre emerso che il rischio di andare in contro all’artrosi è strettamente legato al carico articolare conseguente all’essere in sovrappeso e non ai cambiamenti metabolici associati ai chili di troppo.

Solo attraverso un adeguato controllo del peso è possibile ridurre la sintomatologia dolorosa presente nelle articolazioni artrosiche. L’infiltrazione dell’anca ecoguidata con Ozono e acido ialuronico rappresenta un valido trattamento solo se associato ad un adeguato peso corporeo e ad un’atttività fisica corretta.



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