L’azione antinfiammatoria dell’ozonoterapia è tanto più efficace quanto più venga somministrato in prossimità delle strutture anatomiche sofferenti. L’ecografia viene pertanto utilizzata con successo nel trattamento dell’artrosi dell’anca, nella patologia tendinea della spalla, nelle tendiniti o tendinosi, nel trattamento dell’epicondilite, dell’epitrocleite,

Non ha invece indicazione nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale, la presenza di strutture ossee non permette infatti al fascio di ultrasuoni di poter restituire un’immagine utilizzabile per migliorare la precisione della somministrazione. Per questo motivo le tecniche radiologiche (TC o amplificatore di brillanza) sono le uniche tecniche validate per guidare l’ago nel suo percorso di avvicinamento al disco ed alla radice nervosa infiammata. La letteratura scientifica conferma perfettamente tutto questo, non c’è molto da aggiungere. Negli ultimi trent’anni non è stato pubblicato alcun articolo che abbia dimostrato l’efficacia della tecnica ecografica nelle somministrazioni intraforaminali. E’ invece presumibile che l’ecografia possa essere utilizzata per identificare lo spazio intervertebrale da trattare. E’ però necessario il supporto di un’adeguata sperimentazione scientifica, tutt’ora non diponibile, con adeguati controlli radiologici di confronto.

Esiste invece la possibilità, realizzata dal dott. Zambello per la prima volta presso la Clinica Borghi di Brebbia, di utilizzare due tecniche incrociate, ecografia e Risonanza Magnetica, per giungere in contatto con il forame di coniugazione: l’obiettivo dell’ozono. La tecnica è molto interessante ed efficace ma, a causa dell’elevata complessità e degli elevati costi del metodo, non ha ancora dimostrato di essere competitiva con le usuali tecniche ampliscopiche o TC.




 

 

Una revisione sistematica e meta-analisi dell’ozonoterapia per lombalgia o lombosciatalgia secondaria ad ernia discale ha indicato un livello di evidenza è II-3 per l’ozonoterapia intradiscale e II-1 per l’ozonoterapia intraforaminale per alleviare il dolore a lungo termine.

Le prove disponibili hanno prodotto un livello di raccomandazione 1C (raccomandazione forte con bassa qualità delle evidenze) per l’ozonoterapia intradiscale e 1B (raccomandazione forte con buona qualità delle evidenze) per l’ozono intraforaminale. L’evidenza è stata derivata da studi di controllo randomizzati nell’ambito di questa meta-analisi e studi osservazionali.

Le iniezioni possono essere ripetute se necessario e complicazioni o effetti collaterali sono rari. Pertanto, questo metodo può essere considerato un’opzione da trattare lombalgia legata all’ernia del disco lombare che ha non ha risposto al trattamento conservativo, rappresentando un’alternativa alla chirurgia.




Da un punto di vista clinico la sintomatologia è abitualmente differente. L’ernia discale determina più frequentemente un’irradiazione periferica dei sintomi, la sciatica ne è il classico esempio. La protrusione discale si associa invece a sintomi più localizzati, classicamente la lombalgia o la cervicalgia.

L’ozonoterapia può essere utilizzata in entrambe le patologie. La tecnica intraforaminale rappresenta la più semplice delle diverse opzioni, con esiti positivi anche nel 90% dei pazienti, se adeguatamente selezionati. In casi non responsivi si può decidere per la tecnica intradiscale, specie in presenza di protrusioni con frequenti recidive dolorose.




Il trattamento con ozono delle patologie della colonna vertebrale prevede tre trattamenti. la tecnica paravertebrale, la tecnica intraforaminale e la tecnica intradiscale. Il trattamento paravertebrale rappresenta il trattamento più semplice, la risposta raggiunge il 70% dei pazienti trattati. Le ragioni del fallimento terapeutico, è la tecnica con minore risposta all’interno delle tre, sono da ricercarsi nella scarsa precisione del posizionamento dell’ago e nella grande distanza tra la miscela di ossigeno-ozono e la radice infiammata. E’ una tecnica che progressivamente è stata soppiantata dalle metodiche guidata. La precisione rappresenta il fulcro dell’ozonoterapia. Maggiore precisione significa sicurezza ed esito positivo in una percentuale di casi che può arrivare al 90%. Gli apparenti maggiori costi sono in realtà esattamente eguali. Mentre la somministrazione paravertebrale richiede almeno 10-12 trattamenti, la tecnica intraforaminale ne prevede solo 4, con il pregio di un ulteriore beneficio sul disagio nel trasporto di pazienti spesso molto sofferenti.




Zambello A. et al. Rivista Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia 5(2):123-127 · October 2006

La gestione medica dei pazienti con ernia sintomatica della colonna lombare per il trattamento della lombalgia e della sciatica comprende l’iniezione epidurale di steroidi e l’infiltrazione paravertebrale intramuscolare di una miscela di O2O3. Il nostro studio ha confrontato l’efficacia a breve (tre settimane) e a lungo termine (sei mesi) dei due trattamenti dopo la mancata risposta alla gestione medica convenzionale (cortisone e miorilassanti).

Sono stati arruolati 351 pazienti: 171 (gruppo A) sono stati trattati con iniezione di steroidi epidurali, mentre 180 (gruppo B) sono stati sottoposti a somministrazione paravertebrale di una miscela di O2O3.

Nel breve periodo il 59% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e l’88,2% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3 presentava una remissione totale o quasi totale del dolore.

L’outcome a lungo termine è rimasto eccellente o buono nel 47,3% dei pazienti trattati con iniezione epidurale e nel 77,1% (p <0,05) dei pazienti trattati con O2O3.

Conclusioni: data la relativa semplicità della somministrazione del trattamento, le limitate controindicazioni e la mancanza di effetti collaterali, l’ozonoterapia la terapia è il trattamento di prima scelta nei pazienti refrattari alla terapia medica convenzionale con cortisone e miorilassanti.




Le indagini neuroradiologiche possiedono specificità diverse ma complementari:

Rx Colonna lombare, non consente la visualizzazione dell’ernia ma fornisce informazioni su eventuali patologie ossee (artrosi, malformazioni, spondilolisi, spondilolistesi, osteoporosi, alterazioni ossee di tipo espansivo…). Svantaggi: utilizzo radiazioni ionizzanti con irradiazione al paziente, è controindicata in gravidanza.
TC Colonna lombosacrale per valutazione ottimale strutture ossee ed informazione di base su disco. Svantaggi: utilizzo radiazioni ionizzanti con irradiazione al paziente, è controindicata in gravidanza.
RM Colonna lombosacrale per studio dettagliato disco, tendini e legamenti con ottimale valutazione strutture nervose; informazione di base su tessuto osseo. Vantaggi: assenza di radiazioni ionizzanti, controindicazioni in base a valutazione radiologica. Svantaggi: scarsa disponibilità apparecchiature
Tomografia Computerizzata o Risonanza Magnetica Colonna lombosacrale sono necessarie per la conferma diagnostica.
Se in base alla clinica si ritiene opportuno valutare meglio il contenuto nervoso all’interno del canale vertebrale con ampia panoramicità è preferibile esecuzione RM; talora si può imporre l’integrazione RM e TC, basilare è la conoscenza della potenzialità e specificità tra le diverse indagini.
EMG per quantizzare l’entità del danno radicolare, monitoraggio terapeutico.

Le indagini diagnostiche sono necessarie prima di ogni trattamento con ossigeno-ozono.




Ricevo ogni giorno molte di richieste informazioni per capire se l’ozonoterapia “funziona” davvero oppure no. Molti mi contattano riconoscendosi nei casi clinici proposti ed un pò incerti nella scelta dell’ennesima terapia dopo le innumerevoli precedenti.

L’Ozonoterapia per ernie o protrusioni discali guarisce il 75-85% dei pazienti, MA non guarisce tutti: non è una panacea ristoratrice! E’ vero però che evita l’intervento chirurgico al 97-99% dei pazienti trattati, cioè anche a coloro che non rispondono in modo completo.

Certamente deve essere praticata da medici molto esperti, preceduta da una corretta diagnosi e accompagnata da un adeguato comportamento del paziente. Questo è quello che comunico ai miei pazienti, queste sono le informazioni essenziali. Tutto si chiarisce dopo tre settimane: il paziente “responder”, cioè che risponde a trattamento con Ozono, deve avere un miglioramento significativo dopo tre settimane, diversamente è bene rifare il punto della situazione: proporre un’altra tecnica o rivedere la diagnosi.

L’Ozonoterapia è scienza, non fantascienza! _________________________________________________________________________________________________________________

L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it



L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.

L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.

 

L’intervento chirurgico nell’ernia del disco lombare è necessario solo in pochi casi con importanti deficit neurologici severi e progressivi, disturbi sfinterici (sciatica paralizzante, sindrome della cauda) o refrattarietà alla terapia (farmacologica, trattamento percutaneo, Ozonoterapia) con dolore causa di importante riduzione performance attività lavorativa o vivere quotidiano.
Da un lavoro su “mal di schiena e ricorso al bisturi” realizzato nel 2008 da specialisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute solo per il 5% di coloro che hanno una discopatia c’è veramente bisogno di ricorrere al bisturi, nel restante 95% la chirurgia sarebbe inutile sia perché non risolve stabilmente il dolore sia perché l’ernia circa in un anno e mezzo tende a riassorbirsi ed in genere più l’ernia è grande più è facile che rimargini.




Il gruppo di ricercatori ha effettuato un’importante revisione di una casistica molto ampia di 1208 pazienti portatori di ernia discale lombare trattati in oltre 6 anni di attività con Ozonoterapia, sia con tecnica paravertebrale che intradiscale nel periodo 1994-1999.

Tra i 1208 pazienti sottoposti ad Ozonoterapia intradiscale la sintomatologia è stata abolita in 987 (81.7%), vi è stato un buon miglioramento in 164 (13.5%), e una modesta remissione in 57 (4.7 %)

La regressione della difetto sensitivo (formicolio, disestesia tattile) è stata completa nel 79% (955 pazienti), parziale nel 17.3 % (211 pazienti), ed insignificante nel 3.4% (42 pazienti).

Il difetto motorio era presente in 580 casi (48 %), in 53 di questi (9.1%) si trattava di un difetto motorio grave, con marcata perdita di forza di dorsiflessione del piede. Tra questi 580 pazienti il difetto motorio è regredito completamente dopo Ozonoterapia in 376 (64.8%), parzialmente in 128 (22 %), non è regredito in 76 (13.1%). In particolare tra i 53 casi in cui il difetto motorio era grave si è assistito ad un recupero completo in 9 (16.9%), parziale in 16 (30.1%), irrilevante o non soddisfacente in 28 (52.8%). Vi sono stati 76 pazienti su 580 (13.1%) che non hanno recuperato il difetto motorio, sono quindi stati sottoposti a trattamento chirurgico.




herniated disk L5-S1 disc herniationPaziente di 39 anni sottoposto a precedente intervento chirurgico di discectomia L4-L5 4 anni prima, con lombosciatalgia sinistra da circa quattro mesi. Iniziale risposta a trattamento medico con cortisone, ripresa del dolore alla sospensione.

Esame Obiettivo:

  • non deficit motori/sensitivi
  • Lasegue destro indifferente, sinistro 40°
  • Valleix sinistro positivo
TAC: ernia discale L5-S1 paramediana e intraforaminale sinistra
Trattamento: Ozonoterapia con due infiltrazioni intraforaminali con guida TAC con intervallo di una settimana, in seguito ciclo di infiltrazioni paravertebrali
Risultati: dopo le due infiltrazioni intraforminali netto miglioramento del dolore, all’ottava somministrazione pressochè completa regressione del dolore alla gamba. A un anno assenza di dolore.
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L’Ozonoterapia è una pratica medica, solo un’accurata visita ed una corretta diagnosi permettono di definire un’adeguato ed efficace trattamento terapeutico. Dottor Alessio Zambello Ozonoterapia Varese Milano Brescia Lugano Locarno Bellinzona Como Novara Vercelli Genova Verbania Pavia Bergamo Lombardia Piemonte Canton Ticino Italia Svizzera Ozonetherapy www.terapiaozono.it www.webozono.it
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