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L’artrosi del ginocchio è una malattia molto comune nella società occidentale ed è in continua crescita.

La terapia più utilizzata è la viscosupplementazione a base di acido ialuronico e dall’ozonoterapia effettuata mediante infiltrazioni intrarticolari.

L’artrosi del ginocchio rappresenta circa il 23 % di tutte le artrosi. Sotto i 70 anni colpisce il 27% della popolazione e sopra gli ottant’anni si arriva al 44%.

Ricerca: come l’ozonoterapia agisce sull’artrosi al ginocchio

I ricercatori hanno valutato venti pazienti sia maschi che femmine che presentavano un’artrosi del ginocchio invalidante e sintomatica da almeno sei mesi e che non aveva risposto positivamente alle tradizionali terapie fisiche, alla terapia farmacologica con F. A. N. S. e corticosteroidi e alla terapia motoria e manipolativa.

Ai pazienti erano somministrati inizialmente 5 ml di miscela di ossigeno-ozono, seguiti dall’acido ialuronico. I pazienti eseguivano il trattamento ogni sette giorni per tre settimane. L’utilizzo del solo acido ialuronico però non ha effetti antiinfiammatori significativi e può comunque solo ridurre parzialmente il danno cartilagineo. L’ozonoterapia ha invece un importante effetto antinfiammatorio.

Il campione preso in esame è risultato costituito da 8 maschi e 12 femmine. Il dolore con la classificazione N. C. R. prima della terapia era in media 7,9,  il dolore dopo tre sedute risultava in media 0,8 e il dolore dopo tre mesi senza ulteriori ausili farmacologici di 1,3.

Gli autori concludono che l’utilizzo combinato di Ozonoterapia e aciddo ialuronico si è dimostrato indubbiamente un’efficace terapia nei confronti dell’artrosi del ginocchio in casi di gravità lieve, moderata e moderata-severa.

Effectiveness of Treatment with Oxygen- Ozone and Hyaluronic Acid in Osteoarthritis of the Knee. International Journal of Ozone Therapy 9: 25-29, 2010



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L’ozonoterapia in modo non invasivo e senza effetti collaterali è indicata nell’artrosi cervicale grazie alla sua azione antinfiammatoria. L’ozonoterapia riduce notevolmente il dolore, sia nell’ intensità che nella frequenza e migliora la mobilità, rallentando l’evoluzione della patologia. Impostando una terapia di mantenimento adeguata, è possibile prolungare a lungo i periodi di benessere.

L’artrosi della colonna vertebrale è una patologia per la quale attualmente non esiste una cura risolutiva, si tratta infatti di un processo di degenerazione progressivo delle cartilagini, accompagnato da uno stato infiammatorio che coinvolge tutta l’articolazione, compresi i muscoli e i tendini che su di essa si inseriscono.

I sintomi dell’ artrosi cervicale

Dolore al collo, rigidità soprattutto al risveglio con limitata mobilità sono i sintomi tipici. Molto frequentemente si associa mal di testa, talvolta con vertigini, o dolore alle spalle e alle braccia.

Quando la malattia prosegue si sviluppano sintomi da infiammazione dei nervi: sensazione di intorpidimento del braccio, formicolio, sensazione di mancanza di forza.

I sintomi dell’ artrosi lombare

 

Dolore lombare con rigidità al risveglio, una rigidità che si risolve dopo i primi minuti. Sintomi da infiammazione dei nervi delle gambe con intorpidimento, debolezza, formicolio. I sintomi sono spesso bilaterali e, nelle fasi avanzate di malattia possono ridurre l’autonomia alla camminata. Il paziente ha spesso necessità di sedersi o di fermarsi perchè le gambe diventano pesanti e dolenti.

Cosa succede alla vertebre e ai dischi

 

La progressione del danno artrosico porta alla comparsa di nuove formazioni ossee sulle vertebre, chiamati “osteofiti”, e a un’indiretta sofferenza dei dischi intervertebrali, che si riducono di spessore e determinano una progressiva rigidità della collo.

Osteofiti e dischi intervertebrali deformati in ernie o protrusioni possono creare compressione sulle radici ( si parla di “pizzicamento” delle radici, “pinching” in inglese) o sul midollo spinale aggravando ulteriormente il quadro degenerativo e infiammatorio.

Gli osteofiti colpiscono in particolare le faccette articolari, facendole diventare più grandi. Questa condizione è chiamata ipertrofia delle faccette articolari. Sebbene gli osteofiti da soli non siano dannosi, possono restringere i passaggi del midollo spinale e dei nervi che escono dalla colonna vertebrale. Ciò può portare a due condizioni dolorose:

Stenosi spinale : compressione del midollo spinale all’interno del canale spinale

Radicolopatia : da pizzicamento dei nervi periferici quando escono dalla colonna vertebrale: la sciatica è un tipo di radicolopatia.

Il trattamento infiltrativo con l’ozono è molto più sicuro e rapido se si utilizzano infiltrazioni mirate. La guida radiologica è essenziale.

Molti pazienti chiedono se possa essere utilizzata l’ecografia per eseguire queste infiltrazioni. Purtroppo l’ecografia non può essere utilizzata sulla colonna vertebrale per la presenza delle stesse vertebre. L’osso non permette alcuna visione perchè agisce come schermo alle onde sonore dell’ecografo ed impedisce di documentare la corretta posizione dell’ago e del gas in prossimità delle vertebre.

L’ecografo è invece perfetto nelle infiltrazioni dell’anca, della spalla e dei tendini. Metodiche abitualmente utilizzate dal dottor Zambello.



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Il mal di schiena colpisce il 65 – 80% della popolazione mondiale. Talvolta può essere talmente invalidante da impedire alle persone di compiere le normali azioni quotidiane. In molti casi il dolore regredisce con normali trattamenti farmacologici ma in un numero limitato di pazienti è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. L’ernia del disco è una delle cause più comuni del mal di schiena. È una malattia molto dolorosa ed invalidante ed è caratterizzata dalla fuoriuscita di materiale del nucleo polposo dal disco intervertebrale, causata dalla rottura delle fibre dell’anello fibroso che formano la parete del disco.

Benefici dell’ozonoterapia

L’ozonoterapia è una tecnica relativamente semplice e priva di significativi effetti collaterali che stimola i meccanismi di protezione dalle sostanze tossiche e infiammatorie che causano il dolore. L’ozono attiva la circolazione in tutti i tessuti favorendo il rilascio dell’ossigeno ciò comporta un potente effetto antidolorifico e antiinfiammatorio, miorilassante, antibatterico.
L’efficacia terapeutica dell’ozonoterapia intraforaminale Rx guidata per la cura dell’ernia del disco è del 75-90 % dei casi ed evita l’intervento chirurgico nel 95-97% dei pazienti trattati
L’azione antinfiammatoria e antidolorifica è dovuta al fatto che la miscela di ossigeno-ozono favorisce l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione come le prostaglandine, l’istamina e le citochine pro infiammatorie.

Ozonoterapia Intraforaminale Rx guidata

Il paziente viene posto in posizione prona su di un lettino. Il medico procede all’infiltrazione locale e, verificato il corretto posizionamento dell’ago con un Amplificatore di brillanza o con la TC, procede alla somministrazione della miscela di ossigeno-ozono. Il trattamento intraforaminale Rx guidato per curare l’ernia del disco prevede 4 infiltrazioni.



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La chirurgia è un’opzione di trattamento rara per le molte persone che soffrono di ernia del disco, che frequentemente provoca intenso dolore e perdita di giornate di lavoro. Farmaci antidolorifici e cortisone per via orale o attraverso iniezioni epidurali sono le opzioni di trattamento non chirurgiche standard che pongono però problemi di scarso risultato o di importanti effetti collaterali o complicanze.

L’ozonoterapia rappresenta oggi il più efficace trattamento conservativo dell’ernia del disco. Introdotta per la prima volta negli anni ’80 l’ozonoterapia ha subito dimostrato la sua grande efficacia.

Se le prime infiltrazioni paravertebrali di ozono avevano, ed hanno ancora oggi, risultati positivi nel 60-70% dei pazienti, le attuali tecniche infiltrative mirate con amplificatore di brillanza o TC ottengono una risoluzione dei sintomi nel 75%-90% dei pazienti.

Inoltre, e probabilmente altrettanto importante quanto il tasso di successo, non ci sono controindicazioni (se non la gravidanza) e i pazienti riscontrano poche e minori complicazioni con l’ozonoterapia.

Gli studi scientifici sulla colonna vertebrale hanno dimostrato il potenziale di guarigione dell’ossigeno-ozono terapia e molti, anche i più scettici, stanno scoprendo che vanta gli stessi – se non migliori – risultati di trattamenti consolidati come le iniezioni di steroidi epidurali e la discectomia chirurgica.

 

Nel 2015, Murphy e Muto hanno presentato i risultati del loro team sul trattamento con ozono e cortisone, rilevando che i pazienti sottoposti ad ozonoterapia avevano avuto risultati simili, per quanto riguarda il dolore ed il recupero motorio, ai pazienti con discectomia mentre il tasso di complicanze e i tempi di recupero erano inferiori con le iniezioni di ossigeno-ozono rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali.

Lo studio pubblicato nel 2014 da Josip Buric ha esaminato l’efficacia a lungo termine della terapia con ossigeno-ozono ricontattando i pazienti 10 anni dopo la loro terapia iniziale. Gli autori hanno concluso che le iniezioni di ossigeno-ozono sono sicure ed efficaci in circa il 75% dei pazienti con ernia del disco e che il beneficio continua anche dopo 10 anni. Per questo motivo gli autori concludevano consigliando un tentativo con ozonoterapia radioguidata prima di prendere in considerazione un intervento chirurgico.

Come agisce il trattamento con ossigeno-ozono?

Il gas ossigeno-ozono viene somministrato tramite un’iniezione in prossimità o all’interno del disco erniato con due effetti principali:

1. riduzione dell’infiammazione e del dolore attraverso la normalizzazione dell livello di citochine e prostaglandine.

2. riduzione del volume poichè la stretta vicinanaza della miscela di ozono al materiale erniato accelera la disidratazione e l’ossidazione dei proteoglicani, che sono proteine ​​presenti nel centro gelatinoso del disco (chiamato nucleo polposo). La riduzione del volume del disco potenzia l’effetto antinfiammorio e antidolorifico attraverso una riattivazione della circolazione dei vasi venosi che circondano il nervo ed una ridotta la pressione sui nervi stessi.

I vantaggi del trattamento con ossigeno-ozono?

1. È minimamente invasivo.

2. È una procedura ambulatoriale.

3. E una procedura molto rapida

4. Costa molto meno della chirurgia.

5. È una procedura indolore.

6. Ha un tempo di recupero più breve e un tasso di complicanze inferiore rispetto alla chirurgia

L’ozonoterapia è disponibile negli ospedali Italiani?

Poichè gli studi clinici dimostrano che le iniezioni di ossigeno-ozono sono un trattamento dell’ernia discale a basso rischio e ad altissimo indice di successo il trattamento è presente in diversi ospedali italiani come l’Ospedale Bellaria di Bologna, l’Ospedale Cardarelli di Napoli o l’Ospedale Careggi di Firenze, per citarne alcuni.

Alcuni membri della comunità medica sono però scettici sulle iniezioni di ossigeno-ozono perché sostengono che una percentuale elevata di pazienti con ernia del disco guarisce da sola, sarebbe pertanto difficile determinare se i pazienti guariscono a causa delle iniezioni di ozono o se stanno semplicemente migliorando da soli.

La riposta è piuttosto semplice: perchè consigliare ai pazienti di assumere farmaci per mesi o addirittura intervenire chirurgicamente se la soluzione fosse spontanea e dietro l’angolo?

Una nota importante

Il trattamento con ossigeno-ozono non è adatto a tutti. Se hai una la paralisi della gamba o del braccio, una perdita di controllo della vescica e/o degli sfinteri o la compressione del midollo spinale, la chirurgia è un’opzione migliore e da eseguire immediatamente.

Mentre resta da vedere se le iniezioni di ossigeno-ozono diventeranno un trattamento universale di prima scelta per l’ernia discale e le protrusioni discali, una cosa è certa: avere un confronto chiaro e aperto con il medico ti aiuterà a ottenere il trattamento giusto.

Solo il tuo medico di fiducia ti aiuterà a determinare se le iniezioni di ossigeno-ozono o qualsiasi altro tipo di trattamento potranno essere efficaci ad alleviare il il tuo dolore da ernia discale.

 

 



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L’ozonoterapia richiede prima una corretta diagnosi delle patologie della colonna vertebrale, non diversa da quella necessaria per un eventuale intervento chirurgico. Solo se la diagnosi è corretta il trattamento può ottenere successo. A questo scopo la visita medica è il necessario presupposto. Per questo scopo utilizziamo una serie di test.

Test di Wasserman o Femoral Stretch TestIl segno o test di Wasserman è denominato in lingua inglese Femoral stretch test. Il paziente è sdraiato sul lettino in posizione prona, si solleva la coscia con il ginocchio flesso a 90° per valutare il grado di irritazione del nervo femorale. E’ un test significativo solo per ernie discali  o protrusioni discali che comprimano le radici nervose comprese tra L1-L2, L2-L3 e L3-L4. A differenza dell’omologo segno di Lasegue, in presenza di dolore si segnala semplicemente Wasserman positivo, senza indicare a quale punto del sollevamento della coscia compaia il dolore.

Non è un test particolarmente sensibile o specifico, è però l’insieme delle valutazioni cliniche che si ottengono durante la visita del paziente che confermano il quadro e suggeriscono la correttezza della diagnosi.

Quando la diagnosi clinica trova conferma nell’immagine Radiologica (RM o TC) abbiamo un’indicazione perfetta all’ozonoterapia nel trattamento delle ernie o delle protrusioni discali.




Nell’eventualità che il beneficio dell’Ozonoterapia sia transitorio e si verifichi una recrudescenza della sintomatologia dolorosa qualche mese dopo l’Ozonoterapia è consigliabile eseguire trattamento farmacologico per alcuni giorni; in caso di scarso beneficio si può ripetere l’Ozonoterapia. Recidive di sintomatologia dolorosa si possono osservare nel 2% dei pazienti sottoposti ad Ozonoterapia, nella maggior parte dei casi si ha un buon risultato con ripresa di qualche infiltrazione.




L’ozonoterapia può essere efficace ma la migliore terapia è la prevenzione.

Pratici consigli per prevenire il mal di schiena tramite una corretta postura e semplici esercizi . Una serie di sconsigli che possiamo attuare nella vita di tutti i giorni a prevenire molte patologie.

Cause del mal di schiena

Sforzi eccessivi, sovrappeso e sedentarieàà sono i principali nemici della nostra schiena, ecco perchè può sorgere dolore.

Attività o sport causa di sforzi eccessivi
Da vari studi è emerso che la patologia degenerativa dell’atleta non si discosta da quanto rilevato nei soggetti che svolgono lavori estremamente pesanti. Il nuoto è lo sport ideale per chi soffre di “mal di schiena”, bisogna assolutamente evitare nuoto agonistico, stile “rana” e “delfino”, sport asimmetrici come tennis o sport d’impatto come pallavolo e pallacanestro.


Sovrappeso, obesità
La colonna vertebrale programmata per sorreggere un corpo agile ed in costante movimento si trova invece a sorreggere sovrappeso ed obesità in individui sedentari, con masse muscolari scarsamente sviluppate.


Sedentarietà
Chi svolge lavoro sedentario deve interrompere di tanto in tanto la sua attività per cinque o dieci minuti poiché la fissità posturale sottopone la colonna vertebrale ed i muscoli a tensioni e pressioni che favoriscono la degenerazione discale; consigliato stretching.

Aiutiamo la schiena stando correttamente seduti.

Bene appoggiati alla sedia dalle spalle al bacino con i piedi a terra, non accavallare le gambe, non sedersi sulla punta della sedia, evitare gli sgabelli. Ottima la sedia ergonomica (sedia-inginocchiatoio, per sostenere adeguatamente la forma fisiologica del rachide e per una ottimale ridistribuzione del carico della colonna).

Guidare l’automobile
Regolare il sedile in modo da stare con la colonna diritta e ben appoggiata con le braccia un po’ piegate.

Cosa fare per chi guida per lungo tempo
Fermarsi ogni 150-200 km per fare quattro passi, per lunghi percorsi utilizzo fascia elastica o bustino lombare (secondo prescrizione medica), eventuale utilizzo cuscino lombare per una corretta postura; evitare automezzi con sospensioni rigide, strade dissestate; l’utilizzo di moto o motorini può causare lombalgia.

Lavoro e mal di schiena, movimenti e postura corretta.

Come chinarsi
Gambe leggermente allargate, ginocchia flesse e schiena dritta così la regione lombare lavora in una posizione più fisiologica con uno sforzo inferiore.

Come sollevare un peso
Piegando le ginocchia e alzando l’oggetto tenendo la schiena dritta, quindi far leva sulle gambe e non sulla colonna.

Test del muro per imparare a stare diritti
Poggiando nuca-spalle-glutei-polpacci-talloni in modo che la parte posteriore tocchi il muro s’impara a stare diritti nella posizione corretta; la colonna sia in piedi che da seduto deve essere diritta, il corpo non deve essere spostato in avanti (posizione lordotica) né all’indietro (posizione cifotica).

Come stare correttamente in piedi
Gambe leggermente divaricate spostando il peso del corpo da una gamba all’altra, mantenere la schiena e le anche allineate alla gamba su cui si carica il peso.

Cambiare spesso posizione
La colonna non ama posizioni rigide, fisse e protratte per lungo tempo.

Lavorare in piedi
Un rialzo mobile di 30 cm. su cui appoggiare l’avampiede, cambiando ogni dieci minuti il piede d’appoggio, evita di scaricare il peso sui dischi consentendo lo scarico sull’arto inferiore; si facilita l’allungamento della muscolatura del polpaccio e della parte posteriore colonna evitando stiramenti.

Scrivania, sedia giusta, schermo–computer, workstation
Bene appoggiati alla sedia dalle spalle al bacino, la schiena deve mantenere una posizione eretta e deve conservare le curve fisiologiche. Scrivania ampia da permettere l’appoggio di tutte e due le braccia, gomiti compresi evitando di impugnare male il mouse con il braccio sospeso appoggiato sullo spigolo orine di cervicalgia e compressione nervo ulnare; ottima la sedia ergonomica, lo schermo del computer deve essere posto un po’ più in alto del livello degli occhi in modo da non causare tensioni cervicali, monitor e tastiera devono essere di fronte ed il porta-documenti a sinistra, postazione di lavoro flessibile video-tavolo-sedia regolabile a seconda delle misure persona.

Prevenire il mal di schiena con un corretto riposo!

Dormire bene per prevenire “mal di schiena”
Dormire su un cuscino adatto alla curvatura cervicale. Utile dormire su un cuscino di piume, poco gonfio, grande e deformabile in modo da poter colmare lo spazio tra collo e materasso, dormire senza cuscino non è consigliato, ma dormire su troppi cuscini è altrettanto dannoso. Evitare di dormire prono col collo forzato di lato.

Materasso
La rete deve essere con doghe in legno ma il materasso ideale di consistenza medio-rigido, non troppo rigido o troppo morbido.

Posizione di riposo
Decubito laterale con capo-spalle ed anche ben allineate per ridurre tensioni muscolari e pressione tra una vertebra e l’altra, utile cuscino non molto alto tra ginocchia per scaricare il peso; decubito supino con ginocchia leggermente flesse e piedi appoggiati sul letto o con gambe semiflesse ed
appoggiate su due cuscini. Evitare di dormire prono, senza cuscini o su troppi cuscini.

Mal di schiena e bicicletta

Bicicletta
Ideale per passeggiate a contatto con la natura e per raggiungere una buona forma fisica tonificando ed irrobustendo i muscoli arti inferiori. Attenzione ad un giusto utilizzo: un manubrio troppo basso rispetto alla sella può causare sovraccarico funzionale con dolore cervicale, un sellino rigido rappresenta un rischio per apparato uro-genitale (prostatite), una errata postura in bicicletta o una scarsa preparazione atletica o una eccessiva altezza del sellino o ancora una dismetria arto inferiore superiore ad 1 cm può essere causa di lombalgia.

Cyclette da camera
Per tonificare ed irrobustire la muscolatura agli arti inferiori, non essendo su strada evita i sobbalzi dovuti irregolarità strada o torsioni tronco con microtraumatismo lombare.

Lo sapevi che? Curiosità sul dolore alla schiena

Il fumo!? Aumenta anche il mal di schiena.
Provoca un carenza di Ossigeno alle strutture nervose (ipossia radicolare), aumenta la frequenza del dolore, quindi è bene non fumare oltre che per evitare mal di schiena soprattutto per prevenire i danni prodotti dal fumo sul nostro organismo.

Le variazioni atmosferiche
I fattori climatici, umidità e freddo influenzano il manifestarsi del dolore, in aumento di umidità ambientale o di pioggia si ha una recrudescenza episodi dolorosi, le variazioni atmosferiche possono accentuare la sintomatologia dolorosa; è buona norma proteggersi con idonei indumenti ed è prudente astenersi dall’esposizione alle correnti d’aria.

Scarpe con tacchi alti e a “zeppa”
Scarpe con i tacchi oltre i 4 cm. o tacchi a spillo non sono da bandire ma il loro utilizzo è solo occasionale; l’uso continuo sovraccarica l’avampiede sviluppando fastidiose metatarsalgie, la colonna lombare è costretta ad un’accentuazione della lordosi che è causa spesso di lombalgia. Le scarpe a “zeppa”oltre al rischio di cadere e di procurarsi una distorsione alla caviglia non consentono un corretto movimento delle articolazioni del piede costringono ad un’andatura innaturale ed eliminano il potere del piede di ammortizzare i contraccolpi sulla colonna vertebrale.

Bustino
Utilizzo su indicazione medica, può supplire alla carenza di tono muscolare in quanto dà una maggiore contenzione addominale e scarica la schiena; a fronte di un immediato sollievo il suo uso alla lunga può risultare controproducente in quanto porta ad una maggiore ipotonia addominale e paravertebrale.




G. Fabris

La Costituzione Italiana sancisce (art. 32) che la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, quindi, tranne alcuni casi previsti dalla legge, ogni atto medico deve essere volontario, questo nel pieno rispetto dell’individualità della libertà professionale.”
Il consenso ad essere sottoposti a qualsiasi provvedimento diagnostico o terapeutico deve scaturire da una volontà dettata dalla piena comprensione di quanto viene proposto, per giungere a questo c’è bisogno di una adeguata e chiara informazione, si parla cioè di consenso informato.
Il codice deontologico dei medici fa esplicito riferimento alla necessità del consenso informato ed alla alleanza terapeutica col paziente. La Convenzione sui Diritti dell’uomo prevede che per ogni trattamento sanitario è richiesto il Consenso proprio della persona interessata, libero e consapevole, previa adeguata informazione sulla finalità e sulla natura del trattamento, nonché sulle conseguenze e suoi rischi; il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione… A chi ha avuto la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico o ad un trattamento medico è stato sottoposto un modulo da firmare con il quale gli si chiedeva di esprimere il proprio consenso al trattamento: un modulo contenente informazioni dettagliate, uno strumento utile per stabilire un rapporto di rispetto e fiducia tra medico e paziente, un percorso guidato sull’informazione, informando il paziente sulla diagnosi, prognosi, sul tipo di trattamento, su vantaggi, rischi, guidando il paziente e prospettando la soluzione migliore tra le diverse possibili.




G. Fabris

Artrosi
Spondiloartrosi, un invecchiamento progressivo con degenerazione struttura ossea della colonna e caratteristica visualizzazione radiologica dell’osteofita, può causare restringimenti ossei dei forami radicolari o del canale vertebrale con sofferenza strutture nervose. Si manifesta con dolore e rigidità, una patologia molto frequente dopo i 60 anni, può insorgere anche più precocemente in seguito a lavoro pesante (sovraccarico colonna vertebrale). Osteo-artrosi intervertebrale, artrosi delle articolazioni vertebrali posteriori (strutture ossee deputate alla mobilità) che può provocare dolore, limitazione funzionale e rigidità.


Stenosi canale vertebrale
Il canale vertebrale è ristretto e soprattutto le radici nervose non hanno sufficiente spazio e risultano schiacciate, si può verificare un particolare tipo di sciatica che si manifesta in stazione eretta protratta o nella deambulazione (claudicatio neurogena) con dolore e parestesie irradiate agli arti inferiori spesso bilateralmente.


Spondilolisi e Spondilolistesi
In seguito a micro-traumatismi colonna lombare si può realizzare una interruzione della regione istmica vertebra (spondilolisi) che si manifesta in genere con lombalgia, si può associare spondilolistesi (spostamento in avanti del corpo vertebrale) cioè si verifica un’instabilità lombare con scivolamento in avanti di una vertebra che può causare restringimento dei forami intervertebrali e del canale vertebrale con dolore lombare o lombosciatalgia per compressione di una radice nervosa.


Osteoporosi
Il tessuto osseo si demineralizza, perde cioè il contenuto di calcio e le ossa diventano sempre più fragili e facili alla rottura. L’osteoporosi è una delle cause più frequenti di mal di schiena nelle donne d’età avanzata poiché con la menopausa in seguito a modificazioni ormonali, l’osso si sbriciola e si possono provocare crolli vertebrali soprattutto lombari e causare lo strozzamento di un nervo.




G. Fabris

Può originare dai muscoli, dall’osso, legamenti, tendini, capsule articolari, radici nervose, disco intervertebrale
1. Ernia Discale

È la più conosciuta e temuta causa di mal di schiena, la parte centrale del disco, il nucleo polposo, può schizzare fuori uscendo dalla sua sede, si verifica così l’ernia del disco. Il materiale discale erniato può andare a comprimere le radici nervose vicine causando intenso dolore lombare (lombalgia) o dolore forte ed intenso irradiato dalla regione lombare all’arto inferiore (lombo-sciatalgia) con parestesie (formicolio, puntura di spillo, intorpidimento arto inferiore, bruciore …), alterazione sensibilità o deficit di forza muscolare della coscia, gamba e piede. Nell’oltre 90% dei casi l’ernia del disco è più frequente nel tratto lombare più mobile L4-L5 e L5-S1 mentre è meno frequente a livello L3-L4 e L2-L3 con dolore alla faccia anteriore coscia (lombocruralgia) con alterazioni sensibilità o motilità, parestesie (formicolio,intorpidimento). L’ozonoterapia trova indicazione elettiva nell’ernia discale



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